La giustizia italiana ''ha un grande avversario: la sua lentezza''. Un dato che, col passare del tempo, ha fatto perdere ''la fiducia e la credibilita' del sistema giudiziario italiano da parte dei cittadini'', che da utenti ''subiscono l'intollerabile lentezza delle procedure e da osservatori rimangono spesso attoniti rispetto ad eventi tanto mediaticamente clamorosi, quanto discutibili sul piano istituzionale''. Per intervenire su questo e per proseguire, o avviare, quegli interventi necessari per ridare efficienza al sistema giudiziario italiano (tra cui norme antimafia, processo civile, processo penale, riforme ordinamentali anche di rango costituzionale, misure di efficienza di rango legislativo e non legislativo, interventi sul sistema carcerario, riforma della msgistratura onoraria, riforma delle professioni del comparto giuridico economico) ''dobbiamo lavorare tutti insieme, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo istituzionale e delle proprie attribuzioni per far si' che la giustizia sia migliore''. E' questa la posizione del Guardasigilli Angelino Alfano, illustrata dallo stesso ministro oggi nella sua relazione alla camera sullo stato della giustizia nel nostro paese.