Deboli, svantaggiati - Generalità, varie -  Paolo Cendon - 20/01/2021

Rolandino

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“Rolando, tutti lo chiamano Rolandino; quarant’anni, ha sempre avuto qualche ramo un po’ storto”.

 Vive da solo, gestisce la propria azienda agricola, con la quale campa decentemente.

  Alberi da frutta, orto, galline, due maiali, conigli; morti da tempo i suoi, non ha parenti in casa, da tanto va avanti così: abita a Boscone, piccola frazione verso gli Appennini, in Emilia, venti chilometri da una città capoluogo di provincia.

Ogni settimana si reca in centro: macchinari da aggiustare, sementi, il catasto, concime. Donne nessuna che si sappia, se non occasionalmente; conosce tutti gli abitanti dei dintorni. Simpatico, di carattere gioviale, beve ogni tanto; ultimamente peggiorato leggermente, più malinconico.

In Comune sanno chi è. Il giudice tutelare, da poco in quell’ufficio, ha convocato Rolandino quindici giorni fa.

“Come va?”.

“Grazie, e lei?”.

“Ho sentito che ultimamente non è in forma”.

“Solo un po’ di mal di testa”.

  Il magistrato ha sentito i Servizi, il vecchio medico di famiglia; scoprendo vari dettagli, sulla scuola, i trascorsi da ragazzo, i passatempi. Così lo psichiatra che lo aveva visitato tre anni fa: “Leggera diagnosi di schizofrenia, qualche ossessione; ben compensato”. Un infermiere che passa ogni mese a trovarlo: “Non mi preoccuperei più di tanto”.

Il tabaccaio di Boscone: “Fuma toscani, l’unico in paese, li faccio arrivare per lui; sa tre barzellette, me ne racconta una ogni volta”.  Il barista in centro, suo ex-compagno di scuola: “Ordina sempre cose che gli comprava sua madre, da piccolo: bibita al tamarindo, ghiaccioli a forma di banana, latte al cocco”.  Un vicino di cascina: “Arriva lentamente, con la motocicletta. Appena lo sentono i suoi animali, da un chilometro, alzano la testa. I due cani scodinzolano, si buttano a correre, le capre lo guardano avvicinarsi, i conigli zampettano, le oche che schiamazzano”.

 Il giudice ha deciso di aspettare: per il momento niente amministrazione di sostegno: più in là magari se sarà necessario