Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 21/02/2021

Il filo del rasoio - saggio

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Chicago.  Larry, poco più di vent’anni, è appena tornato dalla prima guerra mondiale, dove ha sofferto una traumatica esperienza come pilota (un suo compagno, per salvarlo, ha sacrificato la vita); fidanzato con Isabel, potrebbe avere un futuro nella finanza, è quanto Isabel vorrebbe, lui non si decide però, sente di voler bene alla ragazza, non è pronto tuttavia a entrare nel mondo degli affari. 

Si trasferisce in Europa, a Parigi, inizia a frequentare artisti e scrittori, rompe il fidanzamento con Isabel (la quale sposa successivamente Gray, vecchio amico di Larry), parte poi per la Germania dove farà il minatore.

Successivamente, in cerca di un senso per la vita, va a vivere in India e incontra qui la persona che cercava, un sapiente indù grazie al quale serenità e pace entrano finalmente nel suo animo; torna in Europa, ritrova Isabel, cerca di sposarsi con Sophie, sua vecchia amica d’infanzia, dedita all'alcol e alla promiscuità sessuale, vorrebbe salvarla dalla perdizione.

Isabel, gelosa, si oppone a quel matrimonio,  riesce con un sotterfugio a impedirlo; un anno dopo Sophie sarà trovata morta con la gola tagliata nel sud della Francia; Larry a quel punto decide di tornare in America, farà il taxista, il meccanico; e il giorno prima di imbarcarsi, in un drammatico colloquio, contesta a Isabel, che gli rinnova il suo amore, di essere lei la vera assassina di Sophie. 

Isabel lo vede andarsene per sempre, disperata si sfoga con Maugham, scrittore personaggio, accanto a lei: ‘‘È un pazzo, cosa insegue, perché non vive come noi?’’, e Maugham: ‘‘Mia cara,

……”

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Come vada a finire la storia lo saprete leggendo  “RIFIORIRE, Storie e pensieri sul diritto alla felicità”, un  saggio/narrativo che ho  scritto nel 2020,  in uscita fra poche settimane presso l’editore Corsiero.

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