Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Deboli, svantaggiati / minori, donne, anziani

30/01/09

"ALLARME DI MARONI; TRAFFICO DI ORGANI DI MINORI IN ITALIA "

"Abbiamo evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati in Italia". A lanciare l'allarme sull'odioso abuso nei confronti dei minori immigrati non accompagnati è il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ha parlato a margine dell'assemblea nazionale dell'Unicef, in corso a Roma. 


(mc)

fonte AgenziaDire

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29/01/09

" SI DELLA CAMERA AL REATO DI STALKING; LA PAROLA PASSA AL SENATO"

iL NUOVO TESTO DI LEGGE: chiunque minacci o compia atti persecutori nei confronti di qualcuno rischia il carcere fino a quattro anni. Se poi a molestare è il coniuge (anche separato o divorziato), il convivente o il fidanzato e se la molestia ad oggetto una donna incinta la detenzione può durare fino a sei anni.

Sono le principali novità del testo approvato dall'Aula della Camera che introduce il reato di 'stalking'' nel nostro ordinamento con un nuovo articolo: il 612-bis del codice penale. Il provvedimento è passato con una maggioranza quasi unanime: gli unici voti contrari sono stati quelli dei due deputati liberaldemocratici.

Un no che è stato stigmatizzato dalla relatrice del provvedimento, Giulia Bongiorno del Pdl. "Hanno votato contro solo quei deputati che non sono mai stati in commissione, dove tutti hanno offerto un contributo a un testo importante". Il disegno di legge stabilisce anche che nei confronti del molestatore si possa disporre l'allontanamento fino ad un anno dalla casa o dal luogo di lavoro della vittima o anche, ad esempio dalla scuola dei figli. Ecco, in breve, cosa prevede il testo che ora passa al Senato.

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29/01/09

" SEMINARIO SUGLI INDICATORI DI BENESSERE DELL'INFANZIA"


Organizzato dal Segretariato di ChildONEurope, si terrà il 29 gennaio, a Firenze. Un'occasione di studio per riflettere sul significato degli indicatori, e sul loro impatto sulle politiche per l'infanzia.

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29/01/09

" RAPPORTO CAI 2008 SULLE ADOZIONI INTERNAZIONALI"

Presentato il 20 gennaio a Palazzo Chigi, il rapporto della Commissione per le adozioni internazionali per l'anno 2008 registra un aumento del numero di minori stranieri adottati nel nostro Paese.

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29/01/09

" UN TRIBUNALE AD HOC PER I DIRITTI DELLA FAMIGLIA E DEI MINORI"

E' il tema al centro del congresso nazionale Il tribunale della famiglia: nuovo giudice per la tutela di tutti i diritti, organizzato dall'Associazione matrimonialisti italiani, che si svolgerà a Roma il 29 e 30 gennaio. 


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27/01/09

" DIVORCE POISON: PROTECTING THE PARENT CHILD BOND FROM A VINDICTIVE EX " - Richard WARSHAK

In his new book Dr. Warshak helps parents shield children from the crossfire of divorce and separation.

Your ex-spouse is bad-mouthing you to your children, perhaps even trying to turn them against you. If you handle the situation ineffectively, you could lose your children's respect, their affections—even, in extreme cases, lose contact with them.

The conventional advice is to do nothing for fear that any response could result in greater injury to the children. But with twenty-five years of helping families, Dr. Richard Warshak is convinced that a passive approach just leaves parents feeling helpless. And the damage to children is considerable, particularly when warring parents enlist children as allies in the battle. The problems range from tainted parent-child relationships, in which children are disrespectful or reluctant to show their affection, to a disturbance in which children virtually disown one of their parents and all the relatives on that side of the family. 



CONTENTS

1. The Delicate Balance

2. Bad-mouthing, Bashing, and Brainwashing

3. Alienated Children

4. Malignant Motives

5. The Alienating Environment

6. The Corruption of Reality

7. Poison Control

8. Getting Professional Help

9. Letting Go

Resources


(Harper Paperbacks)

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27/01/09

" YEARS LATER, THE GIRL FOUND A DRAWER FULL OF PLANE TICKETS...THE FATHER HAD SENT" - Richard WARSHAK

'Years later, the girl found a drawer full of plane tickets the father, she'd been told had never wanted to see her had sent'


Can the courts tell someone who to love? They must try, decided Ontario Superior Court Judge James Turnbull, in a recent ruling involving the case of "L.S.," a 13-year-old boy systematically brainwashed by his father to hate his mother. "Parental alienation is a difficult issue increasingly faced by the courts," said Turnbull. In a bold move, he granted the mother sole custody of her estranged son. The ruling gives her the right to transport him — against his will, if necessary — for treatment to counteract years of "subtle emotional abuse" by her ex-husband. Turnbull based much of his ruling on the testimony of Dallas-based clinical psychologist Richard Warshak. L.S. and his mother will participate in a four-day program Warshak helped devise to counteract such alienation. Warshak is the author of Divorce Poison: Protecting the Parent-Child Bond From a Vindictive Ex.

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28/01/09

"BI-GENITORIALITA': UN DIRITTO INALIENABILE " -

La paternità è qualità di vita, per i figli è un riferimento sul quale contare per confrontarsi e crescere.
La paternità è un valore e lo Stato ha il dovere di tutelarla, dove esiste, e portarla là dove non esiste 

Il diritto alla bigenitorialita' è "solo" il diritto naturale di ogni bambino e adolescente di vivere e crescere in un ambiente sano, equilibrato che gli consenta uno sviluppo armonioso.
Sembra, però, che questo diritto fondamentale, per molti bambini contesi, sia una chimera.
E intanto l'abuso dei mezzi giudiziari porta a delle conseguenze irreparabili, a danni esistenziali che segneranno definitivamente chi subisce questo tipo di violenze psicologiche, sopprusi, angherie, ricatti e umiliazioni.....
 

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27/01/09

" PAGELLE ON LINE, SALVO CHE 3 FAMIGLIE SU 10 CON UN MINORENNE IN CASA NON HANNO UN COMPUTER"

3 su 10 con un minorenne in casa sono sprovviste di computer. Inoltre, solo il 39,2% dei 45-54enni usa la Rete. Questo lo scenario con cui dovranno misurarsi i ministri Brunetta e Gelmini, che vogliono una scuola più tecnologica nelle comunicazioni coi genitori 


Il 30% delle famiglie in cui vive almeno un minorenne non possiede un pc e oltre il 40% non accede ad Internet da casa. E' questo lo scenario con cui dovranno confrontarsi il ministro dell'Innovazione, Renato Brunetta, e quello dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ieri hanno annunciato di voler implementare l'uso delle tecnologie per le comunicazioni scuola famiglia. Entro un anno, ha detto Brunetta, le pagelle di molte scuole dovranno essere visionabili on line e i genitori che lo vorranno potranno chiedere informazioni via sms sulle assenze dei pargoli.

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27/01/09

" LA CRISI LA PAGHERANNO ANCHE I BAMBINI - PAROLA DEL GARANTE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA "

ROMA – La crisi economica mondiale che pagheranno anche i bambini e i ragazzi (“con 7-8 mila famiglie che solo a Roma si rivolgono alle parrocchie per chiedere aiuto”). L’accoglienza e l’integrazione dei minori Rom e immigrati che deve avvenire intanto attraverso la civile sistemazione dei campi nomadi esistenti, senza costruirne di nuovi (“l’emergenza, peraltro, costa molto di più che non la gestione programmata dei servizi esistenti”). Poi il bullismo, la rete dei servizi territoriali, il nascente Garante nazionale (“utile, però, solo se ve ne sarà uno in ogni regione”), fino ai rapporti con gli assessorati e le istituzioni locali. “L'ufficio del Garante è autonomo e tutti i provvedimenti che riguardano l'infanzia e l'adolescenza dovrebbero essere messi a conoscenza di quest'ufficio, anche solo per poter dare dei suggerimenti". Tuttavia, "io non ho questa assiduità di informazioni dagli uffici preposti e questo rende tutto più difficile". A parlare è Franco Alvaro, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio, nella video-intervista all’agenzia Dire on line su  www.dire.it  e  www.diregiovani.it.

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27/01/09

" I MINORI E LA RETE"

ROMA - La Società italiana di pediatria (Sip) e la Società italiana di medicina dell'adolescenza hanno realizzato un decalogo -rivolto ai genitori- per un corretto uso di internet da parte di ragazzi e ragazze negli anni della prima adolescenza che sarebbe auspicabile fosse diffuso a tutte le famiglie. L'obiettivo è quello di impedire adescamenti via web, visto che 4 minori su 10 ha ricevuto richieste da sconosciuti in rete: video, foto e numeri di telefono personali

fonte, agenzia DIRE

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27/01/09

" NON EBREI TOCCA A VOI RICORDARE" - Arrigo LEVI

Non  ebrei tocca a voi ricordare

di Arrigo LEVI



E se gli italiani fossero più antisemiti oggi che al tempo del fascismo, delle leggi razziali, e della caccia agli ebrei per mandarli a morire nelle camere a gas? È il dubbio che mi pesa sull’anima, leggendo i risultati dell’inchiesta sull’antisemitismo in Italia pubblicata sul Corriere della Sera di ieri. Lo stesso Corriere è rimasto così sconcertato dai dati da minimizzarli nel titolo, che dice: «Sono antisemiti 12 italiani su 100». 






(tratto da www.lastampa.it)

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26/01/09

"E' INIZIATO IL PRIMO PROCESSO A T. LUBANGA - CAPO UNIONE CONGOLESE- PER AVER ARRUOLATO BAMBINI SOLDATO"

L'accusa di aver costretto minori di 15 anni a uccidere o essere eliminati a loro volta in scontri tribali


L'AIA - Alla Corte penale internazionale (Cpi) si è aperto lunedì 26 gennaio 2009, il processo a Thomas Lubanga, capo di una milizia del Congo accusato di aver utilizzato bambini-soldato per massacrare una tribù rivale. Lubanga, fondatore e leader dell'Unione patriottica congolese (Upc) nel distretto di Ituri, è il primo a essere processato per questo tipo di crimine.


(mc)

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26/01/09

" REATO DI STALKING - 612 bis c.p.: QUESTA SETTIMANA ATTESO SI DELLA CAMERA"

Dopo un ampio dibattito svolto nella scorsa legislatura ed un confronto protrattosi per mesi in Commissione Giustizia, e' in dirittura di arrivo alla Camera il ddl 1440 che introduce nel codice penale il reato di stalking (atti persecutori). La discussione generale si e' svolta martedi' scorso e l'Assemblea riprendera' e, probabilmente, concludera' questa settimana l'esame di questo progetto normativo diretto a colmare una grave lacuna del nostro ordinamento che non consente alla magistratura di bloccare sul nascere queste forme di persecuzione che spesso sfociano in gravissimi casi di violenza. Sinora il contrasto del crescendo di atti persecutori realizzati nei confronti di donne e soggetti deboli e' affidato alla modesta tutela offerta dall'articolo 600 del C.P., cioe' ad una fattispecie genericamente riferita ai casi di disturbo e molestia della persona considerati non come delitto, ma semplice contravvenzione adatta, ad esempio, a colpire un ubriaco che disturba i clienti in un bar. L'articolato in esame, frutto del raccordo del disegno di legge approvato il 18 giugno scorso dal Governo su proposta dei Ministri Mara Carfagna ed Angelino Alfano con 12 proposte d'iniziativa parlamentare, introduce nel codice l'articolo 612-bis sotto la rubrica ''atti persecutori'' e, all'articolo 1, definisce esattamente questa fattispecie di reato. 


(mc)

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26/01/09

" DICHIARAZIONE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA IN MEMORIA DELL'OLOCAUSTO"

''L’Olocausto rappresenta uno dei periodi più bui della storia dell’Europa e resterà impresso per sempre nella memoria dell’umanità. La Giornata internazionale in memoria dell’Olocausto è un’occasione per rendere omaggio alle vittime e per rafforzare la nostra campagna di lotta al razzismo, che è stato all’origine dell’Olocausto'', hanno dichiarato Miguel Ángel Moratinos, presidente in carica del Comitato dei Ministri, Lluís Maria De Puig, presidente dell’Assemblea parlamentare, e Terry Davis, segretario generale del Consiglio d’Europa.

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25/01/09

"PARENTAL ALIENATION SYNDROME" - Richard A. GARDNER

Parental Alienation Syndrome (Gardner R.A. 1998)
Sindrome da alienazione parentale

Dagli anni settanta si assiste ad un proliferare di controversie sulla custodia dei figli che non ha precedenti nella storia.

Questo aumento e’ stato innanzi tutto il risultato di due recenti sviluppi nel campo delle cause per affidamento, cioè la sostituzione del principio (o presunzione) della tenera età con quello dell’interesse prevalente del bambino e l’aumentata popolarità del concetto di affidamento congiunto. Si partiva dal presupposto che le madri, in virtù del fatto che sono donne, fossero intrinsecamente superiori agli uomini come educatrici dei figli. Di conseguenza il padre doveva fornire al tribunale prove convincenti di gravi deficienze da parte della madre prima che il tribunale prendesse in seria considerazione l’assegnazione dello status di affidatario al padre. Con la sostituzione del principio dell’interesse prevalente del bambino al principio della tenera età fu data istruzione ai tribunali di ignorare il sesso nel prendere in considerazione l’affidamento e di valutare solo le capacità genitoriali, specialmente quei fattori che fossero connessi all’ interesse prevalente del bambino. La conseguenza del cambiamento e’ stata un proliferare di cause per affido poiché i padri così avevano una maggiore opportunità di ottenere lo status di affidatario. Presto venne di moda il concetto di affidamento congiunto che erodeva ancora il tempo concesso alle madri affidatarie da trascorrere con i figli. Ancora una volta questo cambiamento portava ad un aumento e intensificazione delle cause per l’affido.


In relazione al proliferare di cause per affido si e’ visto un drammatico aumento di un disturbo raramente riscontrato in precedenza, un disturbo che io chiamo SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE. In questo disturbo vediamo non solo la programmazione (lavaggio del cervello) del bambino da parte di un genitore per denigrare l’altro genitore, ma contributi dello stesso bambino a sostegno della campagna di denigrazione del genitore che tende ad estraniare contro il genitore estraniato. A causa del contributo del bambino non ho considerato adatti i termini lavaggio del Icervello, programmazione o altri equivalenti. Di conseguenza nel 1985 ho introdotto l’espressione SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE per includere questi due fattori concomitanti. Pertanto suggerisco questa definizione della sindrome da alienazione parentale: la sindrome da alienazione parentale e’ un disturbo che insorge essenzialmente nel contesto di controversie per l’affidamento dei figli. La sua principale manifestazione e’ la campagna di denigrazione da parte del bambino nei confronti di un genitore, una campagna che non ha giustificazione. Essa deriva dall’associarsi dell’indottrinamento da parte di uno dei genitore che programma (fa il lavaggio del cervello) e il contributo personale del figlio alla denigrazione del genitore che costituisce l’obiettivo di questa denigrazione. In presenza di abusi veri o di abbandono da parte del genitore, tale animosità può essere giustificata e in questo caso non e’ possibile utilizzare la PAS come spiegazione dell’animosità del bambino.

LA PAS NON E’ LA STESSA COSA DEL LAVAGGIO DEL CERVELLO

E’ stata una sorpresa per me trovare un’errata interpretazione nella definizione della PAS in testi sia legali che di igiene mentale. In particolare ci sono molti che usano l’espressione come sinonimo di lavaggio del cervello o condizionamento da parte di un genitore. Non si fa riferimento al contributo personale del bambino alla vittimizzazione del genitore designato come bersaglio. Coloro che commettono questo errore non hanno afferrato un elemento estremamente importante che riguarda l’eziologia, le manifestazioni e anche la cura della PAS. L’espressione PAS si riferisce soltanto alla situazione in cui la programmazione parentale si unisce alla rappresentazione da parte del bambino del disprezzo nei confronti del genitore denigrato. Se avessimo a che fare solo con l’indottrinamento da parte del genitore avrei semplicemente conservato le espressioni lavaggio del cervello e/o programmazione. Poiché la campagna di denigrazione implica la suddetta combinazione, ho ritenuto che fosse giustificata una nuova espressione che abbracciasse entrambi i fattori contributivi. Inoltre e’ stato il contributo del bambino che mi ha portato al concetto della eziologia e patogenesi del disturbo. La comprensione del contributo del bambino e’ importante nella realizzazione delle indicazioni terapeutiche descritte in questo libro.

LA RELAZIONE TRA LA PAS E LA VERA E PROPRIA VIOLENZA E/O ABBANDONO

Sfortunatamente l’espressione PAS e’ spesso usata per far riferimento all’animosità che il bambino può nutrire contro un genitore che ha effettivamente usato violenza sul bambino, specialmente per un lungo periodo. L’espressione e’ stata usata in riferimento alle categorie principali di violenza da parte di un genitore: fisica, sessuale ed emozionale. Tale uso indica un’errata comprensione della PAS. L’espressione PAS si può usare solo quando il genitore “bersaglio” non ha evidenziato nessun atteggiamento prossimo al grado di comportamento alienante che potrebbe giustificare la campagna di denigrazione messa in atto dal bambino. Piuttosto, in casi tipici, la maggioranza degli esaminatori giudicherebbe il comportamento del genitore preso di mira normale e affettuoso o, nel peggiore dei casi, lievemente carente nella capacità genitoriale. E’ l’esagerazione di difetti e manchevolezze di scarsa importanza che è il marchio della PAS. Quando esiste vera e propria violenza, allora l’alienazione di risposta da parte del bambino e’ giustificata e non e’ applicabile la diagnosi di PAS.

I genitori programmatori che sono accusati di provocare la PAS nei loro figli sostengono talvolta che la campagna di denigrazione da parte dei figli e’ giustificata dalla autentica violenza e/o negligenza da parte del genitore denigrato.

Accade che questi genitori “indottrinanti’ sostengano che la controaccusa da parte del genitore bersaglio che il genitore programmatore induca la PAS, sia una copertura, una manovra diversiva , ed indichi il tentativo da parte del genitore denigrato di gettare una cortina fumogena sopra le violenze e/o la negligenza che hanno giustificato l’astio del bambino. Vi sono dei genitori che usano davvero violenza e/o trascurano il bambino, i quali negano le loro violenze e spiegano l’animosità del bambino come programmata da parte dell’altro genitore. Questo non esclude l’esistenza di genitori veramente innocenti che sono davvero vittimizzati da una ingiustificata campagna di denigrazione. Quando si verificano tali accuse incrociate, cioè autentica violenza e/o negligenza contro autentica PAS, e’ necessario che l’esaminatore conduca una ricerca dettagliata per controllare a quale categoria appartengano le accuse del bambino, cioè, autentica PSA o autentica violenza e/o negligenza. In alcune situazioni questa differenziazione può non essere facile, specialmente quando vi e’ stata della violenza e/o negligenza e la PAS e’ stata sovrapposta con la conseguenza di una disapprovazione superiore a quella giustificata dalla situazione. Per questo motivo e’ spesso cruciale una indagine attenta per fare una diagnosi esatta. Colloqui congiunti con tutte le parti in causa in tutte le combinazioni possibili di solito aiutano a scoprire la verità in situazioni del genere.

LA PAS COME FORMA DI VIOLENZA SUI BAMBINI

E’ importante che chi conduce l’esame si renda conto che un genitore che inculca la PAS in un bambino commette una forma di violenza emozionale in quanto questa programmazione può produrre nel bambino non solo una alienazione permanente da un genitore affettuoso, ma anche turbe psichiatriche. Un genitore che programma sistematicamente un bambino per spingerlo ad una condizione di continua denigrazione e rifiuto di un genitore affettuoso e devoto rivela un totale disprezzo per il ruolo che il genitore alienato ha nell’educazione del bambino. Il genitore alienante determina la rottura di un legame psicologico che potrebbe, nella maggioranza dei casi, rivelarsi di grande importanza per il bambino, nonostante la separazione o il divorzio dei genitori. Questi genitori che esibiscono questi comportamenti alienanti, rivelano un grave deficit nel loro ruolo genitoriale, un deficit che dovrebbe essere preso in seria considerazione dal tribunale nel decidere lo stato di primo affidatario. La violenza fisica e/o sessuale nei confronti di un bambino sarebbe prontamente considerata dal tribunale motivo per assegnare la custodia primaria al genitore che non ha commesso la violenza. La violenza emozionale e’ molto più difficile da giudicare obbiettivamente, specialmente perché molte forme di violenza emozionale sono sottili e difficili da verificare in un tribunale. Tuttavia la PAS è spessissimo identificata prontamente, e i tribunali farebbero bene a considerarne la presenza come manifestazione di violenza emozionale da parte di un genitore programmatore.

Di conseguenza i tribunali, quando valutano i pro e i contro del trasferimento di custodia, fanno bene a ritenere che il genitore che programma una PAS dimostra un grave deficit parentale. Non intendo suggerire che un genitore che provoca una PAS debba essere automaticamente privato della custodia primaria, ma solo che questo atteggiamento debba essere considerato un grave deficit della capacità parentale, una forma di violenza emozionale, e che ad esso sia data seria considerazione quando viene valutata la decisione sulla custodia. In questo libro io do indicazioni specifiche riguardo alle situazioni in cui tale trasferimento non solo e’ auspicabile, ma anche cruciale per proteggere i figli dall’alienazione perenne dal genitore bersaglio.

“LA PAS NON ESISTE PERCHE’ NON E’ NEL DSM-IV”

Ci sono alcuni, specialmente l’accusa nelle cause per affidamento, che affermano che non esiste un’entità come la PAS, che e’ solo una teoria , o che e’ la “teoria di Gardner ”. Alcuni sostengono che ho inventato la teoria , sottintendendo che si tratta del frutto della mia immaginazione. L’argomento principale addotto a giustificazione di questa posizione e’ che non appare nel DSM-IV. I comitati del DSM sono comprensibilmente abbastanza conservatori riguardo all’inclusione di fenomeni clinici descritti di recente e richiedono molti anni di ricerche e pubblicazioni prima di prendere in considerazione l’inclusione di un disturbo, e questo e’ giusto. La PAS esiste! Qualunque avvocato coinvolto in cause di affidamento può testimoniarlo. Professionisti di salute mentale e legali devono averla osservata. Può darsi che non abbiano voglia di riconoscerla. E’ possibile che le diano un altro nome (come “alienazione parentale”). Ma ciò non ne esclude l’esistenza. Un albero esiste come albero a prescindere dalle reazioni di quelli che lo guardano. Un albero esiste anche se altri potrebbero dargli un altro nome. Se un dizionario scegliesse di omettere la parola “albero“ dalla sua compilazione di parole, ciò non significherebbe che l’albero non esiste. Significa solo che le persone che hanno scritto quel libro hanno deciso di non includere quella parola particolare. Allo stesso modo, se qualcuno guarda un albero e dice che quell’albero non esiste, ciò non lo fa sparire. Indica soltanto che l’osservatore, per una ragione qualsiasi, non vuole vedere ciò che è proprio davanti a lui. Riferirsi alla PAS come ad una teoria o alla “teoria di Gardner” implica la non esistenza del disturbo. Implica che si tratta del frutto della mia immaginazione e che non ha basi nella realtà. Dire che la PAS non esiste perché non e’ elencata nel DSM-IV e’ come dire nel 1980 che l’AIDS non esiste perché non e’ in elenco nei normali testi medici di diagnostica. La PAS non e’ una teoria ma un fatto. Le mie idee sulla sua eziologia e la sua psicodinamica potrebbero pure essere chiamate teoria. La domanda cruciale dunque e’ se la mia teoria relativa all’eziologia e alla psicodinamica della PAS sia ragionevole, e se le mie idee siano compatibili con i fatti. Sta ai lettori di questo libro deciderlo.

Ma innanzi tutto perché questa controversia? Quanto all’esistenza o meno della PAS, di solito non troviamo controversie del genere a proposito della maggioranza di altre entità in psichiatria. Gli operatori possono avere opinioni diverse sulla eziologia e la cura di un particolare disturbo psichiatrico, ma c’e’ di solito un certo consenso sulla sua esistenza. Dovrebbe esser il caso di un disturbo relativamente “puro” come la PAS, un disturbo che e’ facilmente diagnosticabile a causa della somiglianza dei sintomi nei bambini quando si mettono a confronto due famiglie diverse.

Nel corso degli anni ho ricevuto lettere da persone che hanno detto sostanzialmente: “Il suo libro sulla PAS e’ inquietante. Lei non mi conosce, eppure mi e’ sembrato di leggere la biografia della mia famiglia. Lei ha scritto il suo libro prima che cominciassero tutti questi problemi nella mia famiglia. E’ come se avesse previsto quello che sarebbe accaduto.” Perché dunque tutta questa disputa sull’esistenza o meno della PAS?

Una spiegazione sta nella situazione in cui la PAS nasce: controversie feroci per l’affidamento dei figli. Quando viene portato davanti ad un tribunale un problema nel corso di un procedimento accusatorio, e’ necessario che una parte prenda la posizione opposta all’altra per poter prevalere in quel tribunale. E’ verosimile che un genitore accusato di provocare la PAS in un bambino assuma un avvocato che può invocare l’argomento che una cosa come la PAS non esiste. E se questo avvocato può dimostrare che la PAS non e’ elencata nel DSM-IV, allora la posizione si può considerare ”provata”. Per me, l’unica cosa che questo prova e’ che il DSM-IV non ha ancora messo la PAS in lista. Prova anche i livelli a cui i membri della professione legale si abbassano per sostenere zelantemente la posizione del loro cliente, non importa quanto ridicoli siano i loro argomenti e quanto siano distruttivi per i bambini.

Un fattore importante che spiega la mancata elencazione della PAS nel DSM-IV, e’ legato a problemi politici.

Non e’ probabile che argomenti “caldi” o “controversi” ottengano il consenso che problemi più neutri godono.

Come dimostrerò più sotto, la PAS e’ stata trascinata nell’arena politico-sessuale, e coloro che volessero appoggiare la sua inclusione nel DSM-IV si troverebbero probabilmente invischiati in violente controversie e oggetto di disprezzo, di rifiuto e di derisione. La via più facile quindi e’ evitare di essere coinvolti in dispute così infiammate, anche se ciò vuol dire omettere dal DSM uno di disturbi più comuni dei bambini.

La PAS e’ un disturbo relativamente distinto ed e’ più facilmente diagnosticato di molti altri disturbi del DSM-IV. In questo momento escono articoli e viene sempre più citato nelle decisioni dei tribunali. Nel corso di questo libro verranno citati articoli sulla PAS nella letteratura scientifica. Inoltre appaiono con sempre maggiore frequenza decisioni di tribunali in cui e’ citata la PAS. Io continuo ad elencarle nel mio sito WEB via via che appaiono. La mia speranza e’ che quando verranno formati i comitati per la preparazione del DSM-IV, il comitato o comitati che prenderanno in esame l’inclusione, ritengano opportuno inserire la PAS e abbiano il coraggio di opporsi a chi fa resistenza per il bisogno di negare la realtà del mondo, quale che sia il motivo. Può interessare il lettore notare che se la PAS alla fine viene inclusa nel DSM, il suo nome sarà cambiato e verrà incluso il termine disturbo, l’etichetta corrente usata per le malattie psichiatriche che permettono l’inclusione. Potrebbe benissimo prendere il nome di “ disturbo di alienazione parentale .” 





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STUDIO DI GARDNER SULLA PAS:

Nonostante quello che ormai si sa a proposito dei danni causati dalla Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Sindrome = PAS), raramente i Tribunali invertono, in caso di affido monogenitoriale, la custodia di minori a causa del comportamento alienante del genitore affidatario. Esistono casi, anzi, in cui, a fronte di decine di inottemperanze, il magistrato conferma l'affidamento al genitore affidatario proprio con la motivazione che…oramai la prole è disabituata al contatto con l'altro genitore (normalmente il padre)!!!
Eppure Gardner dimostrò, in un suo celebre studio di follow-up, che spesso è meglio invertire l'affido e che in tal modo i disturbi psicologici si annullano: una ricerca magistrale che solo Gardner, con la autorità che si era guadagnata presso i tribunali americani, poteva condurre:
lo studio fu condotto su 99 bambini alienati. In 22 casi la Corte americana decise di limitare (anche con l'inversione dell'affido) la frequentazione del genitore alienante da parte del bimbo. Ebbene, in tutti e 22 i casi la sintomatologia PAS si attenuò fino alla scomparsa (risultato positivo nel 100% dei casi); negli altri 77 la Corte lasciò invariata la situazione col risultato di un peggioramento della sintomatologia PAS nel 90% dei casi e di un miglioramento spontaneo in circa il 9%.
Si tratta di uno studio di importanza enorme, teso a dimostrare che l'immobilismo delle aule giudiziarie è contrario al vero interesse dei minori, che tutti gli operatori del settore dovrebbero leggere e conoscere, per questo ve lo proponiamo a questo link: http://www.agna.ch/
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I seguenti articoli sulla PAS sono stati pubblicati sulle seguenti riviste:

Gardner, R. A. (1985), Recent trends in divorce and custody litigation. The Academy Forum, 29(2)3-7. New York: The American Academy of Psychoanalysis.
Gardner, R. A. (1987), Child Custody. In Basic Handbook of Child Psychiatry, ed.J.Noshpitz, Vol. V, pp. 637- 646. New York: Basic Books, Inc.
Gardner, R. A. (1987), Judges interviewing children in custody/visitation litigation. New Jersey Family Lawyer, 7(2):26ff.
Gardner, R. A. (1991), Legal and psychotherapeutic approaches to the three types of parental alienation syndrome families: when psychiatry and the law join forces. Court Review, 28(l):14-21.
Gardner, R. A. (1994), The Detrimental Effects on Women of the Misguided Gender Egalitarianism of Child-Custody Dispute Resolution Guidelines. The Academy Forum. 38 (1/2): 10-13. New York: The American Academy of Psychoanalysis.
Gardner, R. A. (1997), Recommendations for Dealing with Parents Who Induce a Parental Alienation Syndrome in Their Children. Issues in Child Abuse Accusations, 8(3):174-178.
Gardner, R. A. (1998), Recommendations for Dealing with Parents Who Induce a Parental Alienation Syndrome in Their Children. Journal of Divorce & Remarriage, 28 (3/4):1-23.
Gardner, R. A. (1999), Differentiating between the parental alienation syndrome and bona fide abuse/neglect. American Journal of Family Therapy, 27(2):97-107.
Gardner, R.A.(1999), Family Therapy of the Moderate Type of parental Alienation Syndrome. The American Journal of Family Therapy, 27(3):195-212.
Gardner, R.A.(1999), The Recent Gender Shift in PAS Indoctrinators. Women in Psychiatry (A publication of the Association for Women Psychiatrists).

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25/01/09

" PARI OPPORTUNITA' PER I PADRI SEPARATI" - Matilde FONTANA

Le rivendicazioni delle associazioni che difendono i diritti dei genitori non affidatari e dei loro figli 


Forse qualcuno ricorda la storia di Francesco, il giovane padre di cui avevamo seguito alcune tap­pe dell’arduo cammino di sepa­razione. Francesco si era lancia­to nell’avventurosa richiesta di affidamento paterno dei due fi­gli. Un’avventura ardita, contro­corrente, che gli era stata sconsi­gliata dai legali che si erano suc­ceduti al suo fianco. Lo avevamo lasciato in attesa della sentenza del pretore. Ora la sentenza è arrivata: entrambi i genitori sono stati giudicati idonei a prendersi cura dei figli, ma l’affidamento è stato confer­mato alla madre, per favorire la stabilità dei bambini. L’organiz­zazione del diritto di visita è la­sciata alla discrezione della cu­ratrice e gli alimenti dovuti ai fi­gli e alla loro madre confermano l’esiguo budget domestico con il quale Francesco si è abituato a vivere da quando la moglie ha chiesto la separazione. 

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25/01/09

" ADOZIONI DALLA CINA; NO, GRAZIE, SE OBESO E POVERO"

I bambini in adozione dalla Cina sono una solidale novita': le prime venti ragazzine arriveranno in Italia proprio a gennaio. Nonostante, siano dunque attivi i protocolli tra i due paesi rimangono in piedi alcuni 'ostacoli'


(mc)

fonte, il redattore sociale

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