27/03/09
Il caso, per quello che qui interessa evidenziare, riguarda un contratto di locazione di un immobile ad uso non abitativo, nel quale il conduttore, per un certo tempo dalla cessazione del rapporto, si era rifiutato di restituire l’immobile al locatore, in quanto era rimasto inadempiuto l’obbligo del pagamento dell’indennità di avviamento prevista dall’art. 34 l. 392/1978.
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25/03/09
L’atipicità della causa di un contratto di alienazione immobiliare determinata dall’assunzione della garanzia di redditività del bene costituente l’oggetto non esclude la corrispettività tra le prestazioni a carico delle parti e la conseguente operatività, nel caso di eccessiva onerosità, anziché del disposto dell’art. 1468 c.c., dettato in tema di obbligazioni di una sola parte, di quello previsto dall’art. 1467, primo e terzo comma c.c., secondo cui è attribuito alla parte la cui prestazione sia divenuta eccessivamente onerosa per avvenimenti straordinari e imprevedibili unicamente il potere di chiedere la risoluzione del contratto e soltanto alla parte, contro la quale è domandata la risoluzione, quello di evitarla offrendo di modificare equamente le condizioni del contratto.
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25/03/09
La Cassazione civile, sezione I, con sentenza 25 marzo 2009, n. 7210, ha trattato una fattispecie (giudicata) di inopponibilità del vincolo di fondo patrimoniale regolarmente trascritto ai sensi dell’art. 2647, cod. civ., ma non tempestivamente annotato ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 162, comma IV, cod. civ., valutando la liceità del comportamento del creditore che medio tempore aveva iscritto ipoteca sui beni oggetto del suddetto fondo.
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31/03/09
“Attraverso l’articolo-intervista di oggi della giornalista de “La Stampa” Flavia Amabile è a tutti noto che - dopo il Ministro Gelmini - anche l’Onorevole della Lega Nord Carolina Lussana si è trasferita in una sede del Sud Italia, questa volta Napoli, per sostenere l’esame di avvocato.
E’ l’ennesima dimostrazione che la corporazione degli Avvocati Cassazionisti si è chiusa in se stessa al punto che persino qualche esponente di una parte del quadro politico si trova quasi “obbligato” dal sistema ordinistico a cercare nuove modalità per superare la rigidissima barriera eretta dagli ordini – dichiara Gaetano Romano Presidente dell’ Unione Giovani Avvocati Italiani.
Era stato d’altronde lo stesso Ministro Gelmini ad ammettere testualmente che “tutti sanno che passavano prevalentemente i figli degli avvocati e coloro che facevano pratica nei grandi studi” .
Mentre i cittadini italiani scoprono fino in fondo, attraverso queste vicende delle ultime settimane, a cosa porta la patologia degli ordini professionali, paradossalmente il Ministro Alfano sembra sia subito intenzionato a “regalare” ad un autoreferenziale Consiglio Nazionale Forense una riforma della professione forense - all’interno della riforma della giustizia - che servirà a rafforzare ancora di più le gerarchie ordinistiche.
Ciò che più è grave è che tale richieste non vengono direttamente dalla base degli avvocati, ma da organismi dall’ evidente autoreferenzialità come il Consiglio Nazionale Forense che è per legge composto solo da Avvocati Cassazionisti, quindi con non meno di dodici anni di anzianità professionale, e che – unico caso tra gli omologhi organismi forensi nel continente europeo – non ha incredibilmente alcuna donna avvocato tra i suoi 26 componenti.
E’ bene che si sappia che la normativa che il Consiglio Nazionale Forense, su espressa richiesta del Ministro Alfano, sta allestendo - oltre a neutralizzare quasi del tutto le liberalizzazioni delle tariffe professionali in favore dei consumatori – contiene, tra le tante aberrazioni corporative, persino alcune norme palesemente incostituzionali come l’indicibile possibilità attribuita all’Ordine di cancellare coattivamente dall’albo degli avvocati chi - ad esempio anche dopo 10, 15 anni di iscrizione - non abbia raggiunto o non abbia voluto raggiungere un determinato reddito.
Auspichiamo che il Presidente del Consiglio Berlusconi bloccherà questa riforma professionale illiberale voluta dai vertici degli ordini contro la base della classe forense e che alla luce di queste ultime vicende apparirebbe come un’autentica provocazione ; in caso contrario l’Unione Giovani Avvocati Italiani è comunque pronta a difendere - se del caso anche in piazza - la base della classe forense contro le gerarchie ordinistiche e siamo sicuri che al nostro fianco ci saranno coerentemente il Ministro Gelmini, il Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera On. Lussana e con lei tutta la Lega Nord “ conclude Gaetano Romano Presidente dell’ U.G.A.I.
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31/03/09
UNIONE GIOVANI AVVOCATI ITALIANI
AVVOCATI CONTRO LA RIFORMA “ALFANO-CNF”
NO ALL’IMMEDIATA CANCELLAZIONE DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI PER REDDITO PROFESSIONALE SOTTO IL MINIMO (Art 19)
NO ALL’ ABOLIZIONE DELL’ABILITAZIONE AUTOMATICA PER LA CASSAZIONE A DANNO DEI GIOVANI AVVOCATI (Art 20)
NO AI CONTROLLI “FISCALI” SUGLI AVVOCATI DA PARTE DEGLI ORDINI D’INTESA CON GLI UFFICI FINANZIARI (Art 19)
NO AI PRATICANTI SOLO “PART TIME” NEGLI STUDI LEGALI DURANTE IL TIROCINIO A CAUSA DELLE SCUOLE POST- LAUREA A PAGAMENTO (ART. 42)
NO ALL’AVVOCATURA POSSIBILE “OSTAGGIO” DELLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE CIVILE E DELLE AZIONI DI RISARCIMENTO DEI CLIENTI (Art.11)
NO AD ESAMI E SPESE COATTIVE PER AVERE LE SPECIALIZZAZIONI (Art. 8)
NO ALLA FORMAZIONE COATTIVA “A SPESE” DEGLI AVVOCATI (Art. 10)
INVIA E FAI INVIARE FAX DI PROTESTA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
CONTRO LA RIFORMA ALLO
06 /6783838 OPPURE 06/67793543
I GIOVANI AVVOCATI DIFENDONO LA TUA LIBERTA’ DI PROFESSIONISTA www.unionegiovaniavvocatiitaliani.it
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31/03/09
En janvier 2009, la commission Darrois rendra son rapport sur le projet de «la Grande Profession du droit» : fusion des avocats, notaires, juristes d'entreprise, huissiers dans une seule profession.
Cette Commission est invitée à dégager « les lignes d'une réforme en profondeur de la profession d'avocat qui l'adaptera aux exigences de la société française, en lui permettant de participer à la compétition internationale et qui assurera aux justiciables une meilleure compréhension de notre système juridique, » tout « en conciliant l'indépendance nécessaire à l'exercice des droits de la défense avec les exigences propres à la réalisation de missions d'intérêt général.», pour:
- «promouvoir une réforme profonde des structures d'exercice des professionnels du droit destinées tout à la fois à favoriser la concurrence et leur compétitivité interne et internationale et à améliorer la qualité des services rendus au profit de tous les usagers du droit;
- proposer l'instauration des modalités de régulation et de gouvernance de cette nouvelle profession et/ou des professions existantes en vue de favoriser la confiance du public français et étranger dans notre systè-me juridique;
- faire des propositions de réforme du système d'aide juridictionnelle afin, non seulement d'en pérenniser l'existence, mais aussi de favoriser le développement de l'accès au droit et à la justice tout en permettant la maitrise de son coût.»
* Rapport de la Commission GUINCHARD (Riforma dell'organizzazione giudiziaria francese e dei procedimenti civili e penali, presentato al Ministro della Giustizia il 30.6.08)
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30/03/09
Tariffe, Catricalà riapre i giochi
Data Pubblicazione 30/3/2009
Il presidente della commissione giustizia del senato Berselli: dovremo trovare una soluzione equilibrata
Sulla riforma dell'ordinamento pesano le indicazioni dell'Antitrust
Lun. 30 - L'Antitrust spariglia le carte della riforma dell'avvocatura. E in particolare della norma che prevede il ritorno ai minimi tariffari obbligatori, inserita nel testo presentato giusto il mese scorso dal Consiglio nazionale forense al ministro della giustizia, Angelino Alfano, e ora al vaglio del Senato. Perché lo stesso parlamento deve fare i conti con le indicazioni del garante Antonio Catricalà, che nell'indagine sugli ordini appena pubblicata ha detto chiaramente che qualsiasi vincolo sulle tariffe professionali va abolito perché anticoncorrenziale.
Così, la maggioranza di governo, che fino a ieri si era dichiarata favorevole all'abolizione del decreto Bersani per gli avvocati (si veda AvvocatiOggi del 2 marzo scorso), oggi fa una parziale marcia indietro. Prospettando, in tema di tariffe, una «soluzione equilibrata». Lo ha detto ad AvvocatiOggi il presidente della commissione giustizia del Senato, Filippo Berselli, che proprio domani si riunirà in comitato ristretto per riprendere la discussione sui disegni di legge Casson e Mugnai di riforma dell'ordinamento forense, per arrivare a un testo condiviso che comprenda anche gli emendamenti sottoposti dall'avvocatura. Dove figura, appunto, l'abolizione del decreto Bersani. «Per ciò che riguarda la Bersani», ha spiegato Berselli, «dovremo trovare una soluzione equilibrata tenendo conto anche delle indicazioni che arrivano da una fonte autorevole come l'Antitrust. Cercheremo comunque di arrivare a una soluzione condivisa». «Per il resto», ha continuato il presidente della commissione giustizia del senato, «sono convinto che entro l'estate, almeno per quanto riguarda il senato, la riforma sarà licenziata e passata alla camera. Ci saranno delle sedute del comitato ristretto che lavorerà al testo Casson, in larga misura apprezzabile, al Mugnai, che raccoglie gran parte delle indicazioni dell'avvocatura. Ci sono comunque tutte le condizioni per arrivare in porto e, visto che poco tempo fa sembrava impensabile arrivare a un testo condiviso e che da tanti anni di dibatte sulle riforme professionali senza arrivare a un risultato, lo giudico già un grande risultato».
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30/03/09
Ai sensi dell'art. 17 l. 108/1996, Disposizioni in materia di usura, il debitore che ha adempiuto all'obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non ne abbia subiti altri trascorso un anno dal suddetto protesto, ha diritto alla riabilitazione ad opera del Presidente del Tribunale (Carbone 1996, 321; Ntuk 1998, I, 480; Carrato 2002, 583).
Schematizzando, i presupposti - necessari e sufficienti - della riabilitazione sono: a) il pagamento del titolo protestato; b) non aver subito un ulteriore protesto nel corso dell'anno successivo a quello del protesto levato (o dell'ultimo, in caso di più protesti). Tali requisiti « debbono sussistere simultaneamente, avuto riguardo, quanto al secondo, al decorso dell'anno dall'ultimo protesto, in caso di più protesti avvenuti » (App. Torino, decr., 23.4.1997, GI, 1998, I, 481) e devono essere documentalmente comprovati.
(estratto dal volume di Fabio Fiorucci: Il protesto. Cancellazione, forme di responsabilità e tutela d'urgenza ex art. 700 c.p.c., 2 ed., Giuffrè, 2009)
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26/03/09
In lotta per la concorrenza
I professionisti italiani si rassegnino. Rendono una prestazione privata e a pagamento. E
in linea con quello che accade ai loro colleghi europei non si possono sottrarre alla
concorrenza. L’Antitrust, forse ancora per molto tempo non emetterà un provvedimento
sanzionatorio nei confronti degli ordini. Ma di sicuro ha tutta l’intenzione di continuare a
monitorare un mercato «ancora troppo chiuso».
Intervista ad Antonio Catricalà, pubblicata su ItaliaOggi
( liberamente reperibile in rete)
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22/03/09
Occorre intervenire per legge sugli Ordini professionali per rafforzare la concorrenza. La raccomandazione arriva dall'Antitrust, che ieri ha diffuso gli esiti dell'indagine conoscitiva sugli Albi, avviata nel 2007 a seguito delle liberalizzazioni introdotte dall'allora ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani.
Dalla ricerca - che ha riguardato i codici deontologici di tredici Ordini (architetti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, medici e odontoiatri, notai, periti industriali, psicologi, dottori commercialisti ed esperti contabili) - è emerso che la maggior parte degli Albi sta facendo resistenza alle liberalizzazioni: in molti casi sono ancora previste le tariffe minime e restrizioni alla pubblicità. Una situazione che dipende anche, sottolinea l'Antitrust, dagli spiragli lasciati dalla legge Bersani. Che, nella versione definitiva, aveva cancellato l'obbligatorietà delle tariffe minime ma consentito agli Ordini di continuare a usarle come riferimento e assegnato agli Ordini il potere di verificare la trasparenza e la veridicità della pubblicità. Si tratta di due disposizioni, secondo l'Antitrust, da modificare per rafforzare la concorrenza: i minimi devono essere cancellati tout court e va abrogato il controllo degli Ordini sulla pubblicità.
Più in generale, l'Antitrust circoscrive la funzione degli Ordini, che devono abbandonare «l'attitudine a regolare le attività di tipo economico dei propri iscritti» e limitarsi alla deontologia. E la nozione di «decoro», spesso richiamata dai codici etici, deve essere utilizzata solo per incentivare la concorrenza tra professionisti e non per intralciarla.
Ancora: dall'Antitrust arrivano indicazioni per liberalizzare l'accesso e la formazione alle professioni. In particolare, servono interventi normativi per creare corsi universitari che consentano di conseguire direttamente l'abilitazione all'esercizio della professione e durante i quali sia possibile anche svolgere il tirocinio. E la formazione non può essere esclusivamente appannaggio degli Albi. Questi ultimi, al contrario, devono garantire che le offerte provengano da enti diversi.
Infine, l'Antitrust auspica l'apertura dei collegi professionali a soggetti esterni agli Ordini. E raccomanda di intervenire a breve sulla nuova legge sul procedimento disciplinare dei notai (decreto legislativo 249 del 2006): che, tra l'altro, sanziona il notaio che fa «illecita concorrenza» riducendo gli onorari o facendosi pubblicità.
ilsole24ore
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09/03/09
L'azione diretta a conseguire la riduzione in pristino a favore di colui che ha subito danno per effetto della violazione delle distanze legali è actio negatoria servitutis.
La giurisprudenza ha, in materia, sentenziato che configura actio negatoria servitutis, come tale imprescrittibile, la domanda del proprietario di rispetto delle distanze legali tra costruzioni (art. 873 c.c.), ravvisabile anche se manca la richiesta di demolire le opere costituenti l'esercizio della pretesa servitù.
Più precisamente, in tema di azioni a difesa della proprietà, costituisce actio negatoria servitutis non solo la domanda diretta all'accertamento dell'inesistenza della pretesa servitù, ma anche quella volta alla eliminazione della situazione antigiuridica posta in essere dal terzo, mediante la rimozione delle opere lesive del diritto di proprietà dal medesimo realizzate.
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07/03/09
Due turisti italiani in viaggio in Tunisia si vedono sequestrare le somme di denaro che avevano con sé in valuta europea, perché eccedenti il tetto massimo consentito dalle leggi tunisine. L'una promuove causa presso il giudice di pace competente, l'altro presso il Tribunale per i danni patiti nei confronti dell'agenzia viaggi, a suo dire, inadempiente per difetto di informazione e ottiene una sentenza favorevole.
Il Tribunale riconosce che l'informazione era dovuta ai turisti anche relativamente a norme valutarie e ciò su alcune considerazioni:
a) la Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (C.C.V.) di Bruxelles del 23/4/1970 (ratificata in Italia con legge n. 1084 del 1977), fatta espressamente salva dalla legge n. 164 del 1994, di delega per l’attuazione della direttiva n. 90/314/Cee prevede che gli interessi e diritti del viaggiatore debbono essere garantiti <<secondo i principi generali del diritto e i buoni usi in questo campo>> (art. 3);
b) tra i principi generali si deve annoverare anche il principio che prevede che i contratti debbono essere eseguiti secondo buona fede;
c) è irrilevante la professione o il livello culturale del contraente (nel caso di specie dottore commercialista) in quanto comunque il viaggiatore deve essere considerato soggetto debole del rapporto contrattuale.
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