Eppure il Ministro Alfano è un avvocato, e avrà pure dovuto affrontare le disfunzioni della giustizia prima di arrivare a così alto Incarico.
Ma anche se così non fosse, il Ministro ha recentemente incontrato i vertici di magistratura e avvocatura, e nessuna delle due categorie sembra avergli evidenziato questo problema delle troppe intercettazioni telefoniche.
Quando ha incontrato l’ANM, i vertici della magistratura gli hanno segnalato le questioni dell'ammodernamento del processo, dell'utilizzo della mail certificata per la notifica degli atti e dello snellimento delle procedure.
E anche quando il ministro ha fatto visita al CNF, il Presidente Guido Alpa aveva accennato alle “questioni urgenti che rendono drammatica la situazione dell’amministrazione della giustizia” (che non penso includano le intercettazioni), oltre al problema della riforma della disciplina professionale.
Tra l’altro, lo stesso Ministro sembrava avere le idee chiare, dato che quindici giorni fa aveva dichiarato che la lunghezza dei processi va "assolutamente diminuita, bisogna far si' che la lentezza della giustizia smetta di essere una piaga per il cittadino".
Evidentemente, adesso la prima e più urgente piaga da risolvere è diventato il (supposto) eccesso di intercettazioni telefoniche. Non ce ne eravamo accorti. (Molineo)