Due le problematiche attuali legate all’immigrazione; da un lato, i rapporti tra diritto penale ed esigenze di sicurezza in ordine ai massicci flussi migratori, dall’altro, il tema dei cd reati culturalmente orientati, ovvero, quale rilievo è possibile ascrivere in sede penale alle diversità culturali?
È quest’ultimo il tema di attualità che è, però, al contempo connotato da ampia delicatezza, dettata dai rapporti tra il diritto penale interno e quelle società straniere che non considerano reato ciò che, invece, il diritto interno criminalizza.
Non è certo fuori tema annotare, che con lo stesso problema si sono confrontati Paesi, quali Stati Uniti, Canada, Australia, già negli anni Trenta, quando fungevano da recettori di massicci flussi migratori. Tra i casi giurisprudenziali che hanno stimolato il dibattito, soprattutto negli Stati Uniti, sulle cd cultural defenses, si è soliti ricordare il caso Giuseppe; quello di un immigrato italiano che, in adesione ad una concezione mediterranea dei rapporti intrafamigliari, si comportava in modo violento ed aggressivo nei confronti dei suoi due figli e della moglie, e che per tali fatti venne sottoposto a processo penale per maltrattamenti e abusi sessuali.