Quattro turisti a Monastir, vittime di un grave disservizio determinato dalla disorganizzazione del tour operator, oltre che dall’overbooking: abbandonati per un giorno intero dall’assistente di viaggio, costretti a soggiornare in un hotel diverso da quello prenotato, pessime le condizioni igieniche, bevande a pagamento nonostante l’all inclusive. Il tour operator viene condannato all’integrale ristoro del danno patrimoniale, oltre che del danno da vacanza rovinata, del quale la Corte ravvisa un sicuro fondamento normativo, a prescindere dalla qualificazione in ordine alla natura, patrimoniale o non patrimoniale. (valeria mazzotta)