25 luglio 2008
"MASS MEDIA E (PRE)GIUDIZIO - Edmondo Bruti LIBERATI
La storia della evoluzione democratica del processo penale è quella della lotta contro il
segreto in favore della pubblicità. “Pubblici siano i giudizi e pubbliche le prove del
reato” scriveva Beccaria e sottolineava che il segreto è “il più forte scudo della
tirannia” Nella tradizione inquisitoria si ricerca e si accerta la Verità fuori del
contraddittorio e fuori del controllo pubblico. La pubblicità non ha la funzione di
controllo, ma di messaggio sociale sulla esemplarità della pena e della pronunzia della
condanna. Per questo l’istruttoria è rigorosamente segreta mentre la condanna a morte o
a pena corporale è eseguita in pubblico.
Nella tradizione accusatoria vige all’opposto il principio del contraddittorio e della
pubblicità, estesa anche alla fase delle indagini, con limitate eccezioni. “Free press and
fair trial”. Il principio è quello della libertà di informazione: “l’ordinaria
amministrazione della giustizia civile e penale contribuisce più di ogni altra circostanza
ad indurre nella coscienza del popolo affezione, stima e reverenza” (Alexandre
Hamilton, The federalist papers). Ma ci si preoccupa anche della tutela del principio del
fair trial, soprattutto in un processo in cui è centrale il ruolo della giuria popolare.
Tratto da E. Bruti Liberati, Mass Media e (Pre)giudizio, Relazione al seminario di formazione “Giustizia e Mass Media”, Bologna 27 marzo 2007, in www.csm.it
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