Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Cendon Paolo - 10/12/2016

Il trash programmato, come sabotarlo efficacemente – Paolo Cendon

Vi piacciono quei politici italiani, quei critici, quei filosofi, quei personaggi dello spettacolo, che ogni volta che compaiono in televisione fanno qualche sceneggiata grossolana, rabbiosa?

Esplodendo in aggressioni verbali, in insulti studiati a chi li contraddice, in provocazioni isteriche, in birignao vari, quasi sempre finti, rumorosi, appariscenti?

Improvvisando show a proprio uso e consumo, urlando in continuazione, esagitati, gesticolando, imprecando, facendo mostra di andarsene - sarcastici, insinuanti, orgogliosi della propria prorompente energia, intelligenza, sprezzanti, sicuri di una totale impunità mediatica?

 

A me non tanto. Uomini o donne che siano.

 

Ma ancor meno mi piacciono - aggiungo subito - quei direttori di talkshow che quando la lite esplode si sbracciano, hanno l"aria di fare i pacieri, gli indignati, i dispiaciuti, i pompieri; ma in realtà se la godono un mondo a vedere che il "gioco dello spettacolo" sta andando in porto.

Guardateli bene, una metà della faccia è contrita, l"altra metà gongolante, compiaciuta. Si indovina che sapevano perfettamente che sarebbe andata così, e chi abbia il tempo o la voglia di rivedersi l"inizio del bailamme si accorgerà facilmente che l"hanno stuzzicato, ispirato loro.

Contando sul fatto che l"audience salirà, in questi casi, che alla "gente" che guarda piace molto quello stile, così pittoresco, macho, italiano, geniale, bellicoso, spontaneo…

 

Ebbene ecco cosa proporrei a chi la pensa come me: di cambiare canale, semplicemente, non appena scoppia la "lite", e di non tornare più su quella trasmissione per un mese di seguito, due magari.

Volendo si può essere anche più severi.

Abbandonare le emittenti che ospitano le trasmissioni in cui usano andare i nostri simpatici gladiatori

Evitare come la peste i giornalisti organizzatori, anche in altre trasmissioni.

Non frequentare o cliccare i loro blog, siti, spazi web.

Non dargli e semmai   togliergli l"amicizia.

Non comprare più libri, dischi, giornali, dispense, caramelle sponsorizzate, film o altro dei personaggi coinvolti, non andare mai ai loro spettacoli, alle loro mostre, presentazioni, esibizioni.

Snobbare i prodotti commerciali delle ditte che fanno pubblicità in quelle trasmissioni.

Non visitare per due settimane i quotidiani online che mettono post su quei passaggi violenti/pittoreschi, comunque astenersi dall"aprire i video incriminati.

 

La peste bubbonica, una cintura sanitaria, una protesta, uno sciopero - un "No": che va anche di moda, vogliamo provarci?