Ricerca avanzata Deboli, svantaggiati /  morenti, suicidio

12 novembre 2005
“CONDIVIDERE IL TRAPASSO: LUOGHI, VISSUTI E SIGNIFICATI DELL'ACCOMPAGNAMENTO AL MORIRE” - Sergio ASTORI


(...)

Occorrerebbe rompere il naturale silenzio che accompagna la partenza o la perdita di qualcuno, e in particolare di uomini e donne che portano la memoria di moltissimi anni di vita vissuta. 

Nella professione clinica ogni giorno molte persone ci parlano di come si sono trovati a separarsi dai propri anziani. “Non sapevo quanto tempo di vita avrebbe avuto - racconta una paziente -, se avrebbe avuto la possibilità di vedermi sposare o vedere nascere la bambina”. “Mio nonno – domanda un’altra -, perché ero forse bambina e non avevo mai visto un morto, probabilmente è stato lì lo shock, no?! …”. “Mia nonna – commenta un terzo - è morta è come se … una situazione di pace… quasi non fosse mai esistita, ma non per menefreghismo, un meccanismo interiore che…che mi fa essere tranquillo: cioè una cosa come un libro chiuso”. 

Non solo, la cronaca degli ultimi anni ha posto l’opinione pubblica di fronte alla straordinarietà di tragedie causate dall’uomo o dalla natura. In questi casi (11 settembre, 11 marzo… tsunami…) il morire ha soprattutto il sapore di un inevitabile annientamento.
Infine, muoiono ogni giorno donne, uomini, bambini, anziani, muore la semplice e pura umanità con i suoi sogni, le sue fatiche e le sue speranze, senza che vi sia stata per forza una catastrofe o una volontà assassina. 

Eppure, del “morire” quotidiano si parla poco, ed è relegato il più possibile a evento individuale e privato. E’ la congiura del silenzio.

(…)

Le immagini dell'età avanzata sono facilmente riconducibili alla paura di avvicinarsi a tematiche spinose: le rappresentazioni del dolore e della morte, ma anche e più semplicemente le esperienze di sofferenza, di turbamento, in fin dei conti di debolezza. E’

(…)

Essi vivono di simboli prima ancora che di argomenti. Per questo ho deciso di narrarvi un caso a metà tra fantasia e il ricordo d’esperienze viste e ascoltate, cercando di rompere la congiura del silenzio e analizzando il passaggio del morire dell’anziano nelle modalità concrete e nei vissuti in gioco, nelle rappresentazioni private e collettive. 

(continua)





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