27/10/11
In Italia, si sa, particolarmente dopo le “sentenze di Natale” (Cass. Ss. Uu. 30055/08 e 30057/08), l’interesse attorno a ciò che sembra essere un istituto di applicazione, ormai, davvero generale (l’abuso del diritto) è quanto mai vivo. Molti sono infatti i dubbi che ancora, specie nel diritto tributario, attanagliano interpreti ed operatori.
La sentenza che si segnala, nel dare alcune linee guida per il/i giudici nazionali, conferma da un lato la regola di neutralità dell’IVA, e dall’altro la – apparentemente – contraria necessità di contrastare i fenomeni di abuso (e ovviamente di frode).
Di rilievo che i Giudici del Lussemburgo tornino a sottolineare l’elemento soggettivo - quello meramente lucrativo - che, comunque accertato, deve accompagnare le operazioni oggetto di “sanzione”.
(ciò che mi pare significativo per esimere il terzo partecipe del rapporto tributario, che però sia nei fatti ignaro od incolpevole, e soprattutto non profitti della ingiusta locupletazione altrui)
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21/10/08
La Corte costituzionale è intervenuta sul tema della finanza regionale, con particolare riguardo alle disposizioni della Regione Sardegna relative alla c.d. tassa sul lusso.
La Regione autonoma aveva istituito tre nuove imposte nel tentativo di dare forma ad una propria politica di sviluppo territoriale sostenibile, colpendo con l’imposizione fiscale attività sintomatiche dello sfruttamento ambientale connesso al settore turistico. In particolare, la Regione esercitava così la propria autonomia speciale per il tramite di poteri impositivi, istituendo nuovi tributi in assenza di una specifica legge statale in materia.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ricorreva in via principale avverso tali disposizioni, allegando violazioni dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e capacità contributiva, nonché soprattutto questioni inerenti alla violazione della normativa comunitaria e del riparto interno di competenze tra Stato e Regioni. Su tali due ultime questioni la Corte costituzionale ha occasione di affermare principi di massima rilevanza, sollevando per la prima volta una questione pregiudiziale alla CGCE (103/2008) e precisando quali siano i parametri che presiedono al riparto delle competenze legislative tributarie nelle Regioni ordinarie e nella Regione Sardegna.
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24/09/08
La sentenza della Corte di Giustizia interviene sul tema della fiscalità regionale di vantaggio e dei rapporti che essa intrattiene con la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato.
La pronuncia della Corte fa seguito ad un indirizzo giurisprudenziale recente ma già oggetto di importanti arrêts (si veda soprattutto la sentenza del 6 settembre 2006, C-88/03, della Grande Sezione, Portogallo/Commissione) e offre molteplici spunti di interesse, non solo perché chiarisce i presupposti per l’individuazione delle “misure regionali selettive” (soggette alla disciplina degli aiuti di stato), ma anche perché definisce elementi particolarmente utili al legislatore italiano, attualmente impegnato nella presentazione di un'importante legge di riforma sul federalismo fiscale.
Lo scorso 11 settembre 2008, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un disegno di legge delega sul federalismo fiscale che dà attuazione all’art. 119 della Cost. e che sancisce autonomia di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni nel rispetto dei principi di solidarietà e di coesione sociale. Nell’attuale fase de jure condendo l’orientamento dei giudici comunitari riveste un’importanza cruciale, posto che gli spazi d’azione riconosciuti/riconoscibili agli enti regionali nell’ambito del federalismo fiscale non possono prescindere dalla corretta interpretazione delle norme del Trattato e soprattutto di quelle in materia di aiuti di Stato.
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04/02/08
La Cassazione ritorna sul tema delle direttive comunitarie confermando il principio, ormai ben radicato, a mente del quale le direttive non self executing e non recepite nell’ordinamento domestico non possono considerarsi tamquam non esset.
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21/02/07
Contrasta con l’art. 17, n. 7 della VI direttiva CE, il previdente art. 19 bis, 1° co., lett. c) e d) del d.p.r. 26 ottobre 1973, n. 633, laddove prevedeva l’indetraibilità IVA relativa all’acquisto, uso e manutenzione di autoveicoli non formanti oggetto della sua attività propria.
La controversia dalla quale scaturisce la sentenza in rassegna, sortisce da una istanza di rimborso, poi rigettata, che una società di capitali italiana formulava alla Agenzia delle Entrate. La questione era assai semplice: la società riteneva di aver diritto all’indicato rimborso d’imposta poiché veniva postulato che negli anni 2000-2004 aveva indebitamente versato l’IVA relativa all’acquisto e alla gestione degli autoveicoli non rientranti nell’oggetto dell’attività di impresa.
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23/01/07
La Corte di Giustizia in tema di contributi è intervenuta più volte al fine di verificarne la rilevanza ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.
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