Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Giustizia civile / generalità, varie

21/11/11

"POSSESSORIO: QUALI REGOLE PER IL "DISCONOSCIMENTO" IN SEDE DI FASE SOMMARIA?" - Riccardo MAZZON

La sommarietà dell'accertamento, diretta a consentire celerità di giudizio, sovente non consente al magistrato il rispetto delle regole, poste a tutela della serietà e genuinità dell'istruttoria, che disciplinano l'assunzione probatoria nel canonico rito ordinario (cfr., amplius, IL POSSESSO - Usucapione, azioni di reintegrazione e di manutenzione, denuncia di nuova opera e di danno temuto-, Cedam, Padova 2011).

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14/11/11

Trib. Piacenza, ord. 31/10/2011, g. Schiaffino - "LA LIQUIDAZIONE DEL COMPENSO AI CUSTODI DI BENI SEQUESTRATI"

Non sussiste contrasto tra l’art 1 del Protocollo addizionale della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo, di immediata portata precettiva, e l’art. 1 comma 318 L. n. 311 del 2004, nella parte in cui quest’ultima norma, istituendo la Commissione per l’attività di alienazione dei veicoli sequestrati, ha previsto la liquidazione del compenso ai custodi di beni sequestrati con criteri in deroga rispetto a quelli in precedenza applicati e di cui agli artt. 59 e 276 T.U. spese di Giustizia.

L’art 1 Protocollo CEDU tutela sia il diritto al godimento dei beni, sia le legittime aspettative di credito del cittadino che siano sufficientemente fondate sulle norme della legislazione nazionale; dette legittime aspettative, peraltro, possono essere in parte sacrificate in presenza di superiori ragioni organizzative di interesse pubblico ravvisabili, nella legislazione in esame.
Il diritto al compenso del custode giudiziario si prescrive nel termine decennale rilevabile anche d’ufficio dal Giudice e decorrente da ogni giorno di svolgimento dell’incarico, non avendo il disposto di cui all’art 72 T.U. spese di Giustizia effetto retroattivo.

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10/11/11

"LE LIBERALIZZAZIONI E LA FAVOLA DELLA LOBBY DELL'AVVOCATURA" – Maria CARIELLO

Le anticipazioni di stampa sul contenuto del maxi emendamento, svelano al di là di proclami di facciata, la creazione di un sistema che impedisce al cittadino l’accesso alla giustizia.

A baluardo della incapacità di riconoscere le effettive cause della crisi, si vorrebbe far passare l’idea secondo cui le professioni liberali (avvocatura in testa) sarebbero la causa prima dei problemi di crescita del Paese.

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