Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Diritto, procedura, esecuzione penale / procedura penale

29/04/12

"NO ALLA CUSTODIA IN CARCERE PER IL TIFOSO ACCUSATO DI RESISTENZA" - Cass. 6251/2012 - Annalisa GASPARRE

Custodia cautelare in carcere per il tifoso accusato di resistenza a pubblico ufficiale. Deve essere rinnovato il giudizio sull'adeguatezza della misura all'imputazione.

Cassazione penale, sez. VI, sent. n. 6251 del 02/02/2012 dep. 16/02/2012 Pres. A.S. Agrò Est. A.M. Fazio

Un'aggressione di massa da parte di tifosi di una squadra di calcio verso le Forze dell'Ordine: tra gli arrestati l'indagato D.A. presente sui luoghi. E' quanto si consuma nel territorio di competenza della Procura di Verona, per cui viene aperta un'indagine ...

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12/04/12

“PROCESSO DELL’UTRI: LA REQUISITORIA DEL CONSIGLIERE IACOVIELLO – Matteo BARIZZA

Come tutti sanno, qualche settimana fa la Corte di Cassazione (Cass. pen., sez. V, ud. 9 marzo 2012, imp. Dell’Utri) ha cassato con rinvio la sentenza d'appello che aveva condannato il senatore Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa.

Fatto particolare è che la richiesta di annullamento con rinvio della sentenza di secondo grado è pervenuta dal sostituto procuratore generale della Suprema Corte, il consigliere Francesco Iacoviello, rappresentante della pub ...

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11/04/12

"SEQUESTRO PREVENTIVO E CONFISCA AI RAGGI X" - Cass. 11804/2012 - Annalisa GASPARRE

SEQUESTRO EX ART. 12 SEXIES D.L. 306/92 AI RAGGI X Cass. 11804/2012

Cass. II Sez. pen. – sent. n. 11804 del 20/12/2011 dep. 29/03/2012 Pres. G. Casucci Est. C. D'Arrigo

La casa coniugale è soggetta a confisca per gli affari illeciti del marito. È a carico dell'interessato proprietario dei beni l'onere di dimostrare la provenienza lecita dei beni suscettibili di confisca.

Con una sentenza estremamente accurata, la Suprema Corte è tornata sul tema del sequestro preventivo e della confisca ...

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27/03/12

"L’IMPRONTA DEL RAPINATORE? E’ SOLO UN INDIZIO" - Cass. 11560/2012 - Annalisa GASPARRE

L'IMPRONTA DEL RAPINATORE? E' SOLO UN INDIZIO. Cass. 11560/2012

Cassazione penale, sez. II, sent. n. 11560 del 29/02/2012 dep. 26/03/2012 Pres. M. Cammino Est. D. Gallo

Con la sentenza che può leggersi in allegato, la Cassazione si esprime sulla valenza probatoria dell'impronta digitale.

Il caso muove da un'accusa per rapina per cui veniva condannato un uomo la cui impronta digitale era stata rilevata sul vetro interno dello sportello sinistro del furgone rapinato. Sebbene tale rilievo colle ...

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07/03/12

"CONVERSIONE DELLA PENA DETENTIVA BREVE IN PENA PECUNIARIA" - Annalisa GASPARRE

All'interno del lemma sotto cui è catalogata la presente trattazione i visitatori di P&D potranno rintracciare altre bussole orientative della medesima Autrice. Vi auguriamo buona lettura di questo nuovo contributo, sempre su temi di stretta attinenza con la pratica che si dipana quotidianamente nelle aule forensi (Paolo M. STORANI).

CONVERSIONE PENA DETENTIVA BREVE IN PENA PECUNIARIA - Annalisa GASPARRE

La prognosi sulla solvibilità è rimessa al potere valutativo del Giudice

Cassazione penale, sez. III, sent. n. 1407 del 15/12/2011 dep. 17/01/2012

Il giudice, nei limiti fissati dalla legge e te ...

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06/03/12

"UDIENZA PRELIMINARE: LIMITI DEL GIUDIZIO PROGNOSTICO DEL GUP" - Cass. 7312/2012 - Giancarlo GIUSTI

Introdursi nell'appartamento locato, da parte del locatore, per farlo vedere a terzi configura il reato di cui all'art. 624 bis c.p.?

Il Gup di Lecce emette sentenza di non luogo a procedere, con la formula «perché il fatto non costituisce reato», non ravvisando nella condotta del soggetto attivo gli estremi del reato contestato dall’Ufficio di Procura, ovvero «furto in abitazione» ex art. 624 bis c.p., non essendovi stati sottrazione ed impossessamento dei beni mobili presenti all’interno dell’appartamento, avendo l’imputato solo spostato gli stessi.

Il PM ricorre in Cassazione contro la sentenza , n ...

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04/03/12

"MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA: ATTENUANTI GENERICHE NEGATE" - App. Lecce - Taranto 5.12.2011 - Annalisa GASPARRE

Suole insegnare la Corte di Cassazione che le attenuanti generiche invocate (e poi negate) implicano una valutazione di congruità dei criteri di determinazione della pena stabiliti dal giudice di primo grado; infatti, la concessione delle attenuanti generiche risponde ad una facoltà di tipo discrezionale, il cui esercizio, positivo o negativo, va motivato nei soli limiti idonei a far emergere in misura sufficiente il pensiero del giudicante circa l'adeguamento della pena concreta alla gravità effettiva del reato ed alla personalità del reo.

Talché, la loro concessione non integra una ...

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28/02/12

"RIFLETTORI ACCESI SULLE MISURE CAUTELARI" - Cass. pen. 2937/2012 - Annalisa GASPARRE

Annalisa GASPARRE prosegue nella sua composizione a tessere di un mosaico per un manuale teorico-pratico di procedura penale che P&D è ben lieto di ospitare; l'occasione è propiziata dalla pronuncia della Corte di Cassazione della Seconda Sezione Penale n. 2937 depositata il 24 gennaio 2012: dopo la misura di prevenzione su cui verteva il contributo precedente pubblicato il 27 febbraio 2012, sono oggi di scena le misure cautelari che l'Autrice affronta con accurate analisi giurisprudenziali. Non resta che accingersi alla lettura nell'attesa della prossima scheggia interpretativa (Paolo M. ST ...

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27/02/12

"SORVEGLIATA SPECIALE, NO A COLLOQUIO CON MARITO DETENUTO" - Cass. pen., n. 3264/12 - Annalisa GASPARRE

Assoggettata a misura di prevenzione, alla moglie viene negato, con provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il colloquio con il marito, detenuto nel carcere di Spoleto; Annalisa GASPARRE prende per mano il lettore di P&D muovendo dalla pronuncia di inammissibilità (per le considerazioni di merito agitate in ricorso) depositata il 26 gennaio 2012 dalla Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, n.3264, offrendo in tal modo una documentata panoramica dell'istituto giuridico coinvolto: quell'oggetto misterioso ch'è la misura di prevenzione (Paolo M. STORANI).

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23/02/12

“INGIUSTA DETENZIONE: RIFLESSIONI INTORNO ALLA MANOVRA LEGISLATIVA 9/2012” – Marzia MANISCALCO

Spunta in sede di conversione al decreto legge "svuota carceri" un articolo 3-bis in cui si consacra l'espressa smentita legislativa all'esegesi giurisprudenziale che voleva esclusi dal ristoro per ingiusta detenzione i prosciolti con sentenza divenuta irrevocabile in epoca antecedente all'entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale. Nell'assegnare efficacia retroattiva all'apparato normativo di cui agli artt. 314 e 315 c.p.p., la norma, di fatto, rimette in termini per l'inoltro della relativa domanda le vittime dell'ingiustizia sostanziale quand'anche questa fosse già stata rigettata in rag ...

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22/02/12

“DECRETO 'SVUOTA CARCERI': LE MODIFICHE AL CODICE DI RITO” – L. 17.2.2012, n. 9 – Marzia MANISCALCO

Come noto, con il provvedimento di dicembre, il Governo, ai fini di contrastare la «tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri», interveniva su due fronti: da un lato, su quello più strettamente processualistico, ponendo mano alla trama normativa di disciplina della convalida dell'arresto e conseguente rito direttissimo in sede monocratica, dall'altro, su quello penitenziario innalzando, da dodici a diciotto mesi, la soglia di pena detentiva valida all'espiazione di pena in regime di detenzione domiciliare. Il testo del d.l. 22.12.2011, n. 211 viene convertito con modifiche dalla legge 17.2.2012 ...

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21/02/12

"UMANITA' NELL'ESECUZIONE DELLA PENA" - Cass. pen. n. 37106/2011 - Annalisa GASPARRE

Appuntamento fisso con la chicca di procedura penale di Annalisa GASPARRE.

Tema del giorno è l'esecuzione della pena.

Il detenuto è affetto da patologia tumorale.

Poi, la persona ristretta accusa una recidiva, ma il Tribunale di Sorveglianza opina che anche nell'istituto carcerario sono disponibili terapie appropriate.

La Suprema Corte pone l'altolà ed annulla il provvedimento.

Bussola è il principio di umani ...

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19/02/12

"PARTE CIVILE - IL SOSTITUTO PROCESSUALE NON PUO' COSTITUIRSI" - Cass. Pen. 2828/2012 - Annalisa GASPARRE

Annalisa Gasparre ha la dote di prospettare tematiche non soltanto attuali, ma anche di rilevante impatto pratico nella realtà quotidiana dei nostri Tribunali.

P&D propone oggi la questione del potere di effettuare la costituzione di parte civile e della sua delegabilità.

L'Autrice prende le mosse dalla recente pronuncia della Sezione Terza della Cassazione Penale, n. 2828, depositata il 24 gennaio 2012.

Buona lettura! (Paolo M. STORANI)

PARTE CIVILE. IL SOSTITUTO PROCESSUALE NON PUO’ COSTITUIRSI. Cass. 2848/2012

Sulla distinzione tra la delegabilità dei poteri processuali e sostanz ...

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17/02/12

“PARTE CIVILE: IMPUGNABILE LA SENTENZA DI IMPROCEDIBILITA" – Cass. pen. 238/2012 - Marzia MANISCALCO

Il caso

Avverso l’ordinanza del Tribunale che dichiarava inammissibile l’impugnazione proposta contro la sentenza di non doversi procedere emessa dal Giudice di pace per carenza di valido atto di querela, la parte civile avanzava ricorso per cassazione smentendo il presupposto decisionale della carenza di interesse al gravame.

La decisione

Rappresentato il contrasto sussistente sul punto, i giudici di legittimità ritengono di aderire al filone giurisprudenziale volto a riconoscere la sussistenza dell’interesse della parte civile ad impugnare la sentenza dichiarativa dell’improcedibil ...

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06/02/12

"PATTEGGIAMENTO E PARTE CIVILE AMMESSA AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO" - Annalisa GASPARRE

Nel commentare la recente pronuncia della Sesta Sezione della Cassazione Penale, n.46537/2011, Presidente Nicola MILO, Estensore Carlo CITTERIO), l'Autrice, che ha già pubblicato su P&D alcuni recenti articoli, compie un'apprezzabile panoramica in ordine ad un problema sì di nicchia, ma estremamente frequente e dibattuto nelle aule di giustizia (pms).

Ancora sulle spese della parte civile nella "giustizia patteggiata".

Quid iuris se la parte civile è stata ammessa al patrocinio a spese dello Stato?

Nota a sentenza Cass. pen. Sez. ...

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16/01/12

Cass. pen., V sez., n. 40105/2011 e n. 42953/2011 - "STALKING: REQUISITI PER L'APPLICAZIONE DELLA MISURA CAUTELARE EX ART. 282 TER C.P.P." - Annalisa GASPARRE

Stalking. La Cassazione sui requisiti per l’applicazione della misura cautelare ex art. 282 ter c.p.p.: non è necessaria la prova di una patologia di ansia che anzi la misura cautelare deve prevenire.

 

Sono state depositate nel mese di novembre le due sentenze in commento in materia di misura cautelare ex art. 282 ter c.p.p. “Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa” riferita al delitto di atti persecutori (c.d. stalking).

Questi arresti giurisprudenziali – che pur si perdono nella (già) copiosa produzione post ...

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14/04/11

"SULLA PRESCRIZIONE BREVE" - Associazione Nazionale Magistrati

La legge sulla prescrizione breve approvata ieri dalla Camera dei Deputati è un’amnistia permanente per numerosi gravi reati, quali la corruzione, l’evasione fiscale, la truffa, la truffa ai danni dello Stato, l’appropriazione indebita, l’omicidio e le lesioni colpose, i reati in materia di ambiente e gli infortuni sul lavoro.

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07/04/11

"SEQUESTRO PREVENTIVO AVENTE PER OGGETTO UN DECRETO INGIUNTIVO?" - RM

Può essere sequestrato un decreto ingiuntivo asseritamente emesso sulla base di documenti configuranti prodotto o strumento di reato?
Secondo la Suprema Corte non può disporsi il sequestro preventivo di un decreto ingiuntivo, al fine di impedire le ulteriori conseguenze del reato, sul presupposto che l'ingiunzione sia fondata su scritture rilasciate dalla persona offesa a fronte di un prestito usuraio. 
Ciò sia perché non è configurabile alcun rapporto pertinenziale fra il reato ed il provvedimento del giudice, sia in quanto l'applicazione della misura cautelare stravolgerebbe il sistema di impugnazioni e garanzie previste dal codice di procedura civile a salvaguardia dei diritti delle parti.

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07/11/11

"COME NON SI DEVE COMPORTARE UN PM PER LE SEZIONI UNITE CIVILI DEL 7 NOVEMBRE 2011, n. 23019" - Paolo M. STORANI

Punto nevralgico della giustizia penale è il ruolo e la funzione del GIP.
Il processo penale è ancora alle prime battute.
Occorre che i rapporti tra Magistrato della Pubblica Accusa e Giudice per le indagini preliminari siano improntati a massima professionalità ed autocontrollo.
Dirò di più: a tacer del risentimento, a mio modo sommesso orientamento il PM che voglia ispirare la propria condotta a correttezza ed equilibrio non deve neppure chiedere spiegazioni in ordine alla disposta revoca, ad opera del GIP, di una misura cautelare.

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08/11/11

"LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE NEI CONFRONTI DELL'ENTE: UNA QUESTIONE CONTROVERSA IN VIA DI RISOLUZIONE" - Laura COLLINI

Tra le molte problematiche poste dall’introduzione del d. lgs. 8 giugno 2001, n. 231 una, in modo particolare, ha acceso il dibattito: ci si è chiesti se, nel procedimento penale volto ad accertare la responsabilità della persona giuridica, sia o meno ammissibile la costituzione di parte civile del soggetto danneggiato nei confronti dell’ente. 

Nel corpus normativo del d. lgs. 231 del 2001, che ha introdotto, come è noto, un nuovo modello di responsabilità, amministrativa ma dipendente dalla commissione di un reato, dell’ente - persona giuridica, un ruolo di particolare rilievo è assunto dalle disposizioni di natura processuale, che coprono più della metà delle norme del citato decreto. Il d. lgs. 231 del 2001 ha dettato una disciplina ad hoc che, per diversi aspetti, devia da quella codicistica, rinviando, per quanto non espressamente previsto, alle norme del codice di rito, in quanto compatibili (art. 34).
 
Nel corso di numerosi processi di recente celebrati con la partecipazione di persone giuridiche, si è assistito al tentativo dei soggetti danneggiati di esercitare l’azione civile ex artt. 185 c.p. e 74 e ss. c.p.p. non solo nei confronti della persona fisica autrice del reato – presupposto, ma anche e direttamente nei confronti dell’ente. Ammettere tale possibilità significherebbe certamente introdurre una novità dirompente rispetto all’impianto del codice di rito che, tradizionalmente, consente di evocare la persona giuridica nel solo ruolo di responsabile civile per il fatto di reato contestato alla persona fisica alla stessa legata da un rapporto di rappresentanza o dipendenza. 

La scelta di costituirsi parte civile nei confronti dell’ente si colloca, infatti, fuori dallo schema appena descritto poiché individua la causa petendi dell’azione risarcitoria negli elementi costitutivi dell’illecito ascritto alla persona giuridica, non nel reato.

Il presente saggio approfondisce l'argomento con un ampio quadro della dottrina della giurisprudenza sul tema.

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