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16 novembre 2009
"AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO E TRUST: DUE STRUMENTI MODERNI PER LA PROTEZIONE DEI SOGGETTI DEBOLI" - Alceste SANTUARI e Giovanni BORGNA
Alceste SANTUARI SANTUARI Alceste

 Quindi, il Trust disposto insieme con e dall’Amministratore di Sostegno ha in questo caso assicurato:
una migliore, più sicura e più agile tutela degli interessi del coniuge malato;
una sicurezza economica della moglie che vive da sola con il marito malato;
un’autonomia dei beni costituiti in Trust dalle vicende patrimoniali dei figli eredi e beneficiari finali.

Il Giudice delle Tutele, prima di accogliere una tale richiesta (vedila in G.T. Tribunale di Genova, Decreto 19.06.2009, in Trusts e Attività fiduciarie, Fasc. n. 5/2009), aveva già espresso parere favorevole che l’Amministratore di Sostegno possa risultare uno strumento sufficiente e sicuramente idoneo a realizzare la piena tutela di simili interessi, riconoscendo lo strumento del Trust disposto dall’AdS meritevole di tutela (v. G.T. Tribunale di Rimini, Decreto 21.04.09, in Trusts e Attività fiduciarie, Fasc. n. 4/2009, pag. 409ss; G.T. Tribunale di Genova, Decreto 14.03.2006, in Trusts e Attività fiduciarie, Quaderno n. 4, Milano 2006 – II Ed., pag. 14ss;).

L’amministratore di sostegno in questo specifico caso mostra tutto il suo potenziale di impiego, favorendo, inter alia:
1. il collegamento diretto con le tutele di natura patrimoniale, realizzabile attraverso il trust;
2. la “razionalizzazione” degli istituti giuridici in capo ad una sola persona, poiché l’AdS in questo caso ha diretta conoscenza delle situazioni che necessitano una vicinanza specifica e analitica;
3. la separazione funzionale tra la tutela delle attività ricadenti nella sfera soggettiva del beneficiario dei compiti dell’AdS e quella identificabile nelle garanzie di carattere patrimoniale.

Il rapporto tra AdS e trust testimonia la possibilità che nel nostro ordinamento si possa fare largo e trovare spazio una concezione dinamica e moderna della protezione dei soggetti deboli, protezione pronta ad impiegare e a “piegare” strumenti che forse fino a qualche anno erano pensati (come il trust) disponibili per operazioni affatto diverse. Si tratta di un fenomeno di espansione benefico per la comunità e, in specie, per i soggetti maggiormente bisognosi di attenzione e di tutela, i quali possono invero identificare nel trust, da un lato e nell’AdS, dall’altro, istituti e strumenti duttili, agili e flessibili, nonché adattabili alle esigenze della singola persona. Al tema in parola è stata dedicata una sessione di discussione e di confronto nell’ambito dell’Assemblea del Decennale dell’Associazione Il-Trust-in-Italia, tenutasi ad Ischia dal 1 al 3 ottobre u.s. Gli interventi e le relazioni in quella sede hanno infatti dimostrato che i trust altruistici vocati a proteggere situazioni meritevoli di particolare tutela possono trovare nell’AdS un “partner” affidabile e capace di integrarsi efficacemente in un quadro complessivo di garanzie a favore dei soggetti deboli.




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