Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Marco Faccioli - 24/02/2019

Le cyber ripetizioni

Tutti coloro che sono stati studenti, e per primo chi scrive questa rubrica, sanno benissimo che cosa voglia dire essere stati costretti a prendere ripetizioni di questa o di quell'altra materia. Vuoi perchè si fosse oberati di impegni scolastici o sportivi, o vuoi perchè si fosse duri di comprendonio (...sempre come nel caso di chi scrive), il ricorso al professore “di sostegno” (ed ai relativi costi) era pressochè inevitabile per lo studente medio. Le ripetizioni, inutile a dirlo, avevano, ora come allora, il solo scopo di evitare la bocciatura, o almeno di limitare il numero di materie da riportare a settembre. Secondo un sondaggio del portale Skuola.net (non è un refuso, skuola è proprio scritto così) il costo economico di una brutta pagella è infatti molto consistente. Alcuni dati: circa il 20% degli studenti spende in media più di 300 euro al mese per lezioni private, e un altro 25% arriva a sborsarne anche più di 400. A “porre fine” a questo business culturale-apprenditivo, che nella stragrande maggioranza avviene in nero (al punto che la storia di Stefano T., studente Bocconiano che nel 2014 ha deciso di aprire una partita iva per dare ripetizioni private, è persino finita sulla stampa nazionale) ci hanno già pensato quattro giovani toscani che hanno dato vita a Teach4learn”, il primo social network dove scambiarsi ripetizioni gratuitamente, un progetto che può essere la svolta per gli studenti italiani e per le loro famiglie. Lo slogan di “Teach4learn” è “Impara qualsiasi cosa gratis”. “La moneta di scambio è la conoscenza: ognuno di noi sa fare qualcosa o vorrebbe sapere o vorrebbe saper fare qualcos’altro. Da qui l’idea di creare uno strumento – spiegano i promotori dell’iniziativa – in cui le persone possano depositare il bagaglio delle proprie competenze e dei propri interessi in attesa che qualcuno li contatti per imparare qualcosa”. Per incentivare l’interscambio di conoscenza è stato previsto un innovativo conteggio di ore di apprendimento che potranno essere investite per imparare qualsiasi attività. E da qui via all'apprendimento gratuito, da ognuno secondo le proprie conoscenze, a ognuno secondo le proprie lacune. “Però... - deve aver pensato qualche altro studente intraprendente – ok lo scambio di conoscenza gratuita, ma perchè non cercare di guadagnarci comunque qualcosa dall'anarchico mondo delle ripetizioni?” Detto fatto, ecco che nasce “Tenbuilders” (che tradotto significa: “costruttori di 10”), un'applicazione che funziona più o meno così: scegli la città (per ora solo Milano, Firenze e Roma), il quartiere, il tutor della materia in cui pecchi ...ed ecco che, con una rapida presa di contatto tra docente e discente, la lezione è subito servita. In un mondo di applicazioni pensate per trovare l'amore e l'amicizia, ce n'è finalmente una creata per semplificare la vita degli studenti, mettendoli direttamente in contatto con il prof che fa al caso loro. Ebbene si, la rivoluzione del “ripasso” è davvero iniziata.