Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Internet, nuove tecnologie / generalità, varie

28/03/10

"FACEBOOK INDICHERÀ LA POSIZIONE GEOGRAFICA"


Permetterà di far sapere agli amici il luogo da dove scriviamo



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27/03/10

"SIAMO DISPOSTI A PAGARE PER LE NEWS ONLINE?"

"Potrebbe essere": una risposta che non illumina, ma è quanto risulta, in sintesi, da un sondaggio di Nielsen sulla disponibilità degli utenti a pagare le notizie online. La domanda è stata posta a più di 27.000 utenti di 52 paesi del mondo. Cinque le regioni geografiche coinvolte: Europa, Asia/Pacifico, Medio Oriente/Africa/Pakistan, America Latina, Nord America.

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25/03/10

"LA SPAGNA ASSOLVE IL PEER TO PEER, L'ITALIA CONDANNA GOOGLE, L'HADOPI IN FRANCIA, GLI USA PER LA LIBERTA' DELLA RETE, LA CINA RIMANE AL BUIO. SIAMO GIA' NELLA POSTGLOBALIZZAZIONE?"–Deborah BIANCHI

IL CASO
Le cronache di questi ultimi giorni paiono registrare una controtendenza nell’universo Internet.
Impallidisce il mito del mondo-villaggio globale e si assiste a un’avanzata particolarista di ciascuno Stato teso ad affermare la propria sovranità sul lembo digitale domestico.
L’etere informatico di quest’ultima settimana ha rimbalzato la notizia di una pronunzia spagnola dichiaratamente favorevole ai siti di indirizzamento tramite link alle reti peer to peer. 

LO STATO ATTUALE DI INTERNET
Il caso ha destato una potente eco negli ambienti favorevoli allo scambio in rete tra privati di materiali coperti dal diritto di autore senza fini di lucro.
L’onda della notizia ha trovato una spinta ancora più forte in contrapposizione all’adottata legge francese introduttiva dell’Hadopi. Si tratta di un’autorità amministrativa di controllo sul rispetto del copyright. Essa procede alla disconnessione dalla rete dei netizen che non ottemperino al primo richiamo di osservanza della legge. 

Il caso Google-ViviDown in Italia ha levato il grido statunitense di allarme per la garanzia della libertà della rete nel nostro Paese. La vicenda attiene al caso delle molestie perpetrate ai danni di un ragazzo down da parte di compagni di scuola che le hanno filmate e postate in rete. Google, fornitore della piattaforma attraverso cui le immagini incriminate sono state veicolate nel web, è stato ritenuto responsabile di questi contenuti postati da terzi all’insaputa del provider. Una pronunzia di questo tenore si pone in assoluto contrasto con il principio cardine della neutralità dell’Internet (principio basato sull’assenza di responsabilità degli intermediari di servizi di connettività o di memorizzazione dati salvo le ipotesi in cui siano stati preavvertiti del potenziale pregiudizio). 

La Cina in questi giorni è stata abbandonata dal motore di ricerca Google a causa degli strettissimi obblighi di filtraggio imposti dal Governo alla net company per assicurare la censura di contenuti non graditi al regime. 

QUESITO: SIAMO GIA’ NELLA POSTGLOBALIZZAZIONE?
Dov’è finito il mito dell’aterritorialità di Internet e del mondo-villaggio globale? 

Gli ultimi sviluppi dello stato del web registrano una controtendenza alla globalizzazione e una recrudescenza delle sovranità nazionali che si dimostrano molto più inclini a una dimensione domestica o “addomesticata” dello spazio digitale. 

Là dove la riflessione complessiva dei problemi del web aveva condotto gli Stati ad apprezzare l’idea di un approccio uniformato alla disciplina di Internet, adesso pare assistere a una levata di scudi a difesa ciascuno del proprio feudo.

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11/03/10

"DECRETO ROMANI APPROVATO. INTERNET SALVO MA YOU TUBE TRASFORMATO IN UNA TELEVISIONE?" –Deborah BIANCHI

Il tanto discusso Decreto Romani è stato approvato nei primi giorni di marzo c.a..

La materia trattata attiene alla diffusione e fruizione degli audiovisivi on line in attuazione della Direttiva comunitaria 2007/65/CE relativa al coordinamento della disciplina sull’esercizio delle attività televisive per quanto riguarda i servizi di audiovisivi forniti nella versione analogica e nella versione web.

Siamo nel settore della radiodiffusione televisiva analogica e digitale che comprende in particolare, come esplicato dal Considerando 20 della Direttiva in parola, “la trasmissione continua in diretta (live streaming), la trasmissione televisiva su Internet (webcasting), il video quasi su domanda (near-video-on-demand) e il video su domanda (video-on-demand)”.

Il rischio paventato da tutti i cultori della rete insito nella prima stesura del decreto era quello di ridurre Internet a una grande televisione.

Questo a causa delle definizioni elaborate di tre concetti fondamentali:
-il concetto di servizio di medium audiovisivo;
-il concetto di responsabilità editoriale;
-i poteri dell’Autorità di controllo.






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17/03/10

"FACEBOOK SUPERA GOOGLE NEGLI USA. LA RETE SEMPRE PIU' CON FUNZIONE SOCIALE"-Deborah BIANCHI

(segue)
Lo scorso anno solo il 2% dei navigatori americani frequentava Facebook: il balzo - spiega il Financial Times - indica come la rete più che limitarsi alla ricerca, è ormai un social network. 

E di questo Google se ne è resa conto, tanto che ha lanciato lo scorso mese il proprio social network, Buzz.

Un altro dato che conferma la funzione "sociale" della rete è il tempo passato sui siti di social network dagli statunitensi: in media gli utenti di Facebook, Twitter e degli altri network sono rimasti sul sito per circa 6 ore e mezzo a ...

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