Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Deboli, svantaggiati / minori, donne, anziani

15/07/08

"EQUIVOCI DI MEMORIA, UN RISCHIO SERIO, PAS"

Nei casi di presunto abuso sessuale, il bambino che riceve domande fuorvianti può modificare in modo permanente il ricordo. Questo è un rischio serio, che può anche rovinare la vita di molte persone per lungo tempo

Si è scoperto che l'azione di ricordare subisce interferenze soggettive e sociali. Ecco perché la procedura giuridica si affida sempre più spesso alla ricerca per limitare le testimonianze inattendibili che possono condizionare i processi
Nella casistica dei processi penali, specie dopo l'introduzione del test del Dna, sono numerosissimi gli errori nella valutazione delle prove testimoniali che indirizzano i magistrati verso sentenze ingiuste. Persone "inchiodate" da testimoni oculari che magari, dopo aver trascorso anni dietro le sbarre a scontare la pena, risultano completamente estranee ai fatti. 
Delle trappole della memoria e dell'inattendibilità delle testimonianze si è occupata la professoressa Giuliana Mazzoni, docente e ricercatrice di Psicologia alla Seton Hall University (New Jersey) e perito psicologo in importanti processi italiani e americani. Nel libro "Si può credere a un testimone?" ( ed Mulino) descrive le insidie che riserva la memoria, gli errori più frequenti negli interrogatori e le tecniche migliori per condurre un colloquio investigativo, evitando deposizioni inattendibili. 

"Il tema della testimonianza è uno di quelli in cui la ricerca scientifica può contribuire a cambiare le procedure giuridiche", afferma l'autrice. "È successo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove decenni di ricerche sull'interrogatorio e sul riconoscimento hanno aiutato il legislatore a disporre nuove regole nel processo penale". In Italia quest'anno è nato il primo master in Psicologia Forense, attivato dall'Università di Torino. "Finalmente si comincia a capire che magistrati e avvocati devono stare attenti nel modo di porre le domande durante un interrogatorio o una testimonianza", spiega il professor Guglielmo Gullotta, avvocato penalista e psicologo. "La memoria non è infallibile. È quella cosa che ci dice che il compleanno di nostra moglie era ieri, cioè non è un computer che si attiva in modo automatico, o una lastra fotografica".

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11/07/08

" I BAMBINI SONO TESTIMONI ATTENDIBILI? LA SCIENZA DICE, NO!"

Le presunte violenze sessuali perpetrate dalle maestre su 19 bambini dell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio sono state per un anno e mezzo fonte di orrore e raccapriccio per tutti i genitori. Poi, il 18 settembre scorso, la sentenza n. 37147 della Corte di cassazione ha confermato la scarcerazione di 5 indagati affermando che le violenze “ se ci sono state, sono state perpetrate con modalità differenti da quelle riferite nelle denunce” Non solo “ …la possibilità che gli adulti abbiano influito con domande suggestive sulla spontaneità del racconto dei bambini ha avuto conferma in almeno due casi”. E nelle videoregistrazioni dei bambini la Corte rileva “ atteggiamenti prevaricatori e una forte e tenace pressione dei genitori sui minori!. Ma il verdetto di Rignano Flaminio non è un’eccezione. Solo nel 2007 le sentenze assolutorie e i casi di pedofilia rivelatisi inesistenti sono stati parecchi. Quanto sono influenzabili da domande mal poste da un genitore o da uno psicologo impreparato? Possono la memoria e la fantasia confondersi?

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02/07/08

" LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE SETTE"

Lo psicologo Richard Gadner (1985; 1987; 1989; 1992) definisce la sindrome di alienazione genitoriale (Parental Alienation Sindrome - PAS) come il comportamento di uno o più figli che, nel contesto del conflitto intergenitoriale, diventa ipercritico e denigratore nei confronti di uno dei due genitori, perché l’altro lo ha influenzato in questo senso, indottrinandolo adeguatamente.
Alcuni autori (Clawar, Rivlin, 1991) parlano di bambini programmati ai quali è praticato il lavaggio del cervello.

Nell’ambito familiare è normale che si vengano a stabilire alleanze particolari e collusive fra i diversi attori delle relazioni.
E’ altrettanto frequente che in casi di conflitto intra e interfamiliare, legati ad esperienze di separazione, le alleanze collusive siano ancora più evidenti e sono funzionali a sostenere, influenzare, ricattare, ostacolare, riavvicinare i vari membri della famiglia.

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