La quiete privata e la riservatezza possano essere scalfite anche dalla selvaggia introduzione di materiale pubblicitario nella cassetta delle lettere.
Del resto è incontestabile che l’opera di screening della posta sia oggigiorno operazione che comporta non poco dispendio di tempo ed energie, considerato che la cassetta della posta di ciascuno di noi spesso trabocca di materiale pubblicitario inutile e non richiesto.
Con ogni probabilità la sentenza che si commenta può suscitare opinioni discordanti circa la risarcibilità di situazioni di fastidio, come quella in cui lo sfortunato protagonista della vicenda si è venuto a trovare: ci pare di sentire le voci di coloro che invocano l’apposizione di argini e limiti al risarcimento dei danni! Coloro che auspicano la morte del danno esistenziale!
Invero, decisioni come quella di specie costituiscono l’essenza del danno esistenziale, che consta nel peggioramento della qualità di vita. Peggioramento che si verifica non solo nelle ipotesi estreme di eventi catastrofici, ma che, all’opposto, è proprio nelle piccole cose della realtà quotidiana che trova la sua massima esplicazione.
Un plauso quindi al Giudice di Pace di Bari (valeria mazzotta).