Nell’ambito dei coinvolgenti temi riguardanti la vasta ed articolata disciplina della responsabilità civile, un argomento particolarmente spinoso - animatamente discusso in dottrina ed al quale la giurisprudenza, ormai da tempo, offre scarne ed eterogenee soluzioni - è senza dubbio relativo alla questione della responsabilità civile derivante da un fatto dannoso cagionato da un soggetto affetto da patologia psichica.
Il tema acquista maggior spessore laddove ci si concentri sulla figura di un infermo di mente il quale sia, al contempo, un soggetto incapace naturale, non interdetto né inabilitato; intendendo, a tal fine, tenere in considerazione l’auspicabile ridursi del ricorso agli strumenti di protezione riconducibili alle - obsolete e rigide - pronunce che conducano ad una dichiarazione di incapacità legale.