Un’anziana affetta da stati di psicosi e con gravi problemi deambulatori, confusa, disorientata, impossibilitata a muoversi durante un ricovero, visitata unicamente dall’assistente sanitaria ADI, che dell’anziana si era in precedenza presa cura professionalmente al domicilio, ritiene di poter porre la propria fiducia in questa operatrice. Decide pertanto di rivolgersi a lei per la gestione del proprio patrimonio, dando ascolto alla proposta della stessa di conferirle una procura generale, ignara che tale atto attribuisce piena autonomia al procuratore anche per atti di straordinaria gestione.
La inconsapevolezza dell’anziana rileva anche dalla sua costante determinazione nel rivendicare la propria adeguatezza e capacità nell’assumere in autonomia ogni decisione inerente la sua persona e il suo patrimonio.
Al giudice tutelare esprime una forte contrarietà nei confronti dei medici e psichiatri che la hanno seguita perchè è convinta che vogliano farla passare per demente. In realtà essi, pur riconoscendo un certo miglioramento nelle sue condizioni psico-fisiche, si dichiarano preoccupati del suo stato psicologico, delle deflessioni del tono dell’umore, della passività e facile influenzabilità, sostenendo la necessità della nomina di un Amministratore di sostegno per interventi di protezione e sostegno nella gestione delle sue sostanze.