30/09/11
Al fine di meglio chiarirne il concetto, è opportuno verificare, tramite argomento a contrario, quando (ad esempio) la giurisprudenza abbia negato l'esistenza dell'animus possidendi; si vedano, a tal proposito, le seguenti pronunce, ove l'elemento soggettivo del possesso è stato ritenuto mancare nel caso in cui il pretendente possessore (cfr., amplius, IL POSSESSO - Usucapione, azioni di reintegrazione e di manutenzione, denuncia di nuova opera e di danno temuto-, Cedam, Padova 2011) abbia riconosciuto l'altrui proprietà, intrattenendo trattative volte all'acquisto del bene in oggetto, ovvero abbia ricevuto il bene in base ad un preliminare di compravendita (l'animus possidendi, infatti, quale stato di fatto, non è suscettibile di trasferimento meramente formale), o anche abbia ricevuto la notifica di un decreto di espropriazione relativo al bene de quo.
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27/09/11
A fondamento dell’esercizio della professione legale in uno Stato membro dell’UE ospitante, ci sono le disposizioni della direttiva del Consiglio 21 dicembre, 1988, 89/48/CEE, recepita nel nostro ordinamento, relative ad una procedura generale di riconoscimento dei diplomi d’istruzione superiore. In Italia, come in altri paesi d’Europa, gli Ordini degli Avvocati italiani, di comune accordo con il Consiglio Nazionale Forense, hanno cercato di ostacolare l’iscrizione all’albo dei professionisti che hanno conseguito il titolo di avvocato in un paese dell’UE ed in particolar modo in Spagna, considerando l’acquisizione del titolo di “Abogado” un mero strumento per evitare il tanto temuto esame di Stato nel proprio paese d’origine.
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27/09/11
L’appoggio in aderenza al muro, senza acquistarne la comunione, non è impedito dalla presenza di luci nel muro medesimo (cfr., in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009).
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27/09/11
SOMMARIO : 1. Le persone giuridiche (associative) nel diritto romano. – 2. …e nel diritto germanico (cenni). – 3…. e nel diritto canonico e intermedio. – 4.Le persone giuridiche nell’epoca illuministica e nel Code civil. – 5…. e nelle leggi speciali piemontesi (legge Siccardi) e poi nel Codice civile italiano del 1865.
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26/09/11
Quanto al c.d. animus possidendi, che si presume, con presunzione juris tantum, in chi eserciti il potere di fatto (corpus possessionis: cfr., amplius, IL POSSESSO - Usucapione, azioni di reintegrazione e di manutenzione, denuncia di nuova opera e di danno temuto-, Cedam, Padova 2011) sulla cosa, esso può essere definito come il mero intento di tenere la cosa come titolare di un diritto reale sulla stessa, mediante l'attività corrispondente all'esercizio del diritto reale medesimo, senza incidenza alcuna della (possibile) circostanza che il possessore abbia contezza della reale situazione giuridica nella quale verta il bene oggetto di possesso.
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24/09/11
Premesso che il titolare di diritto d'usufrutto può eseguire addizioni (cfr., amplius, "Usufrutto, uso e abitazione", Cedam, Padova 2010) solo in quanto esse non alterino la destinazione economica della cosa, è stato deciso che l'usufruttuario il quale, eseguendo opere addizionali, in effetti alteri l'originaria destinazione economica della cosa (nell'ispecie trattavasi di un immobile), si rende inadempiente all'obbligazione di godere della cosa medesima con la diligenza del buon padre di famiglia e, essendo tenuto ad indennizzare il nudo proprietario, può essere condannato al risarcimento del danno, anche in forma specifica.
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23/09/11
Nel caso di azione giudiziale dell'amministratore del condominio per il recupero della quota di spese di competenza di un'unità immobiliare di proprietà esclusiva, è passivamente legittimato il vero proprietario di detta unità e non anche chi possa apparire tale. Difettano, nei rapporti fra condominio, che è un ente di gestione, ed i singoli partecipanti ad esso, le condizioni di operatività del principio dell'apparenza del diritto, strumentale, essenzialmente, ad esigenze di tutela dell'affidamento del terzo in buona fede. Il collegamento della legittimazione passiva all'effettiva titolarità della proprietà è funzionale al rafforzamento e al soddisfacimento del credito della gestione condominiali. Il giudice viola l'obbligo di osservare i principi informatori della materia del condominio qualora in materia di azione per il recupero delle spese condominiali, nell’individuazione del soggetto tenuto al pagamento assuma quale principio generale dell’ordinamento quello dell’apparenza del diritto.
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23/09/11
In quanto situazione di fatto (“attività”), il possesso è insuscettibile di negoziazione autonoma (ossia disgiunta dal diritto reale di cui costituisce l'esercizio: cfr., amplius, IL POSSESSO - Usucapione, azioni di reintegrazione e di manutenzione, denuncia di nuova opera e di danno temuto-, Cedam, Padova 2011).
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22/09/11
SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. I presupposti e le condizioni dell’indennità di cessazione
del rapporto di agenzia. – 3. La dimostrazione delle condizioni. – 4. La quantificazione
dell’indennità di cessazione del rapporto di agenzia. – 5. La normativa europea e la
pronuncia della Corte di Giustizia. – 6. Gli effetti della pronuncia europea
sull’ordinamento interno.
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22/09/11
La presenza di luci in un muro non impedisce al vicino di acquistare la comunione del muro medesimo, né di costruire in aderenza (cfr., in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009).
Chi acquista la comunione del muro, peraltro, non può chiudere le luci se ad esso non appoggia il suo edificio: non è ritenuta sufficiente, peraltro, la mera “intenzione di costruire".
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20/09/11
Tra i diritti dell'usufruttuario, v'è anche quello di eseguire addizioni (sulla differenza tra addizioni e miglioramenti cfr., amplius, "Usufrutto, uso e abitazione", Cedam, Padova 2010), sempre che esse non alterino la destinazione economica della cosa.
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20/09/11
E' il deposito del ricorso per decreto ingiuntivo (cfr., amplius, "Il procedimento di ingiunzione", Cedam, Padova 2010) il momento di decorrenza iniziale degli interessi anatocistici.
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17/09/11
Seguendo i principi generali (cfr., in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009, chi abbia sopraelevato il muro comune può aprire le luci nella maggiore altezza alla costruzione della quale il vicino non abbia voluto contribuire.
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16/09/11
Nel nostro ordinamento la pianificazione del passaggio generazionale, quale pianificazione diretta a conservare gli interessi dell’impresa, sconta tradizionalmente il limite dell’interesse della famiglia.
Il professionista che si trovi a gestire una simile pianificazione deve, infatti, fare i conti non solo con la frequente richiesta di individuare nell’ambito della famiglia un soggetto in grado di assicurare la continuità dell’impresa, ma anche, se non soprattutto, con i diritti, intangibili, che la legge attribuisce ai legittimari, vale a dire ai discendenti legittimi e naturali del defunto, al coniuge e, nell’ipotesi in cui manchino discendenti legittimi e naturali, agli ascendenti. Si tratta di soggetti che, com’è noto, dal momento in cui si apre la successione acquistano il diritto ad una quota del patrimonio del de cuius, che verrà calcolato aggiungendo al relictum, detratti i debiti, il donatum, costituito dai beni usciti per effetto di donazione durante la sua vita.
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15/09/11
Il primo comma dell'articolo 1140 del codice civile definisce il possesso come “il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di un altro diritto reale" (cfr., amplius, IL POSSESSO - Usucapione, azioni di reintegrazione e di manutenzione, denuncia di nuova opera e di danno temuto-, Cedam, Padova 2011).
L'istituto corrisponde alla figura romana del c.d. possessio ad interdicta e costa di due elementi di cui uno oggettivo (percepibile all'esterno e caratterizzato dal rapporto, oggettivo e verificabile, con la cosa oggetto del possesso), il c.d. corpore possidere, l'altro soggettivo (elemento di difficile – se non impossibile - percezione sensoriale, suscettibile d'esser dimostrato, nella sua esistenza come nella sua mancanza, unicamente tramite presunzioni), rappresentato dall'animus possidendi.
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14/09/11
La luci (cfr., in generale, "Distanze e confini, tutela giurisdizionale e risarcimento", Cedam, Padova 2009) possono esser aperte dal proprietario anche sul muro contiguo al fondo altrui.
Se il muro è comune, nessuno dei due proprietari può aprire luci senza il consenso dell’altro; tale divieto è applicabile anche in presenza di condominio e il consenso all’apertura delle luci sul muro comune dev’essere dato per iscritto.
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13/09/11
Non possono qualificarsi tecnicamente “miglioramenti” (e come tali non potranno sottostare al regime previsto per i miglioramenti medesimi, ma a quello appositamente predisposto: cfr., amplius, "Usufrutto, uso e abitazione", Cedam, Padova 2010) le cc. dd. addizioni.
Per la verità, non sempre, nella pratica, risulta immediato distinguere le addizioni dai miglioramenti, vuoi perché, specie in materia agraria, i due concetti sono spesso utilizzati assieme, vuoi perché, talvolta, la giurisprudenza espressamente riferisce di “addizioni costituenti miglioramenti”, vuoi perché, ulteriormente, le addizioni spesso costituiscono effettivamente anche un miglioramento della cosa cui ineriscono.
Ad ogni buon conto, è possibile riferire come i miglioramenti siano costituiti da opere che (con sistemazioni o trasformazioni diverse) apportano al bene un aumento di valore (accrescendone in modo durevole il godimento, la produttività e la redditività), senza presentare una propria individualità (rispetto al bene in cui vanno ad incorporarsi), mentre le addizioni (o miglioramenti estrinseci) si risolvano in opere che, pur unite ed incorporate alla cosa, non si fondono con essa ma ne producono un incremento di ordine quantitativo.
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12/09/11
Le cause possessorie (cfr., amplius, IL POSSESSO - Usucapione, azioni di reintegrazione e di manutenzione, denuncia di nuova opera e di danno temuto-, Cedam, Padova 2011) sono compromettibili in arbitri, con l'unica limitazione dell'impossibilità di conferimento agli stessi, in quanto carenti dei relativi poteri d'imperio, dei provvedimenti interdittori attinenti alla reintegrazione ed alla manutenzione, pur sempre rinunciabili.
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10/09/11
L’inadempimento contrattuale è regolato dal codice civile dalle norme che vanno dall’art 1218 all’art 1229.
Tale disciplina codicistica regola la cd responsabilità contrattuale derivante dall’inadempimento di un’obbligazione già esistente tra le parti. Segnatamente, a fronte di un mancato o inesatto adempimento derivante da cause imputabili al debitore, all’obbligazione originaria si sostituisce quella risarcitoria. Tale forma di responsabilità va distinta da quella disciplinata nell’art 2043 c.c. sotto diversi punti; in primo luogo, sotto l’aspetto dell’onere probatorio, perché nella responsabilità aquilana è la vittima che deve provare la colpa del danneggiante, mentre nella responsabilità contrattuale è il debitore a dover provare la sua mancanza di colpa; inoltre, se nel caso della responsabilità da illecito extracontrattuale non può essere necessaria la mora, questa può essere necessaria in materia di inadempimento; il terzo aspetto di differenziazione concerne il danno risarcibile; infatti, se la responsabilità aquiliana determina l’obbligo di risarcire ogni danno che deriva da fatto illecito, l’inadempimento contrattuale, quando non dipende da dolo del debitore, obbliga a risarcire il danno che poteva essere previsto; infine, diverso risulta il regime della prescrizione, che per il risarcimento del danno da illecito extracontrattuale, si prescrive in 5 anni, mentre per il danno da inadempimento la prescrizione è decennale
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09/09/11
Non sono miglioramenti (e come tali non sottostanno al regime previsto per i miglioramenti medesimi: cfr., amplius, "Usufrutto, uso e abitazione", Cedam, Padova 2010) gli atti diretti alla conservazione o alla manutenzione della cosa oggetto d'usufrutto (anche se, eventualmente, ricevessero impropriamente l'appellativo di “miglioramenti".
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