L’autore analizza la responsabilità del partecipante ad una attività sportiva per i danni cagionati ad un avversario, evidenziando la necessità di verificare se sussista un "collegamento funzionale" tra il gioco e l’evento lesivo, laddove, tradizionalmente, invece, il criterio discriminante era individuato nel consenso dell’avente diritto oppure nell’esercizio del diritto.
Viene quindi considerata la responsabilità dell’organizzatore della manifestazione sportiva, il quale deve predisporre tutte le misure di protezione necessarie per evitare che si verifichino danni ai partecipanti oppure ai terzi estranei; per tale motivo, è tenuto a controllare i mezzi tecnici utilizzati, a verificare l’idoneità dei luoghi e le condizioni psicofisiche degli atleti.
Infine, il medico sportivo, che deve non solo valutare l’idoneità allo svolgimento dell’attività, ma anche tutelare la salute degli atleti, sia attraverso la prevenzione degli infortuni, sia attraverso la cura degli stessi.