Ancora un delitto al centro della scena mediatica.
E ancora una volta il protagonista assoluto è il sospettato, figura peraltro destinata a passare in secondo piano non appena lo si scopre definitivamente colpevole o (non sia mai!) innocente.
In fondo il criminale (tale o presunto) ha diritto ai suoi quindici giorni di notorietà, non di più.
Cogne, Novi Ligure, Brescia, Erba, Garlasco, Perugia, ogni città un delitto che per un determinato periodo di tempo riempie le scene. E ad ogni passo si supera un limite, dall'esclusiva per i funerali delle vittime all'indagato che esce dal carcere ed entra subito in uno studio televisivo.
E allora, perché non prendere atto della situazione e della volontà popolare, con un apposito provvedimento legislativo?