04/04/12
Il tema, tanto delicato quanto complesso, relativo alla compartecipazione alle spese, sanitarie e/o socio-sanitarie, da parte degli utenti ovvero dei loro famigliari ha segnato, recentemente, un ulteriore punto a favore dell’universalismo delle prestazioni e della garanzia che delle stesse deve assicurare il servizio sanitario nazionale (Cass. 22 marzo 2012, n. 4558).
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha statuito che i familiari dei malati di Alzheimer non devono versare alcuna retta, ai Comuni, per il ricovero dei loro cari in strutture per lungodegenti, in quanto si tratta di importi a totale carico del Servizio ...
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30/01/12
Per pacifico orientamento, in tema di circonvenzione di persone incapaci, lo stato di infermità o di deficienza psichica della persona, pur non dovendo necessariamente consistere in una vera e propria malattia mentale, deve comunque provocare una incisiva menomazione delle facoltà di discernimento o di determinazione volitiva, tale da rendere possibile l’intervento suggestivo dell’agente; deve cioè essere esclusa la capacità del circonvenuto di avere cura dei propri interessi. La sussistenza di questa condizione di incapacità del soggetto passivo costituisce un presupposto del reato e pertanto il giudizio di colpevolezza ...
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28/01/12
Ci sono giorni in cui scopri di avere dei ricordi. Questo significa che la tua vita anche nel lavoro è andata assai avanti. Non c'è un motivo particolare perché abbia pensato a te, proprio in questo pomeriggio, in studio. Non avevo tempo da perdere, né potevo permetterlo. Questo lavoro ti dà la sensazione di essere sempre un passo indietro! Eppure mi sei venuto in mente, direttamente. Non so come sia oggi la tua vita. Ma ricordo ogni cosa di quella di allora, ciò che avevi scritto sul tuo giovane viso. Era un momento della mia vita in cui la malattia mentale, che pure mi apprestavo a conoscere da vicino ...
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15/04/11
Pubblichiamo l'intervento di Paolo Tranchina al convegno di Pschiatria Democratica tenutosi a Vico Equense il 25 marzo 2011 "Passioni, radicalità, un ricordo di Vieri Marzi e Antonio Slavich".
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13/04/11
Nell’ambito dei coinvolgenti temi riguardanti la vasta ed articolata disciplina della responsabilità civile, un argomento particolarmente spinoso - animatamente discusso in dottrina ed al quale la giurisprudenza, ormai da tempo, offre scarne ed eterogenee soluzioni - è senza dubbio relativo alla questione della responsabilità civile derivante da un fatto dannoso cagionato da un soggetto affetto da patologia psichica.
Il tema acquista maggior spessore laddove ci si concentri sulla figura di un infermo di mente il quale sia, al contempo, un soggetto incapace naturale, non interdetto né inabilitato; intendendo, a tal fine, tenere in considerazione l’auspicabile ridursi del ricorso agli strumenti di protezione riconducibili alle - obsolete e rigide - pronunce che conducano ad una dichiarazione di incapacità legale.
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29/10/11
Pubblichiamo qui sotto il programma di massima di un incontro di studi - ancora in corso di definizione - che si svolgerà a Trieste nel prossimo aprile 2012
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24/09/11
1. Fragilità estreme
I parametri che valgono in merito ai soggetti forti, circa le attività realizzatrici da promuovere o da proteggere sul piano risarcitorio, sono destinati a valere - con poche modifiche - anche riguardo ai portatori di accentuata fragilità psichica: oligofrenici gravi, infermi mentali o sensoriali di una certa serietà, vittime di ictus, morenti in terminal sedation, schizofrenici acuti, traumatizzati estremi, Alzheimer, cerebrolesi.
Essenziale il criterio per cui, a decidere in merito alle attività in discussione, è sempre - nella sostanza - l’interessato.
La realizzazione continua a mantenere, di per sé, il significato che alla parola spetta in quel contesto (una sindrome piuttosto che un’altra, maschi piuttosto che femmine, quest’età piuttosto che quella). Modalità e chiaroscuri saranno quelli che l’assistito, esplicitamente o tacitamente, avrà cura di precisare (i cinquantenni depressi non conducono tutti la stessa vita, né si augurano le stesse cose per quando guariranno).
In sintesi: ciò che non viene indicato dalla persona (o pensando a quel che essa direbbe, se potesse), vorrà dire che non è realizzativo - che è “non realizzativo” - per la medesima. Le differenze rispetto a quanto invocherebbe un individuo sano, in circostanze analoghe, oppure un individuo inserito entro l’identica casella del DSM, e diverso però da quella creatura specifica, varranno solo come inquadramento.
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13/09/11
Pubblichiamo la lettera di Giorgio Pecorini, giornalista dell'Espresso e grange amico di Franco e Franca Basaglia, in risposta al sindaco di Volterra, che ha sostenuto che la chiusura dell'OP ha fatto perdere alla città 1200 posti di lavoro.
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11/08/11
E' in spedizione il N° 17/18 dei Fogli d'informazione, gennaio-giugno 2011, (ABITARE, Casa e salute mentale: Una ricerca, a cura di L.Sorrentino, M. de Giorgi, Coop Sinapsi, presentazione di M.P.Teodori).
Per la prima volta, in quarant'anni, tutto il testo è a colori e in carta patinata.
Si tratta della ricerca su una interessante esperienza abitativa, legata alla salute mentale, in atto a Torino dal 2006.
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17/12/10
Per dare una lettura organica delle disposizioni dettate sul tema che mi è stato assegnato, vorrei richiamare alcuni principi generali in tema di cura e di poteri sostitutivi che un soggetto può esercitare in nome e per conto di un terzo non in grado di gestirsi.
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25/11/10
Guardianship is a process by which a state, usually acting through its courts, assumes the responsibility to protect the assets and the “person” of an individual who cannot do so himself or herself. This is an extraordinary exercise of governmental authority. It allows the state, in effect, to strip individuals of their rights to make decisions about their own lives and their own property and to invest in another -- called a guardian -- the authority to do so for them. Because guardianship is a broad and very restrictive form of substitute decision making, guardianship proceeding should be approached with care and caution. Many people with disabilities, particularly mental disabilities, are likely to find themselves subject to petitions for guardianship.
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16/11/10
Declaramos:
-que adherimos con el pensamiento y con nuestro trabajo cotidiano a las declaraciones, convenciones y principios internacionales de Promoción y Protección de la salud mental; Declaración de Caracas y Convención Sobre los Derechos de las Personas con Discapacidad, entre otros a los que nuestro país ha adherido,
-que el bien social, debe estar por encima de intereses corporativos,
-que los avances científicos se miden y precian según si están al servicio de las personas,
-que la medicina y la figura del médico son parte, y no centro, de las respuestas al padecimiento mental, estimando sus determinantes sociales y el poder curativo de los recursos sociales, culturales y espirituales de un país,
-que desconocer el protagonismo de la sociedad toda, incluidos los familiares y usuarios como recursos terapéuticos, sostiene una atención limitada, restrictiva y estigmatizante,
-que el saber académico es válido en tanto herramienta de transformación social y no de abuso económico y de poder en cualquiera de sus manifestaciones,
-que es imperioso incluir un enfoque de salud pública, para producir profesionales a la altura de los cambios históricos que en el mundo han mejorado la atención en salud,
-que negar cuestionamientos éticos, económicos, clínicos, científicos e institucionales al hospital psiquiátrico, es ignorar el rumbo de la historia y desestimar a las personas que han padecido sus horrores; así como desconocer que es una estructura de desubjetivación de las personas y una respuesta médica y social inadecuada a los trastornos mentales. Motivos que fundamentan el cuestionamiento de organismos de Derechos Humanos, Naciones Unidas, usuarios, familiares y gran cantidad de trabajadores de la salud mental, profesionales y no profesionales.
-que defendemos el hospital público y por eso pedimos atención e internación en los HOSPITALES GENERALES PÚBLICOS,
-que esta ley no pone en riesgo ni en cuestión las incumbencias sino las hegemonías,
-que un equipo interdisciplinario, no borra especificidad, ni desresponsabiliza, suma aportes para intervenir desde una perspectiva integral, permitiendo hacerse cargo de los servicios durante las 24 horas y la continuidad de cuidados necesaria para la recuperación,
-que los estándares internacionales sitúan al equipo interdisciplinario no como entidad subordinada a la figura del médico, sino como un grupo que potencia las capacidades y habilidades, se enriquece de las otras disciplinas y socializa los conocimientos para encarnar la máxima excelencia y destreza para atender a las personas. Este equipo en el hospital general, permite la interconsulta de sus miembros hacia quien corresponda, evitando el riesgo de intercurrencias clínicas,
-que sin diversidad de recursos terapéuticos y humanos no existen diferentes ofertas terapéuticas según requiera cada persona y necesidad,
-que apoyamos la Ley Nacional de Salud Mental y Derechos Humanos (exp. 0126-D-09) que cuenta con media sanción legislativa –y luego de tres años de debates públicos- por representar un marco ético superador, entendiendo que desde un enfoque de derechos humanos es posible responder a las graves insuficiencias que presenta hoy el sistema de salud mental y en especial a las personas más vulneradas, que han perdido sus derechos y han sido excluidas de la sociedad.
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In Argentina il 23 novembre sarà discussa al Senato la legge nazionale di Salute Mentale che promuove i diritti delle persone e la chiusura dei manicomi. Conta con l'approvazione, all'unanimità, della Camera dei Deputati da ottobre 2009 http://www.youtube.com:80/watch?v=uKQGLR_kpQc&feature=uploademail .
Pubblichiamo il testo della legge in via di approvazione e la dichiarazione di un nutrito gruppo di psichiatri a sostegno della detta legge.
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30/07/10
“La proposta di legge Ciccioli è, in una parola sola, anacronistica”.
È il parere di Paolo Cendon, professore ordinario di Istituzioni di diritto privato all’Università di Trieste, a cui abbiamo chiesto di illustrarci quali sono i punti più critici dell’iniziativa del deputato del PDL alla luce della sua lunga esperienza di giurista.
È ampia infatti la lista degli argomenti di ricerca di cui si è occupato il prof. Cendon negli anni. La sua attività ha spaziato dai temi della famiglia al danno esistenziale, dalla cattiveria umana agli animali. Si è anche occupato di suicidio e disagio psichico.
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04/07/10
Giusto far capo alla autodeterminazione dell’interessato, ma, là dove ci sia qualche pentimento o smarrimento successivo, non è che si potra’ dirgli punitivamente: “Eri d’accordo, sei tu che l’hai voluto, ora si va fino in fondo, da questo tram non si scende”, ma bisognera’ puntare sempre sulla persuasione, sullo scambio, sul negoziato, sul dialogo
- L’accordo iniziale, la disponibilità formale dell’interessato, l'impegno responsabilmente assunto, hanno il loro valore, certo, ma parlare di ‘contratto’ risulta un po’ esagerato, fuorviante; viene in mente il famoso comma 22 di Heller “Chi e’ pazzo puo’ chiedere di esser esentato dalla missione, ma chi chiede di essere esentato dalla missione non e’ pazzo”
– Insomma, se un sofferente psichico sta molto male e dice un sì iniziale, esprime qualcosa che ha un valore ... orientativo bensì , significativo certo, ma in forma soprattutto programmatica, di principio, di propensione nel tempo e nello spazio
- Non come accade coi contratti civilistici, dove davvero non si puo’ mai recedere (di regola) --- bensi’ come un piano inclinato prospettico, dove ogni pentimento e ricaduta andranno presi sul serio, discussi, messi al centro di un protocollo di ascolto, di interpello, di consultazione
Anche con la previsione, magari, di un angelo custode forte, come l’amministratore di sostegno, che nella proposta Ciccioli non viene praticamente tenuto in conto, disciplinato minutamente, e che appare invece il simbolo di una cultura di accompagnamento, di persuasione, di riscontro
– Oltre tutto va considerato che l’Ads ha spesso competenze su aspetti anche patrimoniali, familiari, sanitari extra-psichiatrici, tutti momenti che incidono fortemente nella vita delle persone, anche nei momenti di tso, come si fa allora a non considerarli, a lasciarli fuori dal discorso ??!!
- E' chiaro che Ciccioli e co. non sanno neanche a cosa serve in concreto l’Ads … preoccupati come sono di forgiare i loro "catenacci psichiatrici" senza farlo vedere
- come si fa, in effetti, a immaginare una macchina antrolopologica-psichiatrica- giuridica dove non ci sia la garanzia che - per ogni decisione e contro-decisione, fatalmente implicante tanti risvolti esistenziali della persona - ci sarà sempre l’usbergo di un lancillotto istituzionale, civile, metropolitano, funzionale, a 360°, attivo dalla parte del sofferente, come l’Ads, fervido e presente sotto la guida del giudice tutelare …. ???
E' una proposta anche anacronistica insomma (pc)
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07/06/10
Pubblichiamo la lettera aperta dell'UNASAM
Al Presidente della Camera Gianfranco Fini
Al Ministro della Sanità Ferruccio Fazio
Al Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Giuseppe Palumbo
Ai Componenti della Commissione Affari Sociali della Camera
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06/06/10
La comunicazione fa parte della cura che si offre al bambino
La salute psichica del bambino va sempre messa in primo piano, anche di fronte all’emergenza di una grave malattia organica come il tumore. In questo caso i genitori sperimentano sentimenti di angoscia, rabbia, senso d’ingiustizia e di impotenza, che spesso diventano troppo difficili da gestire, creando il vuoto del “non detto” nel rapporto con il bambino malato.
L’evitamento e l’inadeguatezza della comunicazione risultano molto frequenti. Per tale motivo, l’Unità di Riabilitazione Neuroncologica Infantile dell’IRCCS Medea - La Nostra Famiglia, guidata dalla Dottoressa Geraldina Poggi, ha avviato il progetto di ricerca “Il tumore cerebrale nel bambino: un supporto alla comunicazione genitori-bambino riguardo alla malattia”, che si svolgerà in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano.
Lo studio è tra i cinque progetti premiati - tra le oltre 160 proposte pervenute - dalla Fondazione Berlucchi per la Ricerca sul Cancro, nella ricorrenza del suo decennale.
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03/06/10
I casi sono in aumento e interessano sempre di più anche i familiari. Ma leggi e tutele esistono e vanno utilizzate
MILANO - «Da circa due anni sto lottando contro un tumore al polmone. Lavoro come impiegato per un’azienda commerciale e dal mio primo intervento, nel 2008, il mio datore di lavoro è poco solidale, dicendomi che di un dipendente a mezzo servizio non sa che farsene. In questo lungo periodo di terapie sono sempre andato a lavorare, sforzandomi di fare al meglio il mio dovere per poter garantire uno stipendio alla mia famiglia e soprattutto per riuscire a mantenere i miei due figli, che ancora studiano. Ora sono sempre più preoccupato perché con l'aggravarsi della crisi economica temo di potere essere licenziato. Mi chiedo perché è così difficile garantire il proprio diritto al lavoro?». Il racconto di Roberto è disarmante: ha 50 anni e vive ad Alessandria, ma la sua storia è tutt'altro che eccezionale, perché sono sempre di più le segnalazioni di discriminazioni sul lavoro ai danni di pazienti oncologici. Come prova la vicenda della palermitana Rosa: «Mio marito si è ammalato di cancro e mentre faceva la chemioterapia l’azienda lo ha licenziato, nonostante avesse fatto solo due settimane di malattia nel 2010 dietro idonea certificazione medica a riprova delle cure che stava facendo».
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24/05/10
Segue la seconda parte del dossier sulle proposte di modifica della legge 180.
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24/05/10
Pubblichiamo un dossier sulle proposte di modifica della legge 180.
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13/05/10
Un appello firmato da 170 associazioni di tutta Italia in difesa della legge Basaglia. Il documento è stato presentato da Psicoradio, testata radiofonica bolognese nata quattro anni fa, che si occupa dei temi della salute mentale e coinvolge nella redazione anche pazienti psichiatrici.
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