Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Biblioteca / fiction

02/02/10

"DONNE! GIOVANI E MENO GIOVANI"- Maria Rosa PANTÉ

Scriverò di due libri, entrambi sulle donne, giovani appunto e meno giovani.

Il primo libro è dedicato a una donna meno giovane, dovrebbe avere all’incirca 2400 anni!!!
Il secondo è dedicato a tre giovani vecchiette contemporanee.

Va beh, ho giocato un po’ sul fatto che i personaggi letterari vivono un poco più di quelli in carne e ossa. Ora sarò seria.

leggi tutto ›
 

23/01/10

"ROLLY MARCHI, SE NON CI FOSSE L'AMORE" – Egidio LORITO

Rolly Marchi, Se non ci fosse l’amore, Net - Il Saggiatore, Milano 2006, pp. 189, € 7.50

leggi tutto ›
 

10/02/09

"JONA OBERSKI: ANNI D'INFANZIA" - Mara MARANTONIO BERNARDINI

(Titolo originale: Kinderjahren)

(Trad. Amina Pandolfi, Ia ed. Mondadori, Febbraio 1982 pp. 124; II ed. Giuntina, 1989)

“Ma tu sei malato già da cinque giorni e hai avuto un febbrone terribile……Sentivo di avere la febbre. Ma alla storia dei cinque giorni non ci credevo. C’era un buco nero nel tempo”.

leggi tutto ›
 

26/01/09

"LIZZIE DORON. C'ERA UNA VOLTA UNA FAMIGLIA" - Mara MARANTONIO BERNARDINI

(Titolo originale Haità po pa’am mishpachà)

Trad. Shulim Vogelmann, Ed. Giuntina, Gennaio 2009 pp. 136

“….Mia madre non ha mai raccontato” aggiunsi. [Nili] cercò con lo sguardo il dottore…e gli sussurrò: ‘..abbiamo un caso di seconda generazione’ “
Quando, in occasione del Festival della Letteratura Israeliana (“Sotto la Stella di Davide”) svoltosi a Bologna nel luglio scorso, l’abbiamo incontrata, Lizzie Doron -scrittrice per caso, come lei stessa ha confessato- ci ha condotto per mano nel mondo emozionante e tragico del suo “Perché non sei venuta prima della guerra?” dove lei, voce narrante, racconta l’esperienza di sua madre Helena.

leggi tutto ›
 

14/01/09

"MORDECAI RICHLER. LE MERAVIGLIE DI ST. URBAIN STREET" - Mara MARANTONIO BERNARDINI

(Titolo originale: The Street; Mordecai Richler Prod. Inc., 1969)
Trad. Franco Salvatorelli, Ed. Adelphi S.p.A., Milano, Settembre 2008

Dopo il clamoroso successo de “La versione di Barney” (2000) la Casa editrice Adelphi sta pubblicando l’opera omnia di Mordecai Richler, il grande scrittore ebreo canadese, morto settantenne, nel 2001, all’apice della fama: uno scherzo del destino che sembra scappato dalle sue pagine.

Nei mesi scorsi è uscito questo agile libretto, nato nel 1969 col titolo sintetico di “The Street”, per antonomasia.
L’A. vi raccoglie, narrandole in forma confidenziale e con linguaggio immediato, le storie del quartiere di Montreal -in cui trascorse l’infanzia e la prima giovinezza- che, fino agli anni ’60 del Novecento, ospitava una vivacissima comunità ebraica.
Quel luogo in cui “partire in vantaggio era tutto”, i rivali erano i franco-canadesi, ma i più temuti ed odiati erano i WASP. Ora purtroppo, avverte Richler nel Proemio, gustosissimo, se pur velato di malinconia, “The Street” non esiste più: quando egli vi ritornò, nel 1968, in compagnia della moglie, come “canadese a riposo” essa era divenuta una…riserva greca.

leggi tutto ›
 

13/01/09

"LA GIORNATA DEL GRANDE MAGISTRATO" - MOLINEO

Quando si sedette a fare colazione, il grande magistrato vide che la moglie era un po' preoccupata; si informò del motivo, e la moglie gli spiegò che si trattava della nipotina, Alessia, in lacrime per la morte di Briciola, il suo adorato gatto.
Insomma, che sarà mai, si disse e le disse il grande magistrato, si tratta soltanto di un animale.
Ma la nipotina lo adorava, era con loro, dormiva con Alessia, se solo quel veterinario avesse saputo il suo mestiere.  Ma non gli si può far causa?  Si informò la moglie.

E' solo un animale, rispose stizzito il grande magistrato, addentando il cornetto, per poi respingerlo disgustato. 
Alla marmellata?  Lui odiava la marmellata.  Ancora una volta Aisha si era sbagliata, anzi no era il fornaio, ma insomma lo sapevano da anni lui voleva il cornetto vuoto, quello era proprio il modo di iniziare male la giornata.
Ma in fondo, gli disse la moglie, la convivenza impone tolleranza, lo dici sempre tu.

leggi tutto ›
 

13/01/09

"QUALCUNO CON CUI CORRERE" - Mara MARANTONIO BERNARDINI

(Titolo originale: Mishehu Larutz Ito; Someone to run with; ISRAEL, 2006)

“Capire l’altro è essenziale per me. Solo quando scrivo, lo riesco a comprendere. Esporsi all’altro è difficile, perfino quando si tratta di persone amate. Quando scrivo, invece, in qualche modo mi arrendo all’altro e tutte le mie difese cadono. Riesco ad espandermi, diversamente da quanto mi accade negli altri momenti della vita”.
David Grossman ha presentato da ultimo nel nostro Paese il film “Qualcuno con cui correre”, tratto dall’omonimo romanzo, scritto nel 2001 e dedicato, significativamente, ai tre figli.

leggi tutto ›
 

31/12/07

"L'AMORE AI TEMPI DEL COLERA di Mike Newell. Recensione breve ed estemporanea" – Rita ROSSI

n.b. Queste che seguono sono brevi riflessioni del tutto estemporanee sul film di Mike Newell, tratto dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez; riflessioni sul film, appunto, non sul romanzo, e, come tali, dunque, vanno prese.

Com’era l’amore ai tempi del colera? E’ la domanda, la curiosità che è verosimile accompagni chi, in questi giorni, va al cinema per vedere la recente pellicola di Mike Newell.
Un amore d’altri tempi? Soltanto platonico e inespresso, o piuttosto tenace e forte a dispetto delle avversità, comunque diverso da quello oggi più consueto?
Il colera, in realtà – nella pellicola - rimane sullo sfondo, in disparte; il timore di aver contratto la malattia costituirà sì l’occasione per l’incontro di Fermina Daza (Giovanna Mezzogiorno) con il medico e futuro marito, e costituirà – ancora, nel finale - il pretesto per issare la bandiera gialla (pericolo di contagio) sulla nave in cui Florentino (Javier Bardem) si isola finalmente e per sempre con la sua amata; ma gli adattamenti e sconvolgimenti esistenziali indotti dal rischio del colera non emergono se non per piccoli frammenti, a sprazzi, per nulla amalgamati con le vicende amorose dei protagonisti. 

E così si scopre che l’amore ai tempi del colera era pur sempre l’amore fatto di illusioni e attese, di delusioni e di dolore anche, ma soprattutto – ed è questa la nota che più si coglie – di ottimismo e consolazione. 

Ne esce, così, vivida e in certi momenti bizzarra la rappresentazione dell’amore così come vissuto dalla gente latina: passionale, sensuale, baricentro dell’esistenza quotidiana, dominato da una forte (onnipresente) componente carnale, ma – occorre dire - con manifestazioni anche un po’ paradossali, non sempre felici.
Mi riferisco, per esempio, alla rappresentazione non troppo edificante della donna: Florentino Ariza si avvicina alla dimensione sessuale dell’esistenza, venendo di fatto violentato da una donna; tutte le sue amanti occasionali (oltre seicento quelle annotate sul suo taccuino, noi ne vediamo in atto una decina) – dico tutte – gli si offrono spontaneamente, smaniose, intraprendenti. Una di queste amanti, poi - mentre ‘lo fa’ - compiange tra lamenti pseudo-addolorati il suo povero marito morto.
L’unica donna raffigurata nel suo aspetto gentile e innamorato è la giovinetta di cui Florentino assume la tutela (in tutti i sensi), e che viene infine abbandonata allorché lui si rende conto di poter riaccostarsi all’amata Fermina; ma anche in questo caso, la fisicità della rappresentazione di quel rapporto, tra lui (ultrasettantenne) e lei (ancora minorenne) non produce un’impressione positiva. 

La storia, comunque (che tanti già conosceranno) è la seguente.
Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Florentino Ariza persevera nel suo amore per Fermina Daza, senza mai arrendersi. L’amore tra i due giovani viene ostacolato dal padre di lei che – vedovo - intende offrire alla bella figlia una sistemazione di tutto rispetto.
Un eterno incrollabile sentimento che Florentino continua a nutrire, tra dolore e consolazioni momentanee, confidando nella possibilità di coronare il proprio sogno, quando il marito di lei sarà finalmente morto.
La storia si conclude, in effetti, così: la morte accidentale del marito di Fermina e la riconquista di quel primo amore interrotto. 
Una vera e propria fiaba, con il suo atteso lieto fine, nel segno di un ottimismo trionfante.

Con un dubbio, però ... questo: se amore romantico e infinito, con la A maiuscola, degno di divenire fiaba, possa dirsi quello di un uomo che, in quei cinquantuno anni, nove mesi e quattro giorni si consola collezionando seicentoventi avventure amorose; che con il suo fare sornione e assorto, e apparentemente passivo, ma di una passività volutamente distratta ed incolpevole, seduce a ripetizione donne e donne, con esiti da vero e proprio tombeur de femmes. 

Una fiaba, in cui -come per ogni fiaba - non ci si può interrogare più di tanto  circa il l diverso esito qualora il marito dell'amata non fosse morto; eppure, la domanda sorge spontanea: che avrebbe fatto Florentino se Fermina non fosse rimasta vedova? 
Avrebbe continuato a consolarsi, probabilmente; ma, allora, un amore tale è un amore eterno che sfida l'impossibile? 

Ma fiaba è, e tale deve rimanere, e proprio per questo l'interpretazione avrebbe potuto evitare certe punte eccessive e adottare - qua e là - passaggi di maggior delicatezza; come alla fine, nella rappresentazione della legittimità e della bellezza dell' amore senile.

leggi tutto ›
 

01/10/07

"PERCHE' INTERNET NON NACQUE IN ITALIA, O FORSE SI'" - Giancarlo MOLINEO

Tutto questo non è mai successo. O forse sì.

Era il 1970, l'umanità era appena andata sulla luna...

leggi tutto ›
 

13/09/06

"IL PINGUINO ERNEST" – Giancarlo MOLINEO

Questo breve racconto è ambientato nella città inventata di un paese di fantasia, dove la legge elettorale è uninominale maggioritaria, e dove può capitare che una presunta volontà popolare prevalga sul diritto scritto.

Una sorta di pamphlet, come quelli di una volta.

leggi tutto ›
 

04/04/06

"INNO ALLA GIOIA"- Brano liberamente tratto (e commentato) da "Il pranzo di Babette" di Karen Blixen, ne "I capricci del destino", Feltrinelli

Qualche riga di spiegazione è “dovuta”e va aggiunta ai brani riportati di seguito, se non altro per la perfezione con cui Blixen rende vivo, sotto i nostri occhi, il legame esistenziale che si radica fra i personaggi del racconto.
Babette, dunque, giunge in Scandinavia dopo i giorni della Comune di Parigi perchè ricercata dalla polizia.
Si rifugia a Berlevaag (con una lettera di presentazione del cantante Achille Papin, che era stato l’innamorato di Filippa) viene accolta dalle due sorelle. Passano molti anni di quotidianità condivisa, poi a Babette giunge la notizia di aver vinto una grande somma alla “Lotteria Francese”
Con quella somma decide di organizzare un raffinatissimo pranzo per gli abitanti del villaggio. Si fa mandare tutto il necessario dalla Francia. L’occasione del Pranzo è il “centenario”dalla nascita del Decano al quale intervengono gli abitanti del villaggio. Dal momento che questo racconto conclude la nostra piccola trilogia sui “legami esistenziali” il commento si incentra sui caratteri dei personaggi limpidi e inattacabili.
Personaggi maggiori e minori che tutti, nel “Pranzo”celebrano il loro legame con un riconoscimento reciproco e definitivo. Il culmine del racconto, si è detto, è nel pranzo dove con le portate squisite vengono servite e assaporate, sublimate le piccole (e grandi) emozioni di una vita intera.
Incantevole è che esse appaiono situate su un impensabile piedistallo che ne rivela, finalmente, la straordinarietà.
Sin dalla “preparazione”il pranzo assume il suo carattere di “evento”. Incanterà tutti per la raffinatezza e la bontà dei piatti cucinati. Ma sarà un pranzo rivelazione-riconciliazione.
Dalla richiesta ancora incerta di Babette «Mesdames, consentitemi di dare il meglio di me». Al brindisi del Generale (misericordia e verità si sono incontrate, rettitudine e felicità dovranno baciarsi). Una rivelazione, che peraltro non viene forzata, ma sorge con le caratteristiche della naturalezza. 
E’ che non hanno ambiguità i nostri, il massimo (nel generale) è il compromesso nel sacrificare tutto alla carriera, ma anche questo percorso è legato,“avvitato”ad un interrogarsi sincero, implacabile sulle scelte. In questo è la sua/la loro forza.
Difatti tutti gli altri convitati nonostante che abbiano “deciso di tacere” sui cibi straordinari che assaporano, li gusteranno insieme sino in fondo e trovano infine altre parole, le loro, per esprimere il piacere. Se le comunicano l’un l’altro. 
Nella versione cinematografica vi è una scena alla quale possono essere dati significati diversi.
Achille Papin, l’innamorato di Filippa, dopo il memorabile duetto esprime (con l’abituale trasparenza di tutti i personaggi del racconto) la sua gioia quasi infantile per la salvezza,la vecchiaia, il declino esorcizzati attraverso un “canto altro”. Che pensa di aver già fatto suo.
E qui il colpo di scena.
Il Decano consegna ad Achille la lettera di Filippa che comunica la decisone di non seguirlo a Stoccolma. Indimenticabile il sorriso del Decano, ironico….
E insieme, pare a me, affettuoso, partecipe, mentre si allontana (giulia tornesello).

leggi tutto ›
 

15/10/05

"I GIUDICI SCRITTORI SULLA CRESTA DELL'ONDA" - Alessia MARANI

Oltre che giudici, abili scrittori. Ne sanno qualcosa Giancarlo De Cataldo,  giudice istruttore di Corte d'Assisi che sta letteralmente sbancando col suo «Romanzo Criminale» i botteghini dei cinema di mezzo Stivale: storie di  personaggi di «mala» ispirati alle gesta della famigerata «Banda della  Magliana» e ora portate sul Grande Schermo da Michele Placido per la Warner Bros. 

leggi tutto ›
 

15/10/05

Alessia Marani - "I Giudici scrittori sulla cresta dell'onda"

Oltre che giudici, abili scrittori. Ne sanno qualcosa Giancarlo De Cataldo, giudice istruttore di Corte d'Assisi che sta letteralmente sbancando col suo «Romanzo Criminale» i botteghini dei cinema di mezzo Stivale: storie di personaggi di «mala» ispirati alle gesta della famigerata «Banda della Magliana» e ora portate sul Grande Schermo da Michele Placido per la Warner Bros.

leggi tutto ›
 

04/04/06

"Inno alla gioia"- Brano liberamente tratto (e commentato) da "Il pranzo di Babette" di Karen Blixen, ne "I capricci del destino", Feltrinelli

Qualche riga di spiegazione è "dovuta"e va aggiunta ai brani riportati di seguito, se non altro per la perfezione con cui Blixen rende vivo, sotto i nostri occhi, il legame esistenziale che si radica fra i personaggi del racconto.

Babette, dunque, giunge in Scandinavia dopo i giorni della Comune di Parigi perchè ricercata dalla polizia.

Si rifugia a Berlevaag (con una lettera di presentazione del cantante Achille Papin, che era stato l'innamorato di Filippa) viene accolta dalle due sorelle. Passano molti anni di quotidianità ...

leggi tutto ›
 

13/07/06

Giancarlo Molineo - "Il Pinguino Ernest"

Questo breve racconto è ambientato nella città inventata di un paese di fantasia, dove la legge elettorale è uninominale maggioritaria, e dove può capitare che una presunta volontà popolare prevalga sul diritto scritto.

Una sorta di pamphlet, come quelli di una volta.

Nella città di ***, come nel resto del paese, si sarebbero svolte a breve le nuove elezioni politiche, e per il seggio di deputato due erano i principali contendenti.

Il dott. Caccia, stimato professionista appoggiato dall ...

leggi tutto ›
 

01/10/07

Giancarlo Molineo - "Perché Internet non nacque in Italia, o forse si"

Tutto questo non è mai successo. O forse sì.

Era il 1970, l'umanità era appena andata sulla luna...

 

leggi tutto ›
 

31/12/07

Rita Rossi - “L’amore ai tempi del colera di Mike Newell. Recensione breve ed estemporanea”

n.b. Queste che seguono sono brevi riflessioni del tutto estemporanee sul film di Mike Newell, tratto dal romanzo di Gabriel Garcia Marquez; riflessioni sul film, appunto, non sul romanzo, e, come tali, dunque, vanno prese.

Com'era l'amore ai tempi del colera? E' la domanda, la curiosità che è verosimile accompagni chi, in questi giorni, va al cinema per vedere la recente pellicola di Mike Newell.

Un amore d'altri tempi? Soltanto platonico e inespresso, o piuttosto tenace e forte a dispetto delle avversità, comunque diverso d ...

leggi tutto ›
 

13/01/09

Giancarlo Molineo - " La giornata del grande magistrato"

Quando si sedette a fare colazione, il grande magistrato vide che la moglie era un po' preoccupata; si informò del motivo, e la moglie gli spiegò che si trattava della nipotina, Alessia, in lacrime per la morte di Briciola, il suo adorato gatto.

Insomma, che sarà mai, si disse e le disse il grande magistrato, si tratta soltanto di un animale.

Ma la nipotina lo adorava, era con loro, dormiva con Alessia, se solo quel veterinario avesse saputo il suo mestiere. Ma non gli si può far causa? Si informò la moglie.

...
leggi tutto ›
 

13/01/09

Mara Marantonio Bernardini - "Qualcuno con cui correre"

(Titolo originale: Mishehu Larutz Ito; Someone to run with; ISRAEL, 2006)

"Capire l'altro è essenziale per me. Solo quando scrivo, lo riesco a comprendere. Esporsi all'altro è difficile, perfino quando si tratta di persone amate. Quando scrivo, invece, in qualche modo mi arrendo all'altro e tutte le mie difese cadono. Riesco ad espandermi, diversamente da quanto mi accade negli altri momenti della vita".

David Grossman ha presentato da ultimo nel nostro Paese il film "Qualcuno con cui correre", tratto dall'omonimo romanzo, scr ...

leggi tutto ›
 

14/01/09

Mara Marantonio Bernardini - “Mordecai Richler. Le Meraviglie di St. Urban Street" - Adelphi 2008

(Titolo originale: The Street; Mordecai Richler Prod. Inc., 1969)

Trad. Franco Salvatorelli, Ed. Adelphi S.p.A., Milano, Settembre 2008

Dopo il clamoroso successo de "La versione di Barney" (2000) la Casa editrice Adelphi sta pubblicando l'opera omnia di Mordecai Richler, il grande scrittore ebreo canadese, morto settantenne, nel 2001, all'apice della fama: uno scherzo del destino che sembra scappato dalle sue pagine.

Nei mesi scorsi è uscito questo agile libretto, nato nel 1969 col titolo s ...

leggi tutto ›
 
Joomla SEO powered by JoomSEF

Associazione Persona e Danno C.F. 90107070329 | Tutti i diritti riservati © 2012 - Realizzazioni Web - Altavista Web Agency | admin

CSS Validity XHTML Validity