Il bullismo appare sempre meno imparentato con il disagio relazionale, sempre più coinvolto in un comportamento sociale dedito al raggiungimento di traguardi altrimenti inaccessibili. Bulli e bulle impazzano nei blog di una rete più che mai innamorata di vittime sacrificali, ben mimetizzati, amalgamati alla normalità, e quando appaiono, è perché sono invischiati in qualche indagine, in qualche ricerca sociologica, nello studio dei dati esponenziali che tanto allarmano ma ugualmente non consegnano sicurezza. Sempre più il palcoscenico non è teatro unico del colpo inferto, ma terreno fertile per imparare a non fare rumore, rimanere famosi ma invisibili, al punto da non poter esser messi da parte. E’ una competizione che si gioca tutta dentro il quadrato di un’arena immaginaria, in cui non si fanno prigionieri, al massimo qualche cavia impaurita da usare nelle giornate più noiose.