Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Diritto, procedura, esecuzione penale / reo, vittima

15/05/12

"STILLICIDIO PERSECUTORIO NELLA CONDOTTA DELLO STALKER" - Trib. Reggio Calabria 30/06/2011 - Annalisa GASPARRE

INSISTENTE INTERFERENZA NELLA SFERA PRIVATA ALTRUI: UNO STILLICIDIO PERSECUTORIO.

STATO D'ANSIA E PANICO PER LA VITTIMA DI STALKING

Trib. Reggio Calabria 30 giugno 2011

Persecuzione sessuale per la moglie di un uomo accusato di aver posto in essere nei confronti della stessa il reato di atti persecutori.

L'imputato, che non conviveva più con la vittima, si presentava insistentemente davanti casa, tempestava la propria preda di telefonate, arrivando ad app ...

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10/05/12

" FIGLI NATURALI, OBBLIGO DI MANTENIMENTO" - Cass. 15952/12


Nell’ipotesi del minore, nato in costanza di un matrimonio l'obbligazione in capo al padre ex art.570, comma 2, n.2 c.p. di non far mancare i mezzi di sussistenza al minore sussiste in funzione della presunzione di paternità stabilita dal codice civile e si protrae fino all'esperimento con successo del disconoscimento della paternità, operativo peraltro ex nunc e non ex tunc. Di converso nell' ...

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03/04/12

"DIFFAMAZIONE: IL FATTO NOTORIO NECESSITA DI UN'ANALISI RIGOROSA" -Cass. Civ. 5063/2012- Giulia GAMBULI

La Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con la sentenza numero 5063 depositata il 29 Marzo 2012, ha inteso affrontare l'esame del reato di diffamazione e i suoi profili rispetto al c.d. "fatto notorio".

Il fatto, in breve: l'onorevole ed attore Luca Barbareschi, in una trasmissione televisiva, definì l'ex parlamentare e ministro Cesare Previti come "evasore", con tali precise affermazioni: "l'Italia è un paese dove un ex ministro dichiara di aver frodato 100 miliardi al fisco e non succede niente».

Il Previti, così, chiedeva il risarcimento dei danni in suo favore innanzi al Tribunale di Roma.

Il g ...

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19/03/12

"IMPUGNARE L’ASSOLUZIONE PER LA VITTIMA PARTE CIVILE" - Cass. pen. 7000/2012 - Annalisa GASPARRE

IMPUGNARE L'ASSOLUZIONE PER LA VITTIMA PARTE CIVILE. SI PUO'. SI DEVE.

Cass. III Sez. pen. – sent. n. 7000 del 25/01/2012 dep. 22/02/2012 Pres. S.F. Mannino Est. S. Amoresano

La sentenza che può leggersi in allegato ha fatto scalpore per la scabrosità del tema di merito: un medico fisiatra accusato di aver costretto la paziente a subire atti sessuali contro la sua volontà mascherati da manovre terapeutiche.

Ma c'è almeno un altro profilo interessante della sentenza – seppure non nuovo – , su cui vale la pena soffermarsi, nell'ottica di por ...

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15/03/12

"BREVE RICETTARIO SUL RITO ABBREVIATO" - Annalisa GASPARRE

Prendete un’accusa per un grave reato (ad es. omicidio della moglie), amalgamatela ad indagini sostenute con vigore da mass media incalzanti e da un’opinione pubblica che ha già scritto la sentenza di condanna.

Aggiungete la variabile di prove non completamente formate (la regola è che la prova si formi in dibattimento e non già durante le indagini).

Annaffiate il composto con un goccio di vigorosa integrazione probatoria.

Mescolate il tutto con sapienza giuridica e strategia processua ...

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03/03/12

‘SOVRAFFOLLAMENTO CARCERI: ECCO GLI ULTIMI NUMERI DELLO SCANDALO’ - Gino M.D. ARNONE – Ermanno ZANCLA

Riceviamo  e pubblichiamo la nota d’aggiornamento trasmessaci da Gino M.D. Arnone ed Ermanno Zancla, promotori (assieme ad altri preziosi colleghi) del progetto Libro Bianco Carceri. Si tratta di un’iniziativa diretta a  promuovere la prima azione collettiva contro lo Stato per ottenere l’equo risarcimento in favore di quanti sono costretti a vivere la disumana condizione del sovraffollamento carcerario. Il gruppo di studio sta ricevendo numerose (e allucinanti) segnalazioni pervenute dai detenuti stessi sulla loro difficile condizione, sugli spazi che occupano, sulle difficoltà che incontran ...

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28/02/12

"STALKER INCONTENIBILE: 10 MILA EURO DI RISARCIMENTO ALL'EX FIDANZATA" - Francesca Maria ZANASI

Tribunale di Milano, sez. IV penale, sentenza 9 luglio 2010, n. 8186 (Giudice Dott.ssa Monica Maria Amicone).

Un uomo è imputato di atti persecutori a danno della ex fidanzata per averla abitualmente molestata “con condotte reiterate nel tempo, consistite in continue telefonate a qualsiasi ora del giorno, anche sul luogo di lavoro, in pedinamenti, appostamenti sotto l’abitazione della persona offesa a cadenza quotidiana, invio di molteplici missive anche presso il domicilio della madre, in tal modo costringendo la persona offesa a cambiare le proprie abitud ...

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28/02/12

"STALKING: LA DEPOSIZIONE DELLA VITTIMA HA PIENO VALORE PROBATORIO" - Francesca Maria ZANASI

Tribunale di Milano, sez. VIII penale, sentenza 14 gennaio 2011, n. 372 (Giudice Dott.ssa Vincenzina Greco).

È il caso di un uomo che è stato imputato per stalking per aver reiteratamente molestato e minacciato una donna, della quale si era invaghito, ingenerandole un fondato timore per la propria incolumità. “In particolare volendo intraprendere con la persona offesa una relazione sentimentale ed avendo la stessa nettamente respinto la proposta, poneva in essere una lunga serie di atti molestatori fatti di pedinamenti, appostamenti sotto casa, insulti, nonché percosse e minacc ...

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18/02/12

‘SPAZI DA TORTURA: CLASS ACTION DEI DETENUTI’

In questi giorni le principali associazioni che tutelano i diritti dei detenuti (Ristretti, Radicali, Il detenuto Ignoto) nonché le principali testate giornalistiche (Repubblica) e radiofoniche (Radio Radicale) hanno dato spazio ad un’innovativa iniziativa nata tra Torino e Palermo ad opera di Gino M.D. Arnone (membro di redazione personaedanno.it) ed Ermanno Zancla (coordinatore dell’Unione Forense per la Tutela dei Diritti Umani – Sezione della Sicilia), rispettivamente civilista a Torino e penalista a Palermo, che assieme ad altri colleghi hanno lanciato la prima azione collettiva per denunc ...

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13/02/12

"CIRCONVENZIONE: L’INCAPACITA’ DELLA VITTIMA DEVE ESSERE CERTA" - App. Trieste 6/10/2011- Annalisa GASPARRE

Corte d’Appello di Trieste, 6/10/2011 – Pres. P. Reinotti – Est. G. Carlesso

Per pervenire ad una dichiarazione di responsabilità per il reato di circonvenzione di persona incapace previsto dall’art. 643 c.p. deve verificarsi “se la manifestazione di volontà della persona offesa sia stata piena e libera, scevra da vizi, costrizioni, persuasioni o condizionamenti, operati su una persona che comunque si trovi in uno stato di infermità o fragilità tali da compromettere la sua capacità di critica e di autodeterminazione”.

Nel caso sottoposto alla Corte d’Appello di Trieste si vedeva l’imput ...

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03/02/12

Cass. Pen. 4377/2012 - "STUPRO DI GRUPPO: SI A MISURE CAUTELARI ALTERNATIVE PER IL MINORE"- Giulia GAMBULI

Si prende in esame una sentenza della Sezione III Penale della Corte di Cassazione, la numero 4377 del 01/02/2012.

Il fatto: i ricorrenti impugnavano l’ordinanza con la quale, in data 19 Agosto 2011, il Giudice del riesame di Roma, aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.i.p. del Tribunale di Cassino, per il reato di stupro di gruppo previsto dall’ art. 609-octies c.p. commesso in danno di persona minore di età.

I ricorrenti lamentavano in primo luogo la carenza ed illogicità della motivazione ex art. 606 lett.e)del Giudice, relativamente alla gravità del quadro indiziar ...

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25/01/12

"FAVOREGGIAMENTO O CONCORSO NEL REATO PRESUPPOSTO?" - Riccardo MAZZON

Dal concorso di persone nel reato necessita distinguere il reato di favoreggiamento,

 “in tema di concorso l'elemento psichico proprio del delitto che si commette può identificarsi nell'accordo che realizza una fusione di intenti e di moventi. (Nella specie la Corte ha chiarito che l'esistenza di un accordo rende impossibile la configurabilità del delitto di favoreggiamento, nel quale l'attività del reo è un "posterius" rispetto all'esecuzione del reato)” Cassazione penale, sez. I, 07 novembre 1978 Dalla ...

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16/01/12

Cass., sez.VI pen., 10 gennaio 2012, n.201/12, pres. Agrò rel. Amendola “IO LA DENUNCIO!..NON E' UN REATO” Laura ANDRAO

La Corte di Cassazione VI sezione penale con sentenza n201/2012 dichiara che “ non è condivisibile la decisione del giudice di merito che ha ravvisato gli estremi della minaccia nella condotta del ricorrente, giacché l’espressione proferita non può considerarsi univocamente una prospettazione di un ingiusto male, ma al contrario può essere considerata manifestazione di un disappunto, finalizzata alla tutela dei propri diritti, attinenti alla sfera della libertà personale. L’esercizio di un diritto o la minaccia di una iniziativa legale in tal senso, pur ponendo il soggetto passivo nella condizione di s ...

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20/12/11

"DOLO EVENTUALE E DOLO SPECIFICO NEL CONCORSO" - Riccardo MAZZON

Il problema del dolo specifico sussiste (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011), allorquando la norma, che prevede il reato, esige che il soggetto agisca per un fine particolare (la cui realizzazione non è, peraltro, necessaria per la consumazione dell’illecito medesimo): l’aspetto caratteristico dei reati a dolo specifico è, appunto, che il fatto-base viene, dai concorrenti, realizzato e voluto per il conseguimento di una determinata finalità (ed è quindi teleologicamente legato alla volo ...

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16/12/11

"DOLO E PARTECIPAZIONE OMISSIVA NEL CONCORSO NEL REATO" - Riccardo MAZZON

In applicazione dei principi generali, è stato deciso, premessa la constatazione secondo la quale 

“la riforma della disciplina delle società (d.lg. n. 6 del 2003) ha alleggerito gli oneri degli amministratori privi di deleghe e comportato una obbiettiva restrizione della loro responsabilità”,  Cassazione penale, sez. V, 04 maggio 2007, n. 23838 A. Cass. pen. 2008, 1 103 nota CENTONZE ...

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13/04/11

"CONCORSO DI PERSONE NEL REATO: PUO' ESSERE ANCHE MERAMENTE MORALE" - Riccardo MAZZON

E', ormai, principio pacifico ed incontrastato quello secondo il quale, perché sia possibile affermare la penale responsabilità di un soggetto a titolo di concorso in un reato, non è necessario che questi vi abbia materialmente preso parte, ma è sufficiente la sola partecipazione morale del medesimo.
Il concorso morale (o partecipazione psichica) può manifestarsi attraverso la determinazione o il rafforzamento dell'altrui proposito delittuoso, effetto raggiungibile anche, eventualmente, con la mera presenza sul luogo del delitto e senza che si renda necessario un previo accordo relativo alla commissione del reato de quo.

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31/03/11

Alessio ANCESCHI - "IL MINORE AUTORE E VITTIMA DI REATO" - Giappichelli, 2011

La tutela penale del minore si esplica, sia sotto il profilo attivo che passivo, attraverso una serie di istituti processuali e sostanziali improntati al principio della rieducazione del condannato. Sotto questo profilo, il presente volume, intende fornire all'interprete un'adeguata conoscenza sul diritto penale minorile ed un valido ed efficace strumento di pronta consultazione relativa ad ogni istituto giuridico ad esso ricollegato. L'attenzione di quest'opera viene incentrata sul minore, sia quale autore di condotte illecite che quale soggetto passivo e quindi vittima di reati, analizzando tutti gli istituti del diritto penale sostanziale, del diritto processuale ordinario e minorile, compresi gli illeciti di natura amministrativa, le sanzioni accessorie e gli aspetti di diritto penale internazionale, senza tralasciare la dottrina e la giurisprudenza più recente e le ultime riforme legislative che hanno interessato gli illeciti penali e gli argomenti trattati. (Giappichelli, collana "Diritto e professione", aprile 2011)

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05/03/11

"L'AGGUATO TRA CONCORSO DI PERSONE NEL REATO E INESISTENZA DELL'OGGETTO" - RM

Relativamente, in particolare, al reato impossibile per inesistenza dell'oggetto, la Suprema Corte ha precisato come l'inesistenza dell'oggetto del reato dia luogo a reato impossibile solo dove l'oggetto sia inesistente "in rerum natura" o si tratti di inesistenza originaria ed assoluta, non anche quando l'oggetto sia mancante in via temporanea o per cause accidentali.

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19/11/11

"CONCORSO DI PERSONE E INTENSITA' DEL DOLO" - RM

Oltre che diversità di forme, il dolo può presentare anche diversità nell’intensità.
La dottrina più antica, invero, sosteneva che il dolo non sarebbe suscettibile di gradazione: poiché la volontà di commettere un fatto c’è o non c’è, non sono ammesse vie di mezzo.
Tale posizione è stata aspramente criticata dagli autori più recenti (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011) che l’hanno marchiata di semplicismo, dal momento che urta non solo con il modo comune di pensare, ma anche, in ambito penale (ma con valenza concettuale generale), con il disposto dell’articolo 133 del codice penale che, nel disciplinare l’esercizio del potere discrezionale del giudice, stabilisce come la gravità del reato vada desunta, fra l’altro, dalla intensità del dolo.

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09/11/11

"DOLO INIZIALE, DOLO CONCOMITANTE E DOLO SUCCESSIVO" - RM

In rapporto al momento di manifestazione del dolo si suole distinguere fra dolo iniziale, che si riscontra solo nel momento iniziale della condotta e non anche nel suo successivo sviluppo (si pensi al caso del soggetto che, intenzionato a sparare ad un uomo, desiste dall’intento ma il colpo di pistola parte ugualmente a causa di una sua accidentale caduta), concomitante, che accompagna l’intera condotta e lo svolgimento del processo causale che genera l’evento (figura normale di dolo) e successivo, che si manifesta dopo l’azione od omissione (si pensi al soggetto che sottopone accidentalmente una persona a radiazioni ionizzanti mortali, e in seguito se ne compiace perché scopre in lui l’amante della moglie).
Di fronte alla regola (cfr., amplius, "Il concorso di reati e il concorso di persone nel reato", Cedam 2011) per cui il dolo deve abbracciare la condotta illecita ed il suo manifestarsi, emerge ictu oculi che il dolo successivo non può avere alcuna rilevanza, eccezion fatta per quei casi in cui il processo causale, innestato casualmente, possa ancora essere arrestato.
Da non confondere con il dolo successivo tecnicamente inteso (che non rileva), il fenomeno del dolo sorto successivamente all’inizio di altro reato, ma, di fatto, concomitante (e, dunque, rilevante) col nuovo reato sopravvenuto.
In realtà, nemmeno il dolo iniziale, rappresenta una forma di dolo.

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