Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 19/10/2020

Le strade della fragilità, capitoli significativi

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  ADOZIONI, AFFIDI: i bambini hanno più di tutti al mondo   diritto a una vita serena, a un’educazione armoniosa, al miglior benessere possibile, quando i loro genitori biologici non esistano o non siano in grado di assicurare loro condizioni del genere sarà doveroso intervenire con sollecitudine, onde assicurare agli interessati il meglio che si può, sotto il profilo di una nuova famiglia, dapprima eventualmente provvisoria, appena si può definitiva.
  DISABILITÀ: le questioni di chi accusa difficoltà di ordine psichico e fisico, in particolare di chi è in carrozzina, di chi non vede, non sente o non parla,  non vanno affrontate, in un ordinamento moderno, con atteggiamenti commiseratori, con commosse distribuzioni di elemosine, col pensiero a qualche recinto attrezzato alla meno peggio; bensì cercando di valorizzare le intrinseche doti  e le propensioni esistenziali degli interessati,  eliminando o attenuando gli impedimenti, assicurando che possa essere frequentata la scuola, che i trasporti funzionino, che il lavoro non manchi,  che la città si attrezzata,  il tutto all’insegna della fertilità e dell’ossigeno.
  AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO: il mondo è pieno  di persone che stentano a organizzare e a governare  la propria esistenza, specie sul piano della quotidianità, il manicomio in cui tutto per far mangiare dormire gli ospiti era organizzato non esiste più, ognuno deve risolvere i suoi problemi da solo, questa necessità può a volte creare delle complicazioni, minacciare inerzie o disguidi, l’intervento di una figura a metà fa un angelo custode e un segretario può essere preziosa in casi simili.
 CURE PALLIATIVE: il dolore fa parte del mondo, sia quello psichico che quello fisico, per la felicità umana sarebbe meglio però che così non fosse, in passato si spesso guardato alla sofferenza con spirito di rassegnazione, quasi di ammirazione, come se  ci fosse qualcosa di nobile nelle fitte e negli spasmi, oggi è sempre più chiaro che così non è,  ‘’qualità della vita’’ è solo  un altro nome per la vita stessa, meno dolore c’è più la vita diventa  fonte di gioia, in tutte le circostanze è così, dal primo all’ultimo giorno.
  UNIONI CIVILI: una delle pagine meno luminose dell’Occidente, e non solo di questo, è consistita nelle persecuzioni e nelle vessazioni  inflitte all’amore omosessuale, fra donne e fra uomini, specie quando non si trattasse di rapporti platonici; così nel  corso dei secoli, a livello civile e penale: ecco perché va salutata come una conquista  importante la legge  che di recente, in Italia, come ormai in tante parti del mondo, ha schiuso alle coppie arcobaleno le porte  della libertà  e dell’ufficialità, anche se troppi pregiudizi e rigurgiti di violenza prosperano ancora nel nostro paese.
  FINE VITA: un morente che soffre ha diritto di esigere, se così vuole, che la spina collegata alla macchina  che lo tiene in vita venga staccata; va debitamente informato sul suo destino, in modo leale e comprensibile, se non vuole sapere non si parlerà a lui direttamente, il tempo della comunicazione è tempo di cura: è libero di  chiarire  in apposite Disposizioni anticipate cosa  dovrà accadere di lui, il medico non potrà tendenzialmente discostarsi da quelle indicazioni; l’alimentazione e l’idratazione forzata costituiscono pratiche sanitarie, saranno anch’esse rinunciabili: la cure vanno pianificate insieme, medico e paziente alleati, la terapia del dolore è imprescindibile