Varie - Varie -  Redazione P&D - 13/08/2020

Giurisprudenza d’agosto, se c'è il fumo c'è l'arrosto

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MINORI - Affidamento ai servizi sociali e collocamento presso il padre: fondamentale la volontà delle figlie

>>>  Nell’affrontare il complicato di caso di due genitori ritenuti inadeguati a prendersi cura delle figlie, il Tribunale di Cosenza ha disposto il loro affidamento ai servizi sociali del Comune di residenza e, a fronte della reiterata volontà manifestata dalle minori, considerata l'età e il rapporto tra le stesse e i genitori, ha deciso di rispettare la loro volontà di preferire il collocamento presso il padre.

(Tribunale di Cosenza, sez. II Civile, decreto n. 5786/20; depositato il 4 agosto)

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RISARCIMENTO DANNI  ---- Lavoratore vittima dell'amianto: come dimostrare la responsabilità del datore di lavoro?

>>>>> La responsabilità del datore di lavoro conseguente alla violazione dell’art. 2087 c.c. ha natura contrattuale. Pertanto, il lavoratore che agisca per il riconoscimento del danno da infortunio ha l’onere di allegare e provare la esistenza dell’obbligazione lavorativa e del danno, nonché il nesso causale di questo con la prestazione. Sul datore di lavoro incombe invece l’onere di provare che il danno è dipeso da causa a lui non imputabile, e cioè di aver adempiuto al suo obbligo di sicurezza, apprestando tutte le misure per evitarlo, e che gli esiti dannosi sono stati determinati da un evento imprevisto ed imprevedibile.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 16869/20; depositata l'11 agosto)

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REATI FALLIMENTARI - Interdizione all'esercizio della professione legale: la promessa di chiudere lo studio legale non esclude il pericolo di recidiva

>>>>  Confermata la misura dell’interdizione all’esercizio della professione forense per l’avvocato che, nonostante abbia manifestato la sua volontà di chiudere lo studio legale per dedicarsi ad altra professione, risulti inaffidabile nei suoi intenti al punto da intensificare il pericolo di recidivazione.

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 23862/20; depositata l'11 agosto)

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ORDINAMENTO PENITENZIARIO  -- Via libera ai colloqui dei detenuti al 41-bis con Skype for business

>>>  Sono ammissibili i colloqui con i congiunti dei detenuti sottoposti al regime differenziato disciplinato dall’art. 41-bis ord. pen., da eseguirsi mediante la piattaforma Skype for business, ciò in ragione del fatto che detti colloqui sono registrabili e controllabili da postazione remota, in modo tale da rispettare le restrizioni cui sono sottoposti i detenuti al c.d. “carcere duro”.

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 23819/20; depositata l'11 agosto)