28/09/10
La vittima dell'incidente stradale che, in sede di risarcimento, chiede la liquidazione dei danni subiti per la perdita della sua futura capacità di guadagno deve dimostrare la presenza di elementi oggettivi e certi dai quali desumere la sussistenza di un pregiudizio economicamente valutabile.
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17/09/10
La parte danneggiata da un comportamento illecito che oggettivamente presenti gli estremi del reato ha diritto al risarcimento dei danni non patrimoniali, ai sensi dell’art. 2059 c.c., i quali debbono essere liquidati in unica somma, da determinarsi tenendo conto di tutti gli aspetti che il danno non patrimoniale assume nel caso concreto (sofferenze fisiche e psichiche; danno alla salute, alla vita di relazione, ai rapporti affettivi e familiari, ecc.).
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20/09/10
Va riconosciuto il danno biologico, subito dalle persone a seguito dei rumori emessi da un locale sottostante l’abitazione dei danneggiati, quale lesione dell’inviolabile diritto della persona alla salute. Tuttavia non rappresenta una situazione tale da richiedere la chiusura anticipata del locale essendo sufficiente limitare e ridurre i rumori e gli schiamazzi notturni.
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03/09/10
I gravi fatti posti a base della sentenza penale, accertati con sentenza passata in cosa giudicata, consistenti nell'aver sottratto con destrezza all'attore il portafogli e nell'avere posto in essere ai suoi danni il reato di estorsione, sono senza dubbio generatori di risarcimento del danno, residuando nell'attore uno stato di ansia, depressione ed insicurezza determinati dal timore di essere oggetto di ulteriori episodi di violenza.
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20/09/10
In tema di risarcimento del danno da incidente stradale, il c.d. "danno da fermo tecnico" subito dal proprietario dell'autovettura per l'impossibilità di utilizzarla durante il tempo necessario per la sua riparazione può essere liquidato in via equitativa, indipendentemente da una prova specifica in ordine al danno subito, in quanto anche durante la sosta, egli è tenuto a sopportare le spese di gestione del veicolo, che è, altresì, soggetto ad un naturale deprezzamento di valore. Nel caso concreto vi è prova documentale che l'auto è entrata nella Carrozzeria per le riparazioni il 13 maggio 2002 ed è stata ritirata I'11 giugno 2002; pertanto si stima equo liquidare tale danno nella misura di euro 250.
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27/09/10
Problematica che ha per lungo tempo affaticato gli interpreti è quella relativa alla risarcibilità o meno delle riparazioni rivelatisi antieconomiche rispetto al valore ante-sinistro del veicolo, dove, per calcolare il valore ante-sinistro del veicolo, si può far riferimento alla media dei prezzi alla vendita e all'acquisto (secondo le stime commerciali pubblicate nelle apposite riviste specializzate), detratto l'importo ricavato dalla medesima rottamazione (l'anzidetto valore medio va maggiorato degli esborsi pecuniari documentati quali le spese di rottamazione, di acquisto di altro veicolo di pari cilindrata, di mancato uso veicolo).
Con l'eccezione di particolarissimi casi, che vanno accuratamente dimostrati, la regola è, oggi, quella della non risarcibilità di quanto speso in eccesso e rivelatosi antieconomico (nel senso sopra descritto) e il merito di aver sussunto la dibattuta fattispecie in ambito normativo va alla sentenza di legittimità di seguito commentata.
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08/09/10
Nell’ambito del procedimento volto al riconoscimento dell’equa riparazione per violazione del termine di ragionevole durata, l’attore ricorreva in cassazione deducendo il mancato riconoscimento del diritto al supplemento di indennizzo per il danno non patrimoniale, in relazione al bonus forfetario dovuto in ragione della materia previdenziale trattata nel processo presupposto.
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22/09/10
Vexata quaestio, che ha però trovato unanime soluzione in giurisprudenza, è quella riguardante il rimborso dell'IVA applicabile alle fatture inerenti alle riparazioni effettuate ovvero da effettuarsi.
Pur con qualche (assolutamente non giustificato) tentennamento riguardante l'IVA non ancora versata, tentennamento talvolta incentivato da riparazioni effettuate “in nero” e spese come operate “in economia”, l'imposta de qua, si ripete costantemente in giurisprudenza, costituisce, infatti, parte integrante del risarcimento.
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17/09/10
La circostanza che le riparazioni non risultino ancora effettuate non incide sulla risarcibilità del danno, potendo dipendere, ad esempio, anche da transitoria impossibilità, da parte del danneggiato, di farvi fronte.
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15/09/10
Quello dell'inadempimento contrattuale è uno dei temi classici della tradizione civilistica italiana.
In linea generale, si parla di inadempimento contrattuale in ogni ipotesi di inadempimento di uno specifico obbligo preesistente, anche se questo deriva in realtà da una fonte diversa dal contratto. Ne consegue, a rigore, la inadeguatezza dell'espressione <<contrattuale>> riferita a questo tipo di responsabilità, che più propriamente è responsabilità per inadempimento delle obbligazioni.
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08/09/10
Sembra ormai che, in materia di risarcimento del danno non patrimoniale, l’arresto delle note Sezioni unite 26972/2008 sia la tappa finale di un lungo cammino, iniziato molti anni orsono e dispiegatosi nel tempo con andamento non privo di asperità e contraddizioni, ma ora pervenuto a conclusioni che non si esita a ritenere appaganti sul piano dei principi generali1. Si vedrà poi se esse si prestino ad offrire una regolamentazione agevole del nutrito contenzioso esistente in sede di merito.
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08/09/10
Voce quasi sempre presente nel risarcimento dei danni da sinistro, risulta essere quella riguardante il veicolo che, in tale sinistro, è stato coinvolto.
La quantificazione dei danni subiti dal veicolo incidentato è, peraltro, tutt'altro che agevole: le problematiche maggiormente dibattute riguardano la valenza probatoria del c.d. preventivo, la risarcibilità del danno quando le riparazioni non risultano ancora effettuate, il rimborso dell'IVA applicabile alle fatture inerenti la riparazione, il danno conseguente alla svalutazione del veicolo incidentato, l'eventuale antieconomicità delle riparazioni rispetto al valore ante-sinistro del veicolo, il danno da c.d. fermo tecnico, gli ulteriori danni connessi al danno al veicolo (FRAM, bollo e assicurazione non goduti, spese di radiazione e rottamazione, spese di nuova immatricolazione o passaggio di proprietà, spese per soccorso, traino e custodia: cfr., amplius, il manuale "Il danno da circolazione stradale, diritto assicurativo e processuale", Utet, Torino 2010).
Preliminarmente, è peraltro importante evidenziare come il diritto al risarcimento del danno spetti anche a colui che, pur non essendo proprietario del veicolo, si trovi, per circostanze contingenti, ad esercitare un potere soltanto materiale sulla cosa e che, dal danneggiamento della stessa, possa risentire un pregiudizio patrimoniale, indipendentemente dal diritto − reale o personale − che abbia all'esercizio di quel potere.
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06/09/10
L’arco temporale che ormai ci separa dalle sentenze delle Sezioni Unite dell’11 novembre 2008 nn. 26972/5 permette una considerazione dei principi dalle stesse enunciati che si sforzi di coglierne non solo, come pure è necessario, la portata applicativa e la dimensione operativa, ma anche le coordinate metodologiche che quelle sentenze hanno ispirato e le linee generali del problema del danno non patrimoniale che da esse emerge. Ed infatti, al di là delle posizioni, anche fortemente critiche, che si sono delineate nella ricchissima letteratura a commento delle pronunce delle Sezioni Unite, un merito a queste ultime va, in ogni caso, riconosciuto: il tentativo di costruire quello che, senza enfasi, potremmo definire un sistema del danno non patrimoniale del terzo millennio.
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