07/03/11
Per la prima volta nero su bianco tutti i come e tutti i perché la criminalità organizzata strumentalizza la malattia mentale e le perizie psichiatriche per ottenere benefici di ogni genere. Una forma pericolosissima di «mafia dei colletti bianchi» che rischia di mettere seriamente in discussione il concetto stesso di giustizia.
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28/02/11
La disciplina dell’esecuzione penale e delle misure di recupero nei confronti dei tossicodipendenti costituisce, anche in seguito alle recenti riforme portate al Testo Unico in materia di stupefacenti (D.P.R. n. 309/1990), un vero e proprio sottosistema normativo, che opera con regole e finalità peculiari, spesso molto diverse da quelle stabilite per i condannati comuni.
Il volume illustra in modo completo ed esaustivo l’istituto dell’esecuzione penale a carico dei condannati tossicodipendenti, che viene analizzato dall’emissione dell’ordine di carcerazione da parte del P.M. fino alle complesse dinamiche delle misure alternative al carcere (affidamento terapeutico e sospensione della pena). L’opera presenta al lettore le linee-guida della corrente interpretazione ed applicazione di tali disposizioni ed è arricchita dalle pronunce della Corte Costituzionale e dalla più recente giurisprudenza di legittimità in materia, e vuole essere un utile strumento di lavoro e un prezioso ausilio per l’operatore e il professionista.
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25/11/10
Il volume affronta il tema della diffamazione e ne analizza i risvolti civilistici e penali.
Inoltre, l’Autore fa il punto sul lavoro della Corte di Cassazione che, attraverso la sua giurisprudenza e in un periodo di forti mutamenti sociali, tenta di bilanciare tutti i diritti costituzionalmente garantiti, da quello all’intangibilità del proprio onore e della propria reputazione a quello di libera manifestazione del pensiero, di cui è espressione il diritto di cronaca e il diritto di satira.
(Collana SISTEMI GIURIDICI)
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22/03/09
Il Testo unico dell'edilizia (d.p.r. 6.6.2001, n. 380) ha introdotto significative modifiche all'assetto normativo dei reati edilizi, aprendo in particolare spazi di possibili interferenze tra competenza statale e regionale.
Il volume, dopo una dettagliata esposizione dell'evoluzione legislativa in materia, analizza le tipologie degli interventi edilizi, le singole fattispecie penali, soffermandosi anche sugli aspetti di carattere più strettamente processuale.
L'opera - aggiornata alle ultime pronunce della giurisprudenza C.E.D.U. nonché ai recenti interventi sul c.d. piano casa, seguiti alla stipula dell'Intesa Stato - Regioni del 1 aprile 2009 - affronta, altresì, le problematiche relative al condono edilizio e a quello ambientale.
(Collana FATTO DIRITTO)
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04/11/09
La sospensione dell’esecuzione della pena ex art. 90 d.p.r. 309/1990 presuppone l’accertamento dello stato di tossicodipendenza dell’istante al momento del fatto di cui alla condanna in esecuzione.
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19/06/09
Il presente procedimento è stato iscritto al fine di accertare se xxx xxx , in epigrafe meglio generalizzato, sia da considerarsi “delinquente abituale” ai sensi degli artt. 103 c.p. e 679 c.p.p., in seguito alla richiesta in tal senso formulata dalla Procura della Repubblica di Milano, ovvero se quest’ultimo :” dopo essere stato condannato per due delitti non colposi riporta un’altra condanna per delitto non colposo” e se :” tenuto conto della specie e gravità dei reati , del tempo entro il quale sono stati commessi , della condotta e del genere di vita del colpevole e delle altre circostanze indicate nel capoverso dell’art. 133 ( il giudice ) ritiene che il colpevole sia dedito al delitto”.
La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha precisato che “l’essenza dell’abitualità sta nell’essere il reo dedito al delitto”, quest’ultima “intesa come inclinazione deliberata – anche se non costituzionale - alla delinquenza, così da potersi ragionevolmente prevedere che il soggetto, senza opportune misure tornerebbe a delinquere” (CC. 09.06.1973 n. 4605), posto che la omogeneità della natura dei reati commessi costituisce un elemento decisivo per la dichiarazione di abitualità, unitamente alla reiterazione delle condotte criminose a distanza ravvicinata, specie se esse presentino una progressione criminosa” ( CC 24.09.1976).
Ai fini della dichiarazione di abitualità nel reato, la valutazione del giudice deve, pertanto, tenere conto non solo dei precedenti penali del condannato, ma anche delle circostanze che secondo la comune esperienza, recepita nell’art. 133 C.P., sono indicative di un determinato tenore di vita antisociale, quali ad esempio la condotta tenuta in libertà , il fatto che il soggetto ricavi dal delitto almeno parte dei suoi guadagni, l’identità di indole dei singoli reati e il lasso di tempo entro il quale questi sono stati commessi , (CC. 01.07.1991 n. 62, CC 17.10.1983 n. 8492) . Il giudice - dopo aver accertato la sussistenza del requisito dell’abitualità nel delitto - non può, ai fini della applicazione di una misura di sicurezza, prescindere dalla valutazione in ordine all’attualità della pericolosità del soggetto, giacchè per l’applicazione di quest’ultima misura è sempre necessario che il soggetto dichiarato delinquente abituale sia considerato socialmente pericoloso nel momento in cui il giudice procede all’applicazione della stessa.
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Il provvedimento in rassegna nasce dalla richiesta della procura della Repubblica finalizzata alla declaratoria di abitualità o professionalità nel reato di un soggetto reiteratamente sottoposto a procedimenti penali, conclusisi con sentenze di applicazione della pena ai sensi degli artt. 444, 445, c.p.p. la richiesta della parte pubblica non è stata accolta sul rilievo che la sentenza di "patteggiamento" nno può essere considerata una pronunzia di condanna così come richiesto dalla norma in tema di dichiarazione di abitualità nel reato; né essa ammette l'applicazione di misure di sicurezza, ad eccezione della confisca.
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10/06/09
Il provvedimento in rassegna ha ritenuto inammissibile l'opposizione all'espulsione decisa dal magistrato di sorveglianza ai sensi dell'art. 16 del D.lvo n. 286/98 e succ.mod., qualora l'interessato non abbia corredato il proprio ricorso con i motivi di gravame. Si tratta dell'applicazione di un principio generale in materia di impugnazioni penali, sancito nel codice di rito (art. 581, c.p.p.), che la giurisprudenza anche di legittimità ha - con indirizzo consolidato - esteso alle impugnazioni in materia di esecuzione penale e di sorveglianza.
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17/01/09
Pubblichiamo di seguito, con il permesso dell'Autore, il contenuto di una riflessione - a tratti amara ma ricca di spunti e pervasa da una carica di tenace ottimismo - scritta da un magistrato di sorverglianza e diffusa nella mailing list della magistratura di sorveglianza. Il pensiero dell'Autore si sofferma tanto sul ruolo cruciale che la magistratura di sorveglianza è chiamata a svolgere quale "giudice della pena" ma anche e soprattutto quale "giudice della persona", nel quadro di un'esecuzione penale improntata al principio di rieducazione del reo, sancito dall'art. 27 della Costituzione; quanto sulle gravi carenze che, a livello di risorse materiali e di legislazione, ancora si frappongono alla compiuta attuazione del disposto costituzionale.
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16/07/08
Il provvedimento in rassegna si occupa di un reclamo in materia di liberazione anticipata, formulato avverso un'ordinanza del giudice monocratico che aveva respinto l'istanza di riduzione della pena ritenendo - pur in assenza di rilievi di natura disiciplinare nel periodo oggetto di valutazione - che il condannato non avesse dato suffiicente prova dell'adesione al trattamento penitenziario.
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23/09/08
Aspetti sostanziali e processuali dei reati urbanistico - edilizi.
E' un lavoro editoriale per la Halley editrice sul tema dei reati edilizi,
da cui è stato estratto un volumetto di circa 120 pp in edicola con Italia Oggi dal 24 settembre 2008.
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02/09/08
La tutela penale del minore si esplica, sia sotto il profilo attivo che passivo, attraverso una serie di istituti processuali e sostanziali improntati al principio della rieducazione del condannato.
Sotto questo profilo, il presente volume, intende fornire all’interprete un’adeguata conoscenza sul diritto penale minorile ed un valido ed efficace strumento di pronta consultazione relativa ad ogni istituto giuridico ad esso ricollegato.
L’attenzione di quest’opera viene incentrata sul minore, sia quale autore di condotte illecite che quale soggetto passivo e quindi vittima di reati, analizzando tutti gli istituti del diritto penale sostanziale, del diritto processuale ordinario e minorile, compresi gli illeciti di natura amministrativa, le sanzioni accessorie e gli aspetti di diritto penale internazionale, senza tralasciare la dottrina e la giurisprudenza più recente e le ultime riforme legislative che hanno interessato gli illeciti penali e gli argomenti trattati.
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17/10/07
Testo
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17/10/07
L'opera, che attiene alla materia cautelare personale, nonché al sequestro in ambito penale, alternando la trattazione organica di ampie tematiche all'approfondimento tendenzialmente monografico di singole questioni di ricorrente interesse operativo, è aggiornata alle più recenti pronunce di legittimità. Frutto dell'esperienza professionale degli autori, scandaglia anche alcuni temi ad oggi non adeguatamente approfonditi. Attraverso la disamina della giurisprudenza, condotta sullo sfondo della dottrina, si propone come strumento di lavoro dell'operatore del diritto, in vista della ricerca di soluzioni interpretative di pronta fruizione nella pratica, ma non manca di portare in luce, a più riprese, profili problematici, capaci di offrirsi quali spunti di riflessione per chi, alla materia trattata, accede per motivi di studio.
(Collana Fatto & Diritto)
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12/09/07
Il volume ricostruisce gli istituti afferenti al giudizio abbreviato sulla base della elaborazione giurisprudenziale e delle problematiche emerse nella prassi alla luce delle riforme legislative; al suo interno sono stati riportati integralmente brani delle più significative pronunce dei principali organi giurisdizionali. Il testo, dopo una rapida introduzione su questioni prettamente teoriche e di mero principio, affronta, con un'ampia casistica, quelli che sono i problemi più dibattuti nelle aule di giusitizia, fornendo un valido aiuto agli operatori del diritto.
(Collana GIURISPRUDENZA CRITICA)
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19/07/07
L’opera nasce dall’esigenza di “codificare”, almeno sotto il profilo sistematico, una materia vasta ed articolata. Si è cercato, nei limiti del possibile e in un numero ragionevole di pagine, di fare ordine tra le varie voci di cui essa si compone operando una ricognizione dei provvedimenti e della giurisprudenza tanto essenziale quanto utile per i destinatari. Si tratta di un lavoro “vasto” pur nella sua dimensione “compatta” sì da poter convivere utilmente con gli studiosi, gli addetti ai lavori (avvocati, magistrati e polizia giudiziaria), i docenti e gli studenti universitari. Come ogni strumento che deve rispondere in maniera esaustiva a specifiche esigenze, il Codice si rivela affidabile perché aggiornato e moderno, ancorché registri tutti quei dati normativi e giurisprudenziali, che hanno fatto la “storia giuridica” della lotta alla criminalità organizzata, delineandone anche l’attuale tratto applicativo, e lo fa riportando provvedimenti legislativi e massime giurisprudenziali che lasciano ampio spazio all’opera di sintesi critica da parte del lettore e spazi di implementazione dei contenuti in vista di nuove edizioni. Allo scopo di assolvere il suo compito l’opera è strutturata in “Voci” (es. I mercati delle mafie; La legislazione antimafia; La normativa sul riciclaggio, ecc.), a loro volta suddivise in “Sottovoci” (ad es., per I mercati delle mafie: Stupefacenti, Contrabbando di tabacchi, Armi, Tratta di esseri umani, ecc.) composte dai “Provvedimenti legislativi” ordinati cronologicamente e dalla “Rassegna di giurisprudenza” di pertinenza.
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14/05/07
Aggiornato alla legge 11.8.2003, n. 228 (Norme contro la tratta di persone), ed alla legge 6.2.2006, n. 38 (Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia a mezzo internet)
Il presente volume si ripropone il compimento di una precisa e dettagliata panoramica in merito ai reati contro la persona, non limitata solo alle fattispecie maggiormente significative - in quanto rientranti, purtroppo, quotidianamente nelle cronache dei giornali - ma con specifico riferimento a quelle ipotesi criminose che, spesso trattate in secondo piano dalla manualistica tradizionale, possono presentare punti di studio e problematiche non del tutto indifferenti, sul piano sociale, oltre che giuridico.
(Collana ENCICLOPEDIA)
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14/05/01
Il volume è il seguito del lavoro sul dibattimento penale. Nel contesto delle impugnazioni l''Autore ha scelto l''istituto che trova maggiori applicazioni nella quotidianità giudiziaria. E'' il risultato dell''esperienza quotidiana nelle aule di giustizia, unita all''analisi della dottrina in un settore operativo molto attuale. L''Autore segue lo svolgersi del giudizio di appello, evidenziando i problemi più attuali e cercando le soluzioni più rappresentative.
(Collana Enciclopedia/Massime )
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14/05/07
E' la nuova edizione di un lavoro che si è caratterizzato per l'impostazione pratica dei molti problemi che si pongono a chi partecipa al dibattimento penale. I vari argomenti sono collocati seguendo l'impostazione codicistica, secondo la scansione logica e temporale di un ipotetico giudizio penale. L'opera si caratterizza, non solo per la varietà delle questioni trattate, ma anche per un aggiornamento legislativo e giurisprudenziale a data molto recente
(Collana ENCICLOPEDIA)
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08/05/07
Il volume è dedicato a una delle tematiche più scottanti del processo penale: la chiamata di correo. Si tratta di argomento che ha subito radicali trasformazioni a seguito dell'entrata in vigore della c.d. legge sul giusto processo e di cui sono state affrontate tutte le implicazioni. Dai soggetti da esso coinvolti alle modalità di acquisizione delle dichirazioni dei collaboranti, passando attraverso un'attenta analisi della copiosa giurisprudenza prodotta non solo dalla Corte di cassazione, ma anche dai giudici di merito e non tralasciando i contributi forniti dalla dottrina più attenta. Il tutto con uno sguardo costante alle previsioni contenute nel novellato art. 111 Cost., di cui la predetta legge è la traduzione operativa.
(Collana ENCICLOPEDIA)
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17/04/07
Il volume, giunto alla sua sesta edizione, nasce con l'intento di fornire a studenti e professionisti uno strumento che consente di comprendere tutte le problematiche inerenti la disciplina penalistica. In particolare viene riportato il testo aggiornato del Codice penale, ogni articolo del quale è spiegato sia con un agile ed esauriente commento che con la giurisprudenza più recente e rilevante. Ulteriore ausilio al lettore è fornito da utilissimi esempi pratici che accompagnano i principali articoli del Codice e costituiscono una chiarissima esposizione della casistica più frequente in materia. Il volume è corredato da numerosi schemi riepilogativi, che consentono una immediata percezione dei principali istituti, da una corposa appendice normativa, da un indice sistematico e da un dettagliato indice analitico.
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