Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Danni / danni patrimoniali

21/03/12

“PUBBLICO IMPIEGO: IL “DANNO DA PRECARIATO” E’ RISARCIBILE – Paolo RUSSO

Trib. Prato, Sez. Lavoro, 15 marzo 2012, n. 61, G.U. Barracca – Sentenza storica, quella del giudice del lavoro toscano, perché per la prima volta una pronunzia di merito riconosce un diritto al risarcimento in favore dei lavoratori conseguente, espressamente, al “danno da precariato”.

La ricorrente aveva sottoscritto dal 2000 al 2010 con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, per esigenze non transitorie ed illegittimamente, plurimi contratti a tempo determinato per lo svolgimento dell’attività di assistente amministrativa.

Invero la legislazione ordinaria, passata dettagliatament ...

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07/02/12

"CAPACITA' LAVORATIVA: LA PERDITA DEVE SEMPRE ESSERE RISARCITA" - Cass. 25571/2011 - Giancarlo GIUSTI

La Corte di Cassazione (sez. III Civile, sentenza 20 ottobre – 30 novembre 2011, n. 25571), si occupa del seguente quesito: sussiste il danno patrimoniale da ridotta capacità lavorativa specifica in capo ad uno studente senza lavoro ?

Nel caso concreto, la perdita della capacità lavorativa specifica era stata fisicamente accertata (limitazione funzionale ad un braccio), in relazione al tipo di attività per la quale stava studiando l'infortunata, vale a dire quella di dottoressa in chimica ...

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09/01/12

Cass. 27584/11, III, p. Segreto, r. Giacalone - “NUOVI ORIZZONTI NEL RISARCIMENTO DELL’I.P.” - Pisana RUOL RUZZINI

A che titolo viene risarcito un soggetto che a seguito di un incidente perde la capacità lavorativa?

 

Ecco in sintesi la risposta dei giudici di legittimità:

 

Il danno risarcibile non corrisponde all’impossibilità di continuare a svolgere la propria attività lavorativa e professionale, bensì all’evidente pregiudizio di carattere patrimoniale che deriva dalla sua interruzione. Con la pronuncia in oggetto la Cassazione si occupa del c.d. danno da mancato guadagno. L’invalidità permanente, infatti, incide sulla capacità di guadagno per chiunque svolga un’attività all’epoca del si ...

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28/11/11

Cass. civ., sez. III, 14 novembre 2011, n.23761, pres. Filadoro, rel. Giacalone - "L'AVVOCATO LESO DEVE SEMPRE ALLEGARE E PROVARE LA FLESSIONE REDDITUALE PER IL PERIODO DI INABILITA' TEMPORANEA" - Paolo M. STORANI

In seguito ad un sinistro l'infortunato, di professione avvocato, rimane impossibilitato ad attendere alle sue ordinarie occupazioni dal 28 agosto al 3 ottobre. E' costretto a ricorrere in cassazione per impugnare la sentenza della Corte di Appello di Roma, che, confermando la bontà del primo verdetto, ha ritenuto non provata la richiesta di liquidazione del danno patrimoniale futuro da lucro cessante per tale periodo di inattività. Talché, al libero professionista era stata negata la possibilità di ritenere "automaticamente provato" il danno patrimoniale quantunque avesse prodotto le dichiarazioni dei redditi dell'ultimo triennio. Con la pronuncia n.23761, emessa il 20 ottobre 2011 e depositata in data 14 novembre 2011, la Suprema Corte, pur superando le conclusioni del PM, che propendeva per l'inammissibilità del ricorso, rigetta nel merito i profili di censura, ritenendoli infondati.

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11/11/11

Cass. civ., sez. III, 11 novembre 2011, n. 23573 - "IL DANNO PATRIMONIALE DELLA CASALINGA" - Antonello NEGRO

In occasione di un sinistro stradale una donna riportava un'invalidità permanente.

La Suprema Corte ha affermato che la menomazione patita dalla donna - la quale svolgeva l'attività di casalinga - ha comportato un danno anche di tipo patrimoniale (e non solo biologico).

La Corte di Cassazione ha aggiunto che è onere di parte attrice la prova dell'incidenza della lesione permanente nell'attività domestica.

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27/04/11

Cass. civ., Sez. I, 27 aprile 2011, n. 9384 – "DANNO DA MALA GESTIO E RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI" – Riccardo RICCÒ

In questa sentenza si dice anzitutto che il giudicato reso inter alios, oltre a rilevare come fatto, o documento (da valutare assieme al materiale “proprio” del giudizio), può a determinate condizioni costituire da sé solo una prova (del danno sociale nel caso).
Si dice inoltre che, quando il fenomeno di mala gestio è davvero << macroscopico >>, anche a volerlo ascrivere ai soli amministratori delegati, è tale da << non poter sfuggire all’attenzione degli amministratori sprovvisti di delega >>. Cfr. l’art. 2392, comma 2, anche nella sua nuova formulazione.

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08/10/11

"DANNI A VEICOLO TRASPORTATO" - RM

Le norme che regolano la circolazione dei veicoli (cfr. "Le azioni a tutela del danneggiato da circolazioni stradale", Giuffrè, Milano 2011)  non si applicano nel caso di veicolo semplicemente trasportato.

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21/03/11

Trib. Nola, Sez. II civ., 21 marzo 2011, est. Raffone – "ANCORA SULLA REVOCABILITÀ DEL PRELIMINARE" – Riccardo RICCÒ

Se, in dottrina generale, è ancora dibattuto se possa o meno disporsi la revoca del contratto preliminare (indipendentemente dalla revoca del definitivo), la giurisprudenza di legittimità è ormai assestata nel ritenere ineffettivo il pregiudizio dato dal preliminare [perché ad esso non segue, a rigore, il depauperamento del patrimonio del debitore (eventus damni)], opinando dunque nel senso non revocabilità. 

Cfr. Cass., sez. I, 1° settembre 2011, n. 17995 (già segnalata in questo sito); Cass., 20 agosto 2009, sez. III, n. 18528; Cass., sez. III, 16 aprile 2008, n. 9970; Cass., sez. I, 27 gennaio 2006, n. 1757; Cass., sez. II, 15 ottobre 2004, n. 20310; contra Cass., sez. I, 9 dicembre 2004, n. 23016. 

A parte i diversi termini che assume la questione quando si tratti di preliminari immobiliari trascritti, ai quali segue immediatamente un pregiudizio (il privilegio del promissario acquirente ….), è comunque da segnalare la sentenza del Tribunale di Nola, che può leggersi per esteso nel Foro padano, 2011, I, 146 ss., con nota redazionale (di Lucia Picardi, direi), che motivatamente ritiene di doversi discostare dalla giurisprudenza di legittimità surriferita.

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22/08/11

"STERILIZZAZIONE NON RIUSCITA: CHI MANTIENE IL NEONATO?" – Trib. Tolmezzo 22.8.2011 - Antonello NEGRO

Una donna si sottoponeva ad un intervento di sterilizzazione al fine di non dover più affrontare gravidanze.

Nonostante l'operazione, tuttavia, la donna rimaneva incinta e portava a termine la gravidanza.

I genitori del neonato chiedevano, quindi, il risarcimento del danno subito per il non riuscito intervento.

La domanda proposta è stata accolta dal Tribunale di Tolmezzo che - con l'apprezzabile sentenza qui di seguito riportata - ha accertato la responsabilità contrattuale della struttura ospedaliera per malpractice medica.

Tra i danni risarciti vi è anche quello di tipo patrimoniale - per complessivi € 107.640,00 - consistente nei maggiori oneri gravanti sulla coppia per il mantenimento del figlio fino all'età di 23 anni (età ritenuta necessaria per il raggiungimento di un'autonomia economica).

Il Tribunale ha altresì liquidato il danno non patrimoniale (a ben vedere esistenziale) derivante dalla lesione del diritto costituzionale alla libertà di determinazione (danno liquidato, in via equitativa, con la somma di € 30.000,00).

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04/07/11

Cass. Civ., sez. III, 28 giugno 2011 n. 14278 - "RISARCIBILITA' DELLA PURA PERDITA DI CHANCE: LE NUOVE FRONTIERE DEL DANNO PATRIMONIALE" – Gino M.D. ARNONE

Tutto è divenire e noi tutti siamo esseri in potenza.
Nel caso concreto l’essere in potenza era una giovane studentessa che nell’attraversare la strada sulle strisce pedonali veniva investita da un’auto proveniente a notevole velocità.
Urto violentissimo, lesioni e fratture multiple. Postumi invalidanti poi valutati nella misura del 25 % dalla consulenza medico legale.
Nessun lavoro, niente reddito, solo tante aspirazioni, tante chances da coltivare.

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23/05/11

"DANNO FUTURO SOFFERTO DAI PROSSIMI CONGIUNTI DELLA VITTIMA?" - RM

Il decesso o la grave invalidità, occorsi a seguito di sinistro, possono comportare danno futuro (risarcibile) a favore dei prossimi congiunti della vittima, non solo quando chi viene a mancare (o è gravemente invalidato) sia, per loro, apportatore di reddito (ad esempio il genitore portatore di reddito in famiglia), ma anche nei casi di decesso (o grave lesione) di chi, in un futuro, potrebbe diventarlo.

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20/05/11

"DANNO DA LESIONE DI DIRITTO DI CREDITO E RIVALSA DEL DATORE DI LAVORO" - Riccardo MAZZON

Il sinistro può originare anche la lesione di un diritto di credito; in tal caso, nulla osta, in linea di principio, alla piena risarcibilità anche di tale lesione.
E' il caso, ad esempio, della compromissione del rapporto obbligatorio che lega datore di lavoro e dipendente: trattasi di quella che, comunemente, è nota come “rivalsa del datore di lavoro”, la quale, salvo sporadiche, antiche e ingiustigicate prese di posizione, trova costante riconoscimento nei giudici tanto di merito, quanto di legittimità, anche in relazione all'esperibilità, da parte del datore di lavoro medesimo, dell'azione diretta nei confronti dell'assicurazione, nei casi di responsabilità civile derivante da circolazione stradale, nonché nei casi di socio-lavoratore.

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16/05/11

"LA FREQUENTATISSIMA FATTISPECIE DEL DANNO ALLA CASALINGA" - Riccardo MAZZON

Un caso particolare di invalidità specifica lo si ritrova nel c.d. danno alla casalinga (con l'avvertenza che la circostanza che la casalinga, menomata nell'espletamento della sua attività, si avvalga di collaboratori domestici, non esclude tout court il risarcimento), ossia in quel danno che, a seguito di sinistro, subisca la persona (anche di sesso maschile) adibita (non necessariamente in modo esclusivo), al lavoro di casalinga.
La fattispecie è, in giurisprudenza, frequentatissima, con variegate interpretazioni che, pur differenziandosi, prediligono, di fondo, la risarcibilità del danno in questione, con possibile utilizzo del c.d. criterio del triplo della pensione sociale, quale parametro liquidatorio.

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09/05/11

"L'INVALIDITA' LAVORATIVA SPECIFICA" - Riccardo MAZZON

Quanto al c.d. danno da incapacità lavorativa, con tale denominazione spesso s'intende il riferimento a un danno di tipo patrimoniale, diverso da quello non patrimoniale (cfr., amplius, "Le azioni a tutela del danneggiato da circolazioni stradale", Giuffrè, Milano 2011); è certamente necessario, peraltro, chiarire ulteriormente il concetto de quo, soprattutto attraverso la distinzione, ormai costante in giurisprudenza, tra incapacità lavorativa generica e incapacità lavorativa specifica.
Infatti, l'unica voce correttamente da inserire nel danno patrimoniale (e come tale autonomamente risarcibile) è quella comunemente definita incapacità lavorativa specifica, rientrando, invece, la cosiddetta "incapacità lavorativa generica" nel danno biologico.

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06/05/11

"FRAM, BOLLO, RADIAZIONE, ROTTAMAZIONE, IMMATRICOLAZIONE, SOCCORSO, TRAINO, CUSTODIA, ETC." - Riccardo MAZZON

Ulteriori voci di danno connesse al danno al veicolo (e ormai tipizzate, almeno nelle richieste) sono il FRAM (fermo reperimento analogo mezzo), nonchè il bollo e l'assicurazione non goduti, le spese di radiazione e rottamazione, le spese di nuova immatricolazione o passaggio di proprietà, le spese per soccorso, traino e custodia.

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27/04/11

"I DANNI AL VEICOLO: IL C.D. PREVENTIVO, IN PARTICOLARE" - Riccardo MAZZON

La quantificazione dei danni subiti dal veicolo incidentato è tutt'altro che agevole: le problematiche maggiormente dibattute riguardano la valenza probatoria del c.d. preventivo, la risarcibilità del danno quando le riparazioni non risultano ancora effettuate, il rimborso dell'IVA applicabile alle fatture inerenti la riparazione, il danno conseguente alla svalutazione del veicolo incidentato, l'eventuale antieconomicità delle riparazioni rispetto al valore ante-sinistro del veicolo, il danno da c.d. fermo tecnico, gli ulteriori danni connessi al danno al veicolo (FRAM, bollo e assicurazione non goduti, spese ...

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11/01/11

Trib. Piacenza, 11 gennaio 2011, n. 11, g.u. Morlini - "DANNO DA PERDITA DI CHANCE" Antonello NEGRO

Con l'interessante pronuncia qui di seguito allegata, il Tribunale di Piacenza ha affermato che la chance è una forma di danno che può essere definita come occasione favorevole di conseguire un risultato vantaggioso, sotto il profilo dell’incremento di un’utilità o della sua mancata diminuzione, diversa dalla mera aspettativa di fatto.

Il giudice ha precisato che la domanda per perdita di chance va distinta da quella di danno futuro, posto che la prima riguarda la perdita della possibilità di raggiungere il risultato sperato ed attiene al danno emergente, mentre la seconda riguarda il mancato raggiungimento del risultato ed attiene al lucro cessante.

La perdita di chance - ha proseguito l'estensore della sentenza - è risarcibile indipendentemente dalla dimostrazione che la concreta utilizzazione della chance avrebbe presuntivamente o probabilmente determinato la consecuzione del vantaggio, essendo sufficiente anche la sola possibilità di tale consecuzione.

Da ciò consegue che l’idoneità della chance a determinare presuntivamente o probabilmente (ovvero solo possibilmente) detta conseguenza è rilevante soltanto ai fini della concreta individuazione e quantificazione del danno, da effettuarsi eventualmente in via equitativa.

Nel caso di specie la vittima di un sinistro non aveva più potuto svolgere l’attività stagionale di cuoca ed il Tribunale ha accertato una "lesione di chance", ovvero della possibilità di consecuzione del vantaggio derivante dallo svolgimento di detta attività professionale.

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30/11/10

"DANNO PATRIMONIALE: L'ASPETTATIVA DI DIVENTARE CALCIATORE PROFESSIONISTA" - Riccardo MAZZON

Aspettativa degna di nota (e facilmente suscettibile di esser falcidiata, ad esempio, da sinistro stradale: vedi, amplius, "Il danno da circolazione stradale, diritto assicurativo e processuale", Utet, Torino 2010) è quella di diventare uno sportivo professionista.
La questione è stata affrontata, in giurisprudenza, specie avuto riguardo allo sport del calcio.

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24/11/10

"DANNO DA PERDITA DI ASPETTATIVE DI PROGRESSIONE LAVORATIVA" - RM

Consueta affermazione, che spesso accompagna la richiesta di risarcimento per danno da perdita di chance, risulta essere quella coinvolgente la pretesa perdita di aspettative di progressione lavorativa.

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12/11/10

"IL DANNO AL COORDINAMENTO DELLA VITA FAMILIARE" - Riccardo MAZZON

La circostanza che la casalinga menomata nell'espletamento della sua attività si avvalga di collaboratori domestici non esclude tout court il risarcimento: infatti, l'attività della casalinga è più complessa che non il semplice effettuare le faccende domestiche, consistendo, invece, nel coordinamento della vita familiare.

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