Nei casi di presunto abuso sessuale, il bambino che riceve domande fuorvianti può modificare in modo permanente il ricordo. Questo è un rischio serio, che può anche rovinare la vita di molte persone per lungo tempo
Si è scoperto che l'azione di ricordare subisce interferenze soggettive e sociali. Ecco perché la procedura giuridica si affida sempre più spesso alla ricerca per limitare le testimonianze inattendibili che possono condizionare i processi
Nella casistica dei processi penali, specie dopo l'introduzione del test del Dna, sono numerosissimi gli errori nella valutazione delle prove testimoniali che indirizzano i magistrati verso sentenze ingiuste. Persone "inchiodate" da testimoni oculari che magari, dopo aver trascorso anni dietro le sbarre a scontare la pena, risultano completamente estranee ai fatti.
Delle trappole della memoria e dell'inattendibilità delle testimonianze si è occupata la professoressa Giuliana Mazzoni, docente e ricercatrice di Psicologia alla Seton Hall University (New Jersey) e perito psicologo in importanti processi italiani e americani. Nel libro "Si può credere a un testimone?" ( ed Mulino) descrive le insidie che riserva la memoria, gli errori più frequenti negli interrogatori e le tecniche migliori per condurre un colloquio investigativo, evitando deposizioni inattendibili.
"Il tema della testimonianza è uno di quelli in cui la ricerca scientifica può contribuire a cambiare le procedure giuridiche", afferma l'autrice. "È successo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove decenni di ricerche sull'interrogatorio e sul riconoscimento hanno aiutato il legislatore a disporre nuove regole nel processo penale". In Italia quest'anno è nato il primo master in Psicologia Forense, attivato dall'Università di Torino. "Finalmente si comincia a capire che magistrati e avvocati devono stare attenti nel modo di porre le domande durante un interrogatorio o una testimonianza", spiega il professor Guglielmo Gullotta, avvocato penalista e psicologo. "La memoria non è infallibile. È quella cosa che ci dice che il compleanno di nostra moglie era ieri, cioè non è un computer che si attiva in modo automatico, o una lastra fotografica".