Ricerca avanzata Famiglia, relazioni affettive /  separazione, divorzio
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Proponiamo questa ampia, davvero ampia ed accurata digressione della corte fiorentina sulla parabola compiuta dall’ istituto dell’ addebito della separazione per infedeltà coniugale. 

Il quadro tratteggiato è quello di una significativa instabilità giurisprudenziale, da ricercarsi – secondo l’estensore- nel perdurare, all’interno della società italiana, prima ancora che nella giurisprudenza, della tendenza, indebolita ma non debellata col passare del tempo, a risolvere in chiave etica (e di etica cristiana) i contenuti giuridici del rapporto coniugale; un’eticità che avrebbe inciso fortemente sull’interiorità dei giudici, indirizzandone di conseguenza l’interpretazione del dettato normativo.
Un excursus storico interessante sul piano storico/ricostruttivo, sebbene non troppo rassicurante riguardo al ‘rigore scientifico’ di certi responsi giurisprudenziali.
Una rassegna, comunque, eccessivamente intenta a rimarcare il conflitto - quello tra visione etica e logica contrattuale dei rapporti coniugali – che invero si presenta oggigiorno non più così pregnante.
E ciò grazie alla linearità che, su tale versante, mostra la Corte di Cassazione, a più riprese ribadita e confermata: l’infedeltà coniugale potrà giustificare una pronuncia di addebito della separazione, soltanto se sia stata la causa prima della crisi coniugale; tanto che il giudice della separazione è chiamato ad indagare, volta per volta – tenendo conto delle vicendevoli condotte di entrambi i coniugi – in quale situazione comportamentale debba ravvisarsi l’origine della intollerabilità della convivenza