10 settembre 2009
"UNICEF: MORTALITA' INFANTILE ANCORA TROPPO ALTA"
(segue)
Ma "Africa e Asia insieme assommano ancora il 93% di tutte le morti sotto i 5 anni che si verificano ogni anno nel mondo in via di sviluppo". E "un numero sproporzionato di morti avviene in un piccolo gruppo di Paesi molto popolati: il 40% delle morti sotto i cinque anni nel mondo si verifica in appena tre paesi, India, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo- sottolinea il direttore Unicef Ann M. Veneman- Se non si riduce drasticamente la mortalita' in questi Paesi, non si raggiungeranno gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio". In alcuni paesi, inoltre, i progressi sono "lenti o inesistenti".
In Sudafrica il tasso di mortalita' infantile sotto i cinque anni e' in realta' aumentato dal 1990. La salute del bambino e' indissolubilmente legata alla salute della madre e il Sudafrica ha il piu' alto numero di donne che vivono con l'Hiv nel mondo. "I recenti impegni presi dal governo per potenziare gli interventi per prevenire la trasmissione madre-figlio dell'Hiv dovrebbero contribuire a migliorare la situazione", commenta l'Unicef. Ulteriori miglioramenti nella fornitura di zanzariere per la prevenzione della malaria, di vaccini contro la meningite (Hib) e di vitamina A, una migliore prevenzione della trasmissione madre-figlio dell'Hiv e dell'Hiv pediatrico, oltre a ulteriori progressi nella immunizzazione contro morbillo e tetano, potrebbero non essere ancora pienamente riflessi nei dati attuali, frutto di ricerche condotte negli ultimi 3-5 anni.
"Il progresso puo' essere accelerato anche negli ambienti piu' poveri- prosegue l'agenzia delle Nazioni unite per l'infanzia- attraverso programmi sanitari integrati e monitorati, su base comunitaria, mirati ad affrontare le principali cause di morte: polmonite, diarrea, affezioni neonatali, malaria, Hiv e malnutrizione. Le due principali cause di mortalita' sotto i cinque anni sono polmonite e diarrea. Nuovi strumenti, come i vaccini contro la polmonite da pneumococco e la diarrea da rotavirus, potrebbero fornire ulteriori risultati".
Fonte: Redattore Sociale
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