Ricerca avanzata Cultura, società /  intersezioni

31 luglio 2008
“ACCROCCHI QUOTIDIANI” - Valeria PALUMBO
Valeria PALUMBO PALUMBO Valeria

(segue)

Razionali? Solo qualche volta. In realtà a prevalere, in noi, è quasi sempre una reazione immediata e molto sommaria che forse aveva qualche ragione quando dovevamo fronteggiare all’improvviso una mandria di bisonti nella prateria ma che nella vita urbana ci fa apparire una massa di folli. Abbiamo una memoria che, al contrario di quella del computer, che organizza tutto secondo una sorta di codice postale e quindi sa sempre dove andare a cercare i dati e in che sequenza organizzarli, funziona per associazioni, è di breve durata, è fallace e per nulla sistematica.

Sappiamo dove in genere mettiamo le chiavi di casa, ma ci dimentichiamo immediatamente dove le abbiamo lasciate se si tratta di un posto insolito. Siamo pronti a giurare di riconoscere un assassino (in Italia, ultimamente, è immancabilmente un extracomunitario con accento slavo) anche se abbiamo visto solo un cappotto di sfuggita. Ed era quello del nostro vicino di casa. Siamo convinti che una bevanda sia buonissima solo perché ci è stata offerta dopo aver guardato un volto sorridente e con altrettanta sicurezza giudichiamo ottimo o pessimo il tema di un bambino solo in base alla sua provenienza sociale.

Gary Marcus è professore associato di psicologia alla New York University e dirige il NYU Infant Language Center: il suo saggio è molto americano (e questo ci salva un po’: certe idiozie, sia alimentari sia economiche, ancora non siamo arrivati a commetterle, ma col razzismo abbiamo imparato in fretta) e, forse complici alcuni refusi dell’edizione italiana (Ildegarda di Bingen una mistica del XX secolo?? Aiuto! E poi “Bingen” e non “Binge”), a volte appare un po’ semplicistico. Ma non assolve nessuno e andrebbe letto non solo da chi si ostina a vedere nell’uomo lo specchio di Dio ma anche da chi crede che siamo il frutto più perfetto dell’evoluzione.

Darwin aveva ovviamente ragione. Soprattutto nel ricordarci che la natura lavora con quello che ha. E spesso il punto di partenza non è esaltante. Questo, come suggerisce Marcus, non deve scoraggiarci: siamo quello che siamo, arruffoni e approssimativi. Però dovrebbe metterci in guardia. Nei tribunali come nella vita: scagli la prima pietra chi è stato sempre ragionevole.




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