Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Diritto, procedura, esecuzione penale / punibilità, sanzioni

07/05/12

“LESIONI PERSONALI REITERATE E DETERMINAZIONE DELLA PENA” – Alessandro M. BASSO

In tema di lesioni personali reciprocamente compiute in diversi momenti temporali tra stessi soggetti, nella fattispecie un soggetto colpiva con calci e pugni in varie parti del corpo ed in due momenti e luoghi diversi altro individuo il quale era già stato condannato (Giudice di pace di Carrara 22 febbraio 2010 n. 17 e App. Trib. Massa 23 novembre 2010 n. 36) per avere poco prima colpito il figlio minore del medesimo offensore ed in altro momento anteriore quest’ultimo, accertato l’elemento soggettivo ed oggettivo dell’illecito penale, si configura sempre l’obbligo del risarcimento-danni in sede penale mentre per la det ...

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26/04/12

“CERTEZZA DEL NESSO CAUSALE E RISCHIO DA AMIANTO” - Cass. n. 9479/2012 – Antonino DI MAIO

Il rischio da amianto negli ambienti di lavoro comporta una difficile ricostruzione della dimostrazione del nesso causale riguardante l’azione od omissione del soggetto agente ( ad es. l’omissione colposa di misure prevenzionistiche) e la produzione dell’evento lesivo (tecnopatia). La Suprema Corte analizza i motivi di ricorso proposti dalle parti soccombenti nel precedente giudizio presso la Corte d’Appello, che ha ad oggetto la morte di un prestatore di lavoro derivante dall’ insorgenza di una malattia asbesto-correlata.

I soggetti ricorrenti contestano questa decisione poiché la prova della contaminazione di ...

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16/04/12

"CONCORSO ANOMALO E CONCORSO DI REATI: NON SI APPLICA LA CONTINUAZIONE" - RM

Quanto all'applicazione delle regole riguardanti il concorso di reati al concorso anomalo,

“l'art. 116 c.p. è applicabile tanto nel caso in cui sia unico il reato, quanto nel caso in cui col reato concordato e voluto ne concorra un altro, che costituisca uno sviluppo del primo, nel senso, cioè, che tra i due illeciti intercorra un nesso di causa ad effetto. (Nella specie è stato ritenuto essere il delitto di rapina uno sviluppo di quello di furto)”  Cassazione penale, sez. I, 24 gennaio 1978 Nanni Cass. Pen. 1979, 532 - conforme - Cassazione penale, sez. I ...

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11/04/12

"CONCORSO DI PERSONE NEL REATO: IL CONCORSO ANOMALO E LA DESISTENZA" - Riccardo MAZZON

Quanto alla portata della desistenza,

“nell'ipotesi di reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti la desistenza, di cui al comma 3 dell'art. 56 c.p., in quanto volontaria, si riferisce solo al reato voluto e non a quello diverso di cui all'art. 116 c.p.; in tal caso, essa è priva di rilevanza se l'evento del reato diverso si verifica comunque per l'azione dei concorrenti” Cassazione penale, sez. I, 11 novembre 1982 Riva Cass. pen. 1985, 325 (nota: cfr., amplius, "Il concorso di reati e il con ...

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03/04/12

"E' COMPATIBILE IL CONCORSO ANOMALO CON L'AGGRAVANTE DEL NESSO TELEOLOGICO?" - RM

Alla stregua della vigente formulazione dell'art. 118 del codice penale, introdotta dall'articolo 3, della legge 7 febbraio 1990, n. 19, deve escludersi la compatibilità tra il concorso anomalo e l'aggravante del nesso teleologico,

“alla stregua della vigente formulazione dell'art. 118 c.p., introdott ...

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29/03/12

"SEQUESTRO A SCOPO ESTORSIVO: NECESSARIA L'ATTENUANTE DI LIEVE ENTITA'" - Corte Cost. 68/2012- Francesco M.BERNICCHI

Si prende in esame una sentenza della Corte Costituzionale datata 19 Marzo 2012, numero 68, concernente la questione di legittimità costituzionale del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione (articolo 630 c.p.) e la sue soglie di punibilità.

Il G.i.p. del Tribunale di Venezia ha sollevato questione di legittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, I comma e 27 I e III comma della Costituzione in relazione all'articolo 630 c.p. " nella parte in cui non prevede, in relazione al delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione, una circostanza attenuante speciale per i fatti di «lieve entità» ...

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26/03/12

"IL SECONDO COMMA DELL'ARTICOLO 116 DEL CODICE PENALE" - Riccardo MAZZON

Il tenore del secondo comma dell’articolo 116 del codice penale consente, innanzitutto, di rispondere al quesito se sia o meno necessario, per l'applicazione dell'articolo medesimo, che il reato diverso sia più grave di quello voluto.

Testualmente recitando, infatti, “se il reato commesso è più grave…” sembra sottintendere la possibilità che esso possa essere anche di uguale o minor gravità (con la maggior gravità da dover stabilirsi in concreto: cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso ...

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17/03/12

"PRIVACY:NO AL DETECTIVE CHE FILMA L'AMPLESSO NELL'ABITAZIONE DELL'AMANTE"-Cass.Pen.9235/2012-G. GAMBULI

Una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, V sezione penale, numero 9235 depositata in data 8 Marzo 2012, si è occupata del tema dell'interferenze illecite nella vita privata compiute da chi svolge la professione di investigatore privato.

Si riportano, in breve, i fatti di causa: l'investigatore è stato condannato in I grado per il reato di cui all'articolo 615 bis comma III, essendosi procurato con l'uso "di strumenti di ripresa visiva e sonora" immagini e notizie della vita privata di due soggetti.

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14/03/12

"AMBULATORIO VETERINARIO NON A NORMA, CONDANNA" - Trib, Civitavecchia, 9.7.2011 - Carla CAMPANARO

Importante sentenza di condanna a carico di un medico veterinario, reo di aver detenuto nel proprio ambulatorio medico veterinario sito in Cerveteri (Rm) farmaci scaduti nonché numerosi animali in condizioni di detenzione incompatibili con la propria natura. Nel processo, in cui la Lav si costituiva parte civile, il medico veterinario era infatti imputato per il reato di cui all’art 443 c.p. ‘commercio o somministrazione di medicinali guasti’ perché ‘deteneva per il commercio presso la clinica farmaci guasti o imperfetti’ ...

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10/03/12

"INGIURIA AL COLLEGA - CONSIGLIERE COMUNALE: NON E' CRITICA POLITICA"-Cass.Pen. 7626/2012- Giulia GAMBULI

Una sentenza della V sezione Penale della Corte di Cassazione, la numero 7626, depositata nel Febbraio 2012 ed emessa il 4 Novembre 2011, si occupa del reato di ingiuria (Art. 594 c.p.) e del rapporto tra questa fattispecie incriminatrice e la scriminante del diritto di critica politica.

In breve, si riportano i fatti: D.S., consigliere comunale, è stato assolto in appello dal Tribunale di Viterbo dal reato di ingiuria.

Egli, in una seduta consiliare, rivolgendosi ad altro membro, si era così espresso: "la mia fedina penale e quella della mia famiglia sono pulite (...), non quella dei componenti della famiglia d ...

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02/03/12

“COMMERCIO DI GIOCATTOLI SENZA MARCHIO CE: NON È REATO” - Cass. 8144/12 - Ilaria BEDESCHI

A causa della recente modifica avvenuta con l’art. 33 del d.lgs. n. 54 del 2011, il quale ha espressamente abrogato il d.lgs. n. 313 del 1991, il fatto di avere messo in commercio 2111 giocattoli per bambini privi di marchio CE, non costituisce più reato. La condotta è punibile con sola sanzione amministrativa.

La Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non è previsto come reato.

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06/02/12

“STUPRO DI GRUPPO E MASS MEDIA” – Paolo PITTARO

Già in altra occasione abbiamo rilevato, anche in questa sede, come i mezzi di comunicazione di massa riportino in tono allarmistico o polemico notizie riguardanti norme giuridiche ovvero sentenze di organi giurisdizionali, le quali, tuttavia, approfondendo il tema, si rivelano di ben altro tenore.

Ci riferiamo, in particolare, al notevole rilievo dato in questi giorni dai mass media ad una sentenza della Cassazione, che avrebbe sancito che i colpevoli di stupro di gruppo non dovrebbero andare in carcere. Inutile sottolineare le reazioni polemiche anche da parte della pubblica opinione: lettere ai giornali, e-mail ...

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30/01/12

Cass. pen. 931/2012 - "OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO: LA CASSAZIONE CHIARISCE" - Giulia GAMBULI

Si analizza la sentenza n. 931 del 2012 con cui la VI Sezione della Corte di Cassazione ha evidenziato l'interpretazione del “principio del ragionevole dubbio”, istituto cardine nella disciplina del processo penale, che tende ad eliminare ogni discrezionalità e giudizio soggettivo nella decisione del giudice.

Il fatto, in breve: i ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Bari del 26/10/2010, chiedendo che venisse accertata l'avvenuta prescrizione dei reati di lesioni personali (art.582 c.p.), detenzione di armi (art.697 c.p.), e porto abusivo d'armi (art.699 c.p.), contestando altresì la ...

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24/01/12

"MINORATA DIFESA. DEVE SUSSISTERE IN CONCRETO" - Cass. pen. n. 28859/2011 - Annalisa GASPARRE

La Suprema Corte ha confermato le sentenze di primo e secondo grado emesse dal Tribunale di Parma e dalla Corte d’appello di Bologna in ordine alla condanna di due imputate per il reato di furto pluriaggravato dalla destrezza e dalla minorata difesa.

La difesa aveva eccepito che la circostanza aggravante di cui all’art. 61 n. 5 c.p., così come modificata dalla Legge 15 Luglio 2009 n. 94, non poteva ritenersi sussistente in forza di una presunzione assoluta di minorata difesa data dall’età avanzata, adducendo che le imputate avevano tratto vantaggio sulle vittime non per lo stato di vulnerabilità de ...

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20/01/12

"ACCERTAMENTO DELL'IMPUTABILITA' PER IL SOGGETTO CHE CHIEDE IL GIUDIZIO ABBREVIATO RINUNCIANDO AD ULTERIORI ELEMENTI DI PROVA" - Annalisa GASPARRE

Con questa argomentazione la III sezione penale della Cassazione annullava con rinvio la decisione impugnata con la quale la Corte d’appello di Venezia aveva opposto rifiuto alla nuova perizia psichiatrica richiesta dalla difesa. La nuova perizia si rendeva necessaria al fine di dirimere i contrastanti pareri – in punto capacità di intendere e di volere dell’imputato – espressi dal perito nominato dal GIP e dal consulente dell’imputato: la Corte aveva ritenuto la richiesta di nuova perizia inconciliabile con il rito abbreviato scelto dall’imputato.

Secondo la Corte lagunare, nulla quaestio se fosse sta ...

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02/01/12

Cass., sez.II pen., n.48074/11 - “LESIONI NON COLPOSE? IL FALSO DENTISTA RISPONDE DI DOLO EVENTUALE” - Laura ANDRAO

La Corte di Cassazione con pronuncia n. 48074/11 del 22 dicembre dichiara che “Per il dentista irregolare, che interviene più volte sulla paziente, procurandole conseguenze anche gravi, è possibile sostenere l’elemento del dolo, anche eventuale”.

Nel caso di specie vediamo protagonista una donna che, trovandosi in assoluta necessità di effettuare un intervento dentistico, contatta uno studio medico odontoiatrico, all'interno del quale però opera un soggetto totalmente privo di qualifica professionale; dopo diversi interventi, seguono una malattia durata oltre 40 giorni ed un indebolimento permanente dell’organ ...

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06/04/11

"AGEVOLARE UN REATO CONFIGURA CONCORSO?" - RM

Recente giurisprudenza, nell'affrontare la problematica relativa al “minimum” richiesto al compartecipe affinché si possa ragionare di contributo obiettivamente rilevante (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011), ha formalmente ribadito il concetto secondo cui tale contributo non necessiterebbe di effettiva efficacia causale, volendo distinguere quest'ultimo concetto da quello di contributo meramente agevolatore.
Nello spiegare, peraltro, quale sia il significato da attribuire al citato contributo agevolatore, la Suprema Corte utilizza però locuzioni che, lungi dal dissolvere i dubbi circa la necessità o meno che il contributo del concorrente necessiti di forza eziologica, li amplifica, specie considerando quanto sopra riferito circa la necessità di avere a mente tanto che l'evento di riferimento è pur sempre l'evento “hic et nunc”, quanto come il problema della causalità vada sempre riportato nel suo ambito naturale, che è quello della probabilità.
Si valuti, inoltre, l'affermazione, utilizzata dalla Corte, “...che il partecipe, per effetto della sua condotta, idonea a facilitarne l'esecuzione, abbia aumentato la possibilità della produzione del reato...” con quanto sostenuto, ad esempio, dalla teoria c.d. dell'imputazione obiettiva dell'evento.

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30/03/11

"L'IMPORTANZA DEL FATTO TIPICO NEL CONCORSO: PERCOSSE, RIFIUTI, TRUFFE, ABUSI, CONTRAFFAZIONI...." - RM

lL'importanza del fatto tipico, nel concorso di persone nel reato (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011), la si recupera ad ogni piè sospinto: si confrontino, a riguardo, le seguenti pronuncie in materia di  percosse, smaltimento di rifiuti, abuso di attività finanziaria, usura, truffa, detenzione di banconote contraffatte.

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30/11/11

"DOLO E PARTECIPAZIONE OMISSIVA AL REATO - seconda parte" - Riccardo MAZZON

In realtà, non sembra che il dolo, nel concorso omissivo, differisca da quello richiesto nei reati a condotta attiva: in entrambe le tipologie d’illecito, infatti, il dolo si sostanzia di due momenti, l'uno intellettivo e l'altro volitivo (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011), e il suo oggetto deve ricomprendere il fatto illecito oggettivo, antigiuridico e offensivo, nella sua interezza.
Nessun problema, inoltre, sembra porsi in merito al momento volitivo del dolo: nella compatrecipazione omissiva (così come in quella a condotta attiva) esso abbraccerà la condotta (ovviamente in questo caso omissiva) e consisterà nella volontà del soggetto di disattendere l’obbligo giuridico di attivarsi.
Il momento intellettivo del dolo, inoltre, anche nel caso della compartecipazione omissiva, si sostanzierà nelle diverse forme della conoscenza, coscienza e previsione.

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23/11/11

"I CRITERI UTILIZZABILI PER LA DETERMINAZIONE DELL'INTENSITA' DEL DOLO" - Riccardo MAZZON

Nel determinare l’intensità del dolo dovranno considerarsi:
a) il grado di coscienza che ha interessato il fatto illecito oggettivo, antigiuridico e offensivo; perciò il dolo dovrà intendersi minimo quando il soggetto abbia una rappresentazione dubbia degli elementi della fattispecie, massimo quando la rappresentazione sia invece certa;
b) il grado di volontà che ha interessato il fatto illecito oggettivo, antigiuridico e offensivo; in questo senso, ad esempio, il dolo diretto (rectius, intenzionale) sarà più grave di quello eventuale (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011), poiché il risultato conseguito è proprio quello preso di mira dall’agente.
Decisiva è sempre stata considerata anche la durata e la complessità del processo di deliberazione: più la valutazione dei motivi, che spingono a compiere l’atto illecito, è lunga e complessa, tanto più ponderata sarà la scelta che porta alla decisione e più viva sarà la conoscenza e volontà del fatto.
Fondamentale, in quest’ottica, la distinzione fra dolo d’impeto e dolo di premeditazione.

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