Cultura, società - Opinioni, ricerche -  Paolo Cendon - 05/03/2020

MA L’UOMO E’ BUONO secondo voi?

Scippata una ragazza con la sindrome di Down a Monfalcone - La giovane, 24 anni del luogo,stava tornando a casa quando qualcuno le ha sfilato la borsa in cui aveva messo il pane appena acquistato

MONFALCONE. Uno scippo in pieno giorno è già di per sé un evento abbastanza raro a Monfalcone. Ma quanto accaduto lunedì, in largo Isonzo, tra le 11.30 e mezzogiorno, ha un risvolto ancora più amaro, visto che ad essere stata presa di mira è una ragazza affetta dalla sindrome di Down. E tutto per un tozzo di pane.

L’ignoto scippatore, nello sfilare la borsa alla giovane, una ventiquattrenne del luogo, probabilmente non sapeva che lei vi aveva inserito all’interno soltanto una pagnotta appena acquistata. Chissà, forse si aspettava di trovarvi un portafoglio ricco di banconote. Invece l’unico effetto che ha ottenuto con il suo gesto sono le lacrime che la malcapitata non è riuscita a trattenere una volta rientrata a casa, dove ha trovato la madre a consolarla.

La famiglia ha deciso di non sporgere denuncia, ma di far sapere quanto avvenuto tramite il giornale sia per avvisare la popolazione di un fatto «che potrebbe capitare ancora» sia per rivendicare quali sono le conseguenze che il gesto ha prodotto sulla ragazza. «Fino all’altro giorno passeggiava in piena autonomia, adesso, se vuole uscire di casa, ci chiede se qualcuno di noi è disposto ad accompagnarla» così la madre.

Ma come sono andate le cose? «Quel giorno pioveva. Mia figlia è abituata a fare quotidianamente lunghe camminate lungo percorsi che conosce molto bene e in cui si sente particolarmente sicura. Con una mano teneva l’ombrello. Sulla schiena lo zainetto nero che evidentemente ben si mimetizzava con la giacca scura. Sull’altra spalla una borsa di quelle che vanno di moda adesso per fare la spesa».

La ragazza, bevuto il caffè e comprato il pane, stava già sulla strada del ritorno quando, all’altezza della pizzeria E., mentre camminava sul marciapiede verso la vecchia farmacia comunale, ha sentito qualcuno sfilarle la borsa; il racconto, dettagliato, è sempre della madre. «Solo nel momento in cui si è sentita toccata s’è accorta che qualcuno evidentemente la seguiva già da un po’ a piedi, sullo stesso marciapiede, bici alla mano.

Afferrata la borsa, ha inforcato il mezzo e s’è rapidamente volatilizzato».

Ma il punto, per la famiglia, non è trovare il colpevole. «Lei non riesce neanche a ricordare se si è trattato di un uomo o di una donna - ancora la madre -. Posso solo testimoniare quanto sia tornata a casa sotto choc, come se fosse paralizzata. Dobbiamo rilevare che evidentemente quel qualcuno non aveva intenzione di farle del male. Non l’ha nemmeno strattonata. Ma probabilmente non ha pensato agli effetti che le ha procurato a livello emotivo. Da quel giorno è traumatizzata. Tutta la fatica che abbiamo fatto affinché conquistasse una certa autonomia è andata in fumo in un lampo. Soprattutto, fa male pensare che qualcuno abbia approfittato di lei»