30/09/08
La sindrome di alienazione genitoriale, è un disturbo che insorge, quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. Questo disturbo si manifesta quando un genitore ( solitamente la madre) attiva un programma di denigrazione contro l'altro genitore . Tuttavia, questa non è una semplice questione di "lavaggio del cervello" o di "programmazione" poichè il baminbo fornisce il suo personale contributo nella campagna di denigrazione;é proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS.
Il bambino mette in atto l'acquisizione di potere mimando e sciomiottando i messaggi di disprezzo del programmatore, poichè non ci sono consegueneze negative, per il bamibno stesso, da queste ripetute esibizioni di mancanza di rispetto e di diffazazione. Più propriamente, anche le razionalizzazioni più assurde per questa forma di alienazione non sono mai messe in discussione. Piuttosto che mettere il bambino faccia a faccia con l'assurdità di queste ragioni, l'alienante può fare commenti del tipo "io rispetto i suoi sentimenti" o " è importante per lei/lui parlare da adulta/o".
I bambini che rientrano nel grado grave di PAS sono solitamente radicali nelle loro manifestazioni: Essi instaurano una relazione di folie à deux con la madre, condividendo le fantasie paranoidi della madre stessa circa il padre. Tutte le otto manifestazioni sintomatiche primarie della PAS sono verosimilmente presenti ad un livello significativo rispetto al grado moderato. Il bambino è soppraffatto dal panico all’idea di incontrare il padre; urla da far raggelare il sangue, è in balia del panico e le sue esplosioni di rabbia possono essere così violente da rendere impossibile l’incontro. Se il bambino viene portato nella casa del padre, può scappare o rimanere paralizzato da un terrore patologico, oppure può tenere un comportamento così costantemente e profondamente provocatorio, così distruttivo da renderne necessario l’allontanamento. Al contrario dei bambino con PAS di grado lieve o moderato, i bambini con PAS grave mostrano reazioni di panico e ostilità quando il padre e il bambino siano rimasti separati per periodo di tempo significativi. Laddove, nei casi di PAS lieve o moderata, la motivazione primaria del bambino è quella di mantener e un legale, il più forte possibile, con la madre ( spesso paranoide) ed i sintomi hanno lo scopo di rafforzare il loro legame patologico.
La mia esperienza mi permette di affermare che nei casi di PAS grave il genitore indottrinante,pur di annientare l'altro, usa volentieri false accuse di abuso sessuale; queste accuse danno al bambino PAS un potere enorme. Quando ho iniziato per primo a parlare di questo fenomeno, ho dovuto affrontare una generale incredulità da parte dei giudici. Nel corso degli anni i Tribunali hanno via via acquistato una sempre maggiore consapevolezza di questa crescente forma di degenerazione del costume. Anche se le acuse di falso abuso sessuale sono ora meno facilmente accettate acriticamente, la mia espereienza mi dice che raramente i giudici le lasciano completamnente cadere; anche se non viene trovata alcuna evidenza di abuso si continuano a raccomandare gli incontri protetti.
"Se c'è anche solamente un'idea,uno straccio di prova, non importa quanto labile essa sia, allora qualla persona è colpevole di abuso sessuale, ed io farà di tutto quanto in mio potere per farla scomparire agli occhi della società".
Al servizio di questi obiettivi, si giunge addirittura ad ignorare il diritto costituzionale ad un giusto processo. Il principio che afferma che un individuo è innocente a meno che sia provato il contrario, viene sostanzialmente ignorato; in questi casi l'individuo è colpevole a meno che non se ne provi la sua innocenza. Il principio secondo il quale è preferibile che cento colpevoli siano in libertà, piuttosto che un solo innocente venga incarcerato, è rovesciato. Si dice allora, meglio cento innocenti condannati, piuttosto che un solo colpevole in libertà. I giudici di questo stampo ricevono riscontri positivi dalle masse di genitori isterici e, di conseguenza, aumentano la loro probabilità di essere riconfermati o rieletti. Uno dei risultati che si ottengono, è che ad un piccolo bambino viene consentita un'acquisizione di un potere tale, da poter mandare in galera un adulto innocente.
The Parental Alienation Syndrome: A Guide for Mental Health and Legal Professionals (Paperback)
by Richard A. Gardner
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30/09/08
In Friuli Venezia Giulia il 40% degli studenti ha vissuto almeno una forma di violenza in famiglia, fisica o psicologica, subita o vista. Il dato emerge da una ricerca affidata dalla commissione Pari opportunita' del Friuli Venezia Giulia all'Universita' di Trieste, condotta su 627 studenti della Regione, e che verra' presentata il 3 ottobre prossimo nel capoluogo giuliano.
Secondo la ricerca, effettuata tra studenti dell'ultimo anno di corso di diverse scuole del Friuli Venezia Giulia, il 9% del campione ha subito maltrattamenti fisici dal padre; l'8% ha visto il padre picchiare la madre. Inoltre piu' di un quarto delle ragazze (su 355 intervistate) ha subito molestie sessuali e l'8% ha subito uno o piu' stupri.
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29/09/08
IL GRIDO DEGLI INNOCENTI
FASCICOLO DEI FALSI ABUSI SESSUALI SU MINORI
Fascicolo redatto dal genitore Vittorio APOLLONI con il diritto di manifestare e diffondere liberamente il proprio pensiero
(Art. 21 c. 1 della Costituzione)
PREFAZIONE
Il testo è stato redatto da un genitore che direttamente è venuto a conoscenza di numerose false accuse di abuso su minori, riscontrate in diverse città del nostro territorio.
Quanto descritto si rivolge a tutti coloro che a vario titolo, anche per semplice curiosità o per l’influenza mediatica, si occupano o possono essere interessati al fenomeno della pedofilia, al fine di comprendere come sia possibile, quando non vi siano prove concrete, tangibili e circostanziate, essere accusati di abusi sessuali su minori in seguito a semplici fraintendimenti o superficialità nelle valutazioni mediche e psicologiche
Tutti noi non dobbiamo mai dimenticare che, per l’assenza di regole certe sul piano legislativo e psicologico, siamo costantemente esposti a una latente probabilità d’essere accusati ingiustamente di un presunto abuso, con la conseguenza estrema di vederci allontanare il proprio figlio o di essere posti in carcere, anche per un semplice gesto di affetto nei confronti di un bambino.
Tuttavia è mancata una voce che mettesse in guardia contro potenziali e continui errori di percorso e contro l’improvvisazione nell’intervento.
In effetti, dall’analisi delle sentenze e dei procedimenti penali si evince come sia facile essere accusati di pedofilia in base a stereotipi, mentre i difensori dei minori commettono, nel corso delle indagini, abusi legalizzati sugli infanti, al punto da pervenire alla loro denudazione pur di dimostrare l’avvenuto abuso.
Per ciò il testo ha la finalità e l’intento di unire in forma sintetica i principi di base da adottare quando ci si occupa di bambini vittime di violenza e in particolare degli abusi sessuali all’infanzia.
Il contenuto valorizza la demarcazione fra ciò che può essere lecito e ciò che non lo è, in quanto non esiste una linea comune di vedute o pensiero, sia sotto il profilo giudiziario e giuridico, sia fra gli operatori della salute mentale.
E proprio dalla lettura di varie relazioni peritali è stato possibile sostanziare quanta differenza concettuale esiste su ogni presunto abuso sessuale e quanti pregiudizi e impressioni proprie del perito prevalgono, a tal punto d’essere incurante che il suo pensiero contrasti con la letteratura scientifica e la ricerca.
La legge non definisce in modo appropriato cosa si identifichi col termine “atti sessuali” e i giudici, su delega di legge, hanno ampia discrezionalità. Gli operatori della salute mentale non hanno una linea uniforme di pensiero, anche se a livello internazionale vi è stato il tentativo, senza successo, di formulare una definizione comune di violenza sessuale.
Da questo quadro poco rassicurante dove tutti vogliono il bene comune dell’infanzia si ha come risultato che l’infante più delle volte viene “abusato legalmente o istituzionalmente” con continue sedute e interrogatori, sia che sia stato o meno abusato, mentre per l’imputato o l’accusato non ha alcuna valenza che sia innocente, in quanto è, comunque si voglia, un reo per il processo mediatico, anche se viene dimostrata la sua estraneità ai fatti.
Tutto ciò è la conseguenza di una assenza di linee condivise, sia sotto l’ottica legislativa, sia per il pensiero psicologico, ove tutto è lecito e tutto non lo è, in quanto un gesto di affetto o di accudimento può sottendere un abuso sessuale.
Sembrerebbe un paradosso, ma nella realtà è ciò che accade, proprio grazie agli stereotipi, agli incuranti dei codici deontologici, delle leggi naturali e prevedibili dell’evoluzione umana, a tal punto da considerare che un bambino debba essere stato abusato quando cerca di baciare con la lingua o si tocca i genitali e altro ancora.
In considerazione dell’impegno profuso per quasi due anni di ricerca, mi auguro per lo meno che il fascicolo venga letto e possa rappresentare un valido aiuto ogni qualvolta un soggetto si accinge a fare delle considerazioni o esprimere un pensiero riguardo agli abusi sui minori e abbia la grazia e l’umiltà di confrontarsi, per non ricadere in errori già conclamati in precedenza.
Moncalieri, 31 ottobre 2003
Vittorio Apolloni
Rivolgo un doveroso ringraziamento a professori, psicologi, avvocati, giornalisti, associazioni e quant’altri hanno collaborato per la realizzazione del fascicolo esprimendo compiacimento e apprezzamento al contenuto.
Si ribadisce che nessuno deve fraintendere il fascicolo “Il grido degli innocenti” come una apologia al reato di pedofilia, in quanto si è fermamente contrari a qualsiasi abuso e forma di violenza nei confronti dei bambini compreso i falsi abusi legalizzati.
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29/09/08
ASSOCIAZIONE DI ASSOCIAZIONI NAZIONALE DI TUTELA DEI MINORI
ADIANTUM
Ass. Papà separati: Nasce in Italia primo Osservatorio Nazionale Permanente provvedimenti per Affidamento Condiviso
L’Osservatorio funzionerà come una vera e propria rete capillare di centri di documentazione dati: la sede centrale di Roma coordinerà la raccolta dei dati provenienti dalle 24 sedi di Adiantum presenti in tutto il territorio nazionale e, grazie ad un campione minimo costante di 1000 provvedimenti e sentenze, diffonderà periodicamente una statistica aggiornata sulla REALE percentuale di applicazione della L. 54/2006. La Sede Centrale, inoltre, invierà alle istituzioni (Presidente della Repubblica, Ministro di Giustizia, C.S.M.) relazioni dettagliate in tutti i casi di palese disapplicazione della normativa
Adiantum valuta negativamente recenti dati ISTAT su affidamento condiviso figli
ADIANTUM, tramite il neonato Osservatorio Nazionale Permanente, valuta negativamente i recenti dati, pubblicati dall’ISTAT, che attribuirebbero ai provvedimenti di affidamento condiviso le dimensioni di un vero e proprio “boom”.
Fabio Nestola, Responsabile Nazionale Dati dell’Osservatorio, afferma che “ad una crescita percentuale di affidamento condiviso dei figli non corrispondono misure troppo diverse da quelle erogate con il vecchio ordinamento. In troppi tribunali l’affidamento condiviso è solo un’etichetta da incollare al precedente orientamento, cambia solo la dicitura: i figli non più ‘affidati’ ma ‘collocati’ presso un solo genitore, che per l’effetto ottiene l’assegnazione della casa coniugale ed il versamento di un contributo al mantenimento. Esattamente il contrario di ciò che il Legislatore intendeva riformare. In buona sostanza, le rilevazioni statistiche riflettono una facciata luminosa dietro la quale si nasconde un panorama reale ancora grigio. Associazioni di genitori che hanno promosso e sostenuto la riforma, ma anche magistrati, avvocati, psicologi, pedagogisti e decine di parlamentari, convergono sulla necessità di aggiornare la normativa fino ad oggi impoverita da una disapplicazione avvilente”.
“Siamo ben lontani”, osserva Tiziana Arsenti, Coordinatrice Nazionale dell’Osservatorio, “da una concreta applicazione del condiviso in Italia. Il vero ‘boom’ a cui stiamo assistendo è quello relativo alle centinaia di provvedimenti, difformi dal dettato della legge 54, che il nostro Osservatorio sta ricevendo da tutto il Paese, a conferma che i dati sciorinati in questi giorni dall’ISTAT nascondo una realtà del tutto diversa. Le dimensioni del problema, oggi, appaiono allarmanti”. Più duro il Presidente di Papà Separati Palermo, che aggiunge “a ben guardare le attuali modalità applicative della legge, il mandato del Parlamento è stato tradito proprio da chi doveva garantirne la corretta applicazione. L’affidamento condiviso è stato svuotato dal significato che il Legislatore gli aveva attribuito, e l’estremo arbitrio con cui la Magistratura continua ad applicare la giurisprudenza precedente è sotto gli occhi di tutti”.
“Se ancora oggi”, sostiene Andrea Carta, Presidente di Papà Separati Novara, “un genitore deve minacciare di darsi fuoco di fronte ad un tribunale per ottenere ascolto da parte di quelle istituzioni che negano ostinatamente il suo diritto alla genitorialità, è evidente che questo stato di cose non funziona. Magistratura e Servizi Sociali spesso intervengono in modo sproporzionato commettendo errori sulla pelle dei bambini”
Per Vittorio Apolloni, Presidente del Centro Documentazione Falsi Abusi su minori, «L’ISTAT non dà indicazioni sulla gran mole di false accuse che sempre di più accompagnano i procedimenti giudiziali di separazione. E’ necessaria, invece, una radicale riforma del sistema dei servizi sociali e una revisione delle procedure di colloquio e perizia sui bambini vittime di presunti abusi. In 22.986 casi i genitori si accusano a vicenda, usando i figli come mezzo di rivalsa sull’altro. E la metà delle denunce di violenza sui bambini si rivela poi infondata, senza alcuna conseguenza sostanziale per l’accusatore”.
“Purtroppo”, conclude Antonello De Leonardis, Presidente foggiano di Genitori Separati, ” ciò che manca è quel cambiamento culturale che il Legislatore auspicava dovesse avvenire nei tribunali d’Italia con la novella legge 54 del 2006. In questi due anni di oblio, invece, migliaia di bambini hanno continuato a subire la violenza dell’ allontanamento dal genitore escluso, mentre l’ISTAT pretende di dare ai cittadini l’illusione che tutto sia stato risolto. È doloroso ammettere che dalla entrata in vigore della legge 54, alla sua concreta applicazione da parte della magistratura, intercorra un lasso di tempo che miete ancora vittime”.
(Comunicato da ufficio stampa da Adiantum, Associazione di Associazioni nazionali per la tutela dei minori e Onpa, Osservatorio nazionale permanente sui provvedimenti in materia di affiamento condiviso. Info: ufficiostampa@adiantum.it , osservatorio@provvedimenticondiviso.it )
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29/09/08
Per gentile concessione dell'associazione no profit GESEF - genitori separati dai figli
Pubblichiamo due lettere significative del problema ancora non risolto del diritto alla bigenitorialità e del diritto dei bambini a vivere serenamente al di fuori di meccanismi che li fanno precipitare nell'irreversibilità della P.A.S - riconosciuta sindrome di alienazione parentale, dietro la quale si nasconde spesso la malattia dei grandi, il più delle volte delle madri, che usano i propri figli come mezzi per colpire i loro partners, non rendendosi conto che in questo modo distruggono più di una vita.
"BASTA CON I PAPA' BANCOMAT "
"STRAGI FAMIGLIARI. UOMINI IMPAZZITI UCCIDONO LE LORO EX MOGLI"
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11/09/08
Organizzata nel quadro della Presidenza svedese del Comitato dei Ministri, la conferenza, che si è tenuta a Stoccolma dall'8 all’11 settembre, ha preso in esame le future priorità del Consiglio d'Europa nel campo dei diritti dell’infanzia. La conferenza ha confermato che il programma ''Costruire un'Europa per e con i bambini'' ha permesso di realizzare importanti progressi. I partecipanti hanno sostenuto l'iniziativa svedese che mira all'adozione da parte del Consiglio d'Europa di una nuova strategia per la prosecuzione di questo programma nel corso dei prossimi tre anni. Riassumendo i lavori della conferenza, l'ambasciatore Per Sjögren, presidente dei Delegati dei Ministri, ha sottolineato ''l'incredibile sostegno'' a favore dell'eliminazione di qualsiasi forma di violenza nei confronti dei bambini e della necessità di linee direttive europee per una giustizia a misura di bambino, nonché di un ''approccio strategico ed integrato per la promozione dei diritti dell’infanzia''.
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02/09/08
L'accertamento sulla personalità dell'autore del reato si presta ad essere particolarmente più incisiva nel diritto penale minorile, rispetto a quello ordinario, nel quale assume una rilevanza del tutto marginale, posto che il rito minorile è maggiormente orientato al perseguimento della riabilitazione del soggetto (presunto) responsabile di condotte illecite, in quanto minorenne, rispetto a quanto non lo sia l'ordinamento penale, attraverso la predisposizione di specifici istituti processuali che ne determinino un maggior reinserimento sociale.
Sotto questo profilo, l'analisi criminologica e criminogena della condotta criminosa del minorenne, si presta ad avere una maggiore incisività sotto il profilo strettamente processuale.
Questo breve commento, analizza la portata operativa dell'art. 9, d.p.r. 448/1988 in rapporto al procedimento penale minorile.
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