Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 31/12/2020

Delitti grandi e piccoli

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  Vile per un tutore o un amministratore di sostegno, in l’Italia, profittare della distrazione di un giudice, o della mancanza di controlli: dedicandosi a svuotare il conto del pupillo, del beneficiario. Indegno truccare scontrini e ricevute, a fine anno: facendosi liquidare indennità troppo alte.

 

  Disdicevole   per una bella ragazza   -  entrando nella fiction   drammatica – impersonare   in cambio di denaro  la moglie di un imprenditore,  stanco della consorte, deciso a   buttarla  giù da una torre campanaria;  e ancor peggio,  per quella stessa  fanciulla,  innamorarsi  dell’ex poliziotto assunto  dal mandante come specchietto per le allodole:  specie dopo che costui,   ritrovatala nella seconda parte della storia, la indurrà a riassumere  quelle stesse sembianze, diafane e meravigliose, e non la tratterrà  da una disgrazia/suicidio sopra  quel medesimo campanile (La donna che visse due volte).

 

Male altresì -    per un   rampollo di  belle speranze -   dapprima  mettere incinta una sprovveduta compagna di lavoro, e successivamente innamorarsi,  ricambiato,  di una bella fanciulla dell’alta società, pronta a sposarlo,  a introdurlo nel gran mondo;   peggio ancora per quel giovane  non padroneggiare la situazione con la prima compagna, durante una gita su un lago,  sopra   un’esile  barca a remi:  che sbanderà e   si rovescerà “al momento giusto”, sicché la poveretta, incapace di nuotare, troverà la morte per annegamento  (Un posto al sole).