Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZall
Enciclopedia
18/09/07

Cassa edile

Sommario
1. Cassa Edile: compiti e funzioni - 2. I contributi ed i versamenti - .3. Gli accantonamenti presso la Cassa Edile: natura e legittimazione ad agire - 4. Problemi penali e mancati versamenti: premessa - 4.1. Omessi versamenti ed appropriazione indebita - 4.2. Falso ideologico e dichiarazione mendace sui versamenti.

1. Cassa Edile: compiti e funzioni.

L’origine della Cassa Edile risale al 1919, quando fu stipulato a Milano un accordo tra il Collegio dei capomastri e l’Associazione mutua di miglioramento fra muratori, manovali e garzoni. Compito precipuo dell’istituto milanese era la gestione dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione per gli operai addetti all’industria edilizia. Dopo breve tempo, la Cassa Edile estese la sua attività in tutta la Lombardia e in altre 15 province dell’Italia settentrionale. Soltanto dal 1° gennaio 1960, le Casse Edili vennero istituite in 10 province dell’Italia meridionale. Attualmente, le Casse Edili hanno i seguenti compiti: a) curare l’incasso e la gestione delle percentuali relative alla gratifica natalizia, ferie, festività ed infrasettimanali; b) gestire a favore dei propri iscritti ogni contributo paritetico che le è attribuito, con contratti collettivi delle competenti organizzazioni dei datori di lavoro e dei prestatori d’opera; c) corrispondere, nei limiti della disponibilità del bilancio, prestazioni ai propri iscritti, oltre quelle previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti integrativi provinciali.

In ciascuna circoscrizione territoriale è istituita la Cassa Edile. Essa è lo strumento per l’attuazione dei contratti e accordi collettivi stipulati fra l’Ance e la Fe.N.E.A.L. – U.I.L. la F.I.L.C.A. – C.I.S.L. e la F.I.L.L.E.A. – C.G.I.L., nonché fra le Organizzazioni territoriali ad esse rispettivamente aderenti.

L’organizzazione, le funzioni, le contribuzioni e i versamenti alle Casse Edili sono definiti dai contratti e dagli accordi nazionali stipulati dalle Associazioni succitate e, nell’ambito di questi, dagli accordi stipulati tra le Organizzazioni territoriali aderenti a quelle nazionali di cui sopra.

La Cassa Edile è amministrata da un Comitato di Gestione nominato in misura paritetica dall’Organizzazione territoriale dei datori di lavoro, da un lato, e dalle Organizzazioni territoriali dei lavoratori, dall’altro, aderenti alle Associazioni nazionali contraenti.
Qualsiasi atto concernente il prelievo, l’erogazione ed il movimento dei fondi della Cassa Edile deve essere effettuato con firma abbinata nel rispetto della pariteticità della rappresentanza sindacale.

Il Presidente del Collegio sindacale deve essere iscritto nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti.
Le prestazioni della Cassa Edile sono stabilite dagli accordi nazionali stipulati dalle Associazioni nazionali contraenti e dagli accordi locali stipulati, per le materie non disciplinate dagli accordi nazionali suddetti, dalle Organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori delle predette Associazioni nazionali.

Le prestazioni demandate agli accordi locali sono concordate dalle Organizzazioni territoriali di cui al comma precedente nei limiti delle disponibilità dell’esercizio accertate dal Comitato di Gestione.
Le regolamentazioni per le prestazioni, nazionali e territoriali, sono portate a conoscenza delle Casse Edili per l’automatica ed integrale applicazione.
Gli organi delle Casse Edili sono vincolati a non assumere decisioni in contrasto con gli accordi nazionali e a non dare esecuzione ad eventuali pattuizioni territoriali derogatorie degli accordi nazionali medesimi.

La Cassa ha i seguenti compiti:
- curare l’incasso e la gestione delle percentuali relative alla gratifica natalizia, ferie, festività ed infrasettimanale;
- gestire a favore dei propri iscritti ogni contributo paritetico che le è attribuito;
- emettere la certificazione di regolarità contributiva (Durc);
- corrispondere, nei limiti della disponibilità del bilancio, prestazioni ai propri iscritti, oltre a quelle previste dai CCNL e dai Contratti Integrativi Provinciali.


2. I contributi ed i versamenti.

Gli obblighi di contribuzione e di versamento alle Casse Edili stabiliti per le imprese e per i lavoratori dai contratti e dagli accordi sono correlativi ed inscindibili fra loro e pertanto non ne è ammesso il parziale adempimento, in quanto sono obbligatori.

Le Organizzazioni territoriali predette determinano la misura del contributo entro un massimo del 3%, sugli elementi della retribuzione di cui al punto 3) dell’art. 24.
Il contributo può essere stabilito in misura superiore al 3% nel caso di specifiche esigenze finanziarie di singole Casse Edili accertate dalla Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili (CNCE).

Il contributo complessivo di cui sopra è ripartito per 5/6 a carico dei datori di lavoro e per 1/6 a carico dei lavoratori.

La quota di contribuzione a carico dell’operaio deve essere trattenuta dal datore di lavoro sulla retribuzione di ogni singolo periodo di paga per il successivo versamento alla Cassa Edile.

Con l’iscrizione alla Cassa Edile i datori di lavoro e gli operai sono vincolati al rispetto del presente contratto collettivo nazionale di lavoro, degli accordi locali adottati a norma del contratto medesimo, nonché dello Statuto e del Regolamento della Cassa stessa, con l’impegno di osservare integralmente gli obblighi ed oneri derivanti dai contratti, accordi ed atti normativi medesimi.

Dal 1° ottobre 2000 a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori è posta una quota nazionale di adesione contrattuale in misura pari allo 0,18% degli elementi della retribuzione di cui al punto 3) dell’art. 24, maggiorati del 18,5% e del 4,95%, per i datori di lavoro ed in egual misura a carico degli operai.

L’importo della quota nazionale a carico degli operai è trattenuto dal datore di lavoro sulla retribuzione di ogni singolo periodo di paga ed è versato – unitamente all’importo a proprio carico – alla Cassa Edile con la periodicità e le altre modalità previste per il versamento del contributo di cui al sesto comma della lettera a) del presente articolo.

Il gettito della quota nazionale di adesione contrattuale riscosso a carico dei datori di lavoro sarà attribuito all’ANCE; il gettito della quota nazionale di adesione contrattuale riscosso a carico dei lavoratori sarà attribuito alle Federazioni nazionali dei lavoratori.

La Cassa Edile provvederà a rimettere direttamente alle Associazioni nazionali predette gli importi di rispettiva competenza.


3. Gli accantonamenti presso la Cassa Edile.

Il trattamento economico spettante agli operai per le ferie e per la gratifica natalizia è assolto dall’impresa con la corresponsione di una percentuale complessiva del 18,5% calcolata sugli elementi della retribuzione, per tutte le ore di lavoro normale contrattuale effettivamente prestate e sul trattamento economico per le festività.

Tali importi vanno accantonati da parte delle imprese presso la Cassa Edile secondo quanto stabilito localmente dalle Organizzazioni territoriali aderenti alle Associazioni nazionali contraenti e vanno accantonati al netto delle ritenute di legge. Detta percentuale, inoltre, va computata anche sull’utile effettivo di cottimo e sui premi di produzione o cottimi impropri; mentre, non va computata sull’eventuale indennità per apporto di attrezzi di lavoro; sulle quote supplementari dell’indennità di caropane non conglobate nella paga base (cioè per lavori pesantissimi, per minatori e boscaioli); sulla retribuzione e la relativa maggiorazione per lavoro straordinario, sia esso diurno, notturno o festivo; sulla retribuzione e la maggiorazione per lavoro normale festivo; sulle maggiorazioni sulla retribuzione per lavoro normale o notturno; sulla diaria e le indennità previste dall’art. 21 CCNL Edilizia Industria; sui premi ed emolumenti similari e sulle indennità per lavori speciali disagiati, per lavori in alta montagna e in zona malarica.

La percentuale complessiva va imputata per l’8,50% al trattamento economico per ferie e per il 10% alla gratifica natalizia.

La percentuale spetta all’operaio anche durante l’assenza dal lavoro per malattia anche professionale o per infortunio sul lavoro e per congedo di maternità nei limiti della conservazione del posto con decorrenza dell’anzianità. Durante l’assenza dal lavoro per malattia l’impresa è tenuta ad accantonare presso la Cassa Edile la percentuale nella misura del 18,5% lordo.

Durante l’assenza dal lavoro per malattia professionale o infortunio sul lavoro l’impresa è tenuta ad accantonare presso la Cassa Edile la differenza fra l’importo della percentuale e il trattamento economico corrisposto per lo stesso titolo dall’Istituto assicuratore.

Gli accordi integrativi locali potranno stabilire che tale obbligo sia assolto dalle imprese in forma mutualistica e con effetto liberatorio mediante il versamento alla Cassa Edile di un apposito contributo stabilito dagli accordi stessi e che potrà essere variato annualmente sulla base delle risultanze della relativa gestione. Gli accordi locali stabiliranno altresì le modalità di versamento del contributo e di corresponsione agli operai aventi diritto degli importi suddetti.

Nei casi di assenza dal lavoro per malattia o infortunio la percentuale va computata sulla base dell’orario normale di lavoro effettuato dal cantiere durante l’assenza dell’operaio ovvero sulla base dell’orario normale di lavoro localmente in vigore qualora i lavori del cantiere siano totalmente sospesi. Gli importi come sopra accantonati saranno corrisposti dalla Cassa Edile agli aventi diritto alle scadenze e secondo le modalità parimenti stabilite dagli accordi locali stipulati dalle Organizzazioni di cui sopra.

All’atto della cessazione del rapporto di lavoro all’operaio che ne faccia richiesta l’impresa è tenuta a comunicare per iscritto gli importi accantonati presso la Cassa Edile e dalla stessa non ancora liquidati all’operaio.

Sui crediti per accantonamento e contributi dovuti dagli imprenditori edili alla cassa edile di mutualità ed assistenza maturano gli interessi legali senza la necessità di costituzione in mora sia perché tali crediti, previsti dalla contrattazione collettiva, avendo ad oggetto una prestazione da eseguirsi presso un terzo (la cassa) sono equiparabili all'ipotesi della prestazione da eseguirsi al domicilio del creditore, ipotesi per la quale l'art. 1219, 2° comma, n. 3 c. c. esclude la necessità della costituzione in mora, sia perché gli stessi, essendo liquidi ed esigibili, producono interessi di pieno diritto ex art. 1282 c.c. Sono dovuti, oltre agli interessi legali, gli interessi moratori nella misura stabilità dalle disposizioni emanate dalla cassa edile provinciale nel caso di omesso o ritardato versamento ad essa dei contributi da parte dell’imprenditore edile (Pret. Padova 27 febbraio 1980, FI, 1980, I, 2935).

La legittimazione passiva, con riguardo ad azione revocatoria dei pagamenti di contributi effettuati da un imprenditore edile a una cassa edile di mutualità ed assistenza, va riconosciuta nei confronti della cassa medesima, non dei lavoratori beneficiari di tali contributi, qualora essa, alla stregua del suo ordinamento come fissato dagli accordi fra gli associati, non si ponga nella mera veste di mandataria del datore di lavoro e dei lavoratori, nella attività di riscossione e versamento dei contributi stessi, ma assuma in proprio la qualità di creditrice, acquisendo le relative somme nel suo patrimonio, con piena disponibilità per il perseguimento delle finalità affidatele (Cass. civ., 28 aprile 1981, n. 2559, MGI, 1981; Trib. Latina 11 giugno 2001, GM, 2002, 14).


4. Problemi penali e mancati versamenti: premessa.

Riguardo ai pagamenti contributivi verso la Cassa Edile, nel corso degli anni, hanno dato vita a due problematiche, che hanno trovato la soluzione con il diritto penale.
La prima concerne l’appropriazione indebita in caso di omissione e la seconda il reato di falso ideologico commesso dal privato in caso di dichiarazione mendace i essere in regola con il pagamento dei contributi verso la Cassa Edile.
Prendiamo in considerazione le singole fattispecie nei paragrafi seguenti.


4.1. Omessi versamenti ed appropriazione indebita.

Il datore di lavoro commette il reato di appropriazione indebita, quando lascia trascorrere il termine per il versamento, manifestando così la volontà di appropriarsi di una somma non sua e di cui solo provvisoriamente dispone, vale a dire quando omesso versamento di contributi in favore della Cassa Edile (Cass. pen., sez. II, 11 febbraio 1999, n. 5785, Visentin, Studium juris, 1999, 1144; Cass. pen., sez. II, 3 novembre 1999, n. 13788, D’Angelo, DPL, 2000, 424).

Questa impostazione trova la sua fonte nel fatto che le somme “trattenute” dal datore di lavoro della busta paga e destinate a terzi a vario titolo (per legge, per contratto collettivo, o per ogni altro atto o fatto idoneo a far sorgere, nello stesso datore un obbligo giuridico a versare per conto del lavoratore) fanno parte integrante della retribuzione, appartenente al lavoratore corrispettivo per la prestazione già resa. Tali somme non appartengono più al datore di lavoro, che ne ha solo una disponibilità precaria, posto che esse hanno una destinazione ben precisa, di sicuro non modificabile unilateralmente maniera lecita ma vincolata ad un versamento da effettuare entro un termine previsto a garanzia del terzo e del lavoratore. Gli obblighi di versamento gravanti sul datore negli ultimi anni sono aumentati e sono stati rafforzati anche con la sanzione penale proprio perché si è posta la necessità che per alcuni rapporti obbligatori si tenda ad una attuazione più puntuale, più semplice, più tempestiva e anche più sicura. Basti pensare alla ipotesi di reato prevista e punita, dall’art. 2 della l. 7.8.1982, n. 516 in tema di omesso versamento delle ritenute operate dal sostituto d'imposta (tale norma punisce, sia pure a titolo di reato contravvenzionale, addirittura l'omesso versamento di ritenute che il sostituto avrebbe dovuto operare obbligatoriamente); alla ipotesi, prevista in tema di omesso versamento di ritenute, previdenziali dall'art. 2 del d.l. 12.9.1983, n. 463 (convertito, con modificazioni, in l. 11.11.1983, n. 638, con articolo unico)

Nella specie, l'obbligo di versamento discende dalla contrattazione collettiva; quindi ha natura privatistica e sorge nel momento in cui la retribuzione viene corrisposta al lavoratore, e non è modificabile unilateralmente in maniera lecita, sicché commette appropriazione indebita il datore che scientemente lascia trascorrere il termine per il versamento, manifestando così la volontà di appropriarsi di una somma non sua, di cui ha una disponibilità precaria. Il datore di lavoro è un mandatario per contratto collettivo ed in tale qualità commette il reato che trattasi.


4.2. Falso ideologico e dichiarazione mendace sui versamenti.

La giurisprudenza di legittimità (Cass. pen., sez. V, 15 aprile 2003, n. 22880, Capone, RP, 2004, 250) ha affermato che sussiste il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico soltanto quando l’impresa, in persona dell’amministratore, abbia dichiarato di aver pagato i contributi alla Cassa Edile.

Il delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico sussiste solo quando l'atto pubblico, nel quale la dichiarazione del privato è stata trasfusa, sia destinato a provare la verità dei fatti attestati, e cioè quando una norma giuridica obblighi il privato a dichiarare il vero, ricollegando specifici effetti all'atto documento nel quale la sua dichiarazione è stata inserita dal pubblico ufficiale ricevente.

Nell’ipotesi in oggetto, il d.l. 30.7.1994, n. 478, art. 5, 3° co., stabiliva che "sono cause di esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento di lavori pubblici i casi contemplati dall'art. 24, 1° co., della Direttiva 93/37/CEE del Consiglio del 14 giugno 1993. Resta fermo quanto previsto dalla vigente disciplina antimafia ed in materia di misure di prevenzione".

La norma non è stata convertita in legge, ma la l. 29.3.1995, n. 95 ha fatto salvi gli atti ed i provvedimenti adottati nonché gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti in virtù del decreto legge non convertito. A sua volta l'art. 24, 1° co., lett. e), della direttiva 93/37/CEE prevede l'esclusione dagli appalti pubblici di chi "non sia in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi di sicurezza sociale secondo le disposizioni legali del Paese dove egli è stabilito o del Paese dell'amministrazione aggiudicatrice".

Il secondo comma della norma stabilisce che quando l'amministrazione aggiudicatrice chiede all'imprenditore la prova che egli non si trova nei casi in cui è prevista l'esclusione dall'appalto, accetta come prova sufficiente nell'ipotesi di cui alla lettera e) un certificato rilasciato dall'autorità competente dello Stato membro interessato. Se nessun documento o certificato del genere è rilasciato dal Paese interessato, esso può essere sostituito da una dichiarazione giurata o, negli Stati membri in cui non esiste un tale giuramento, mediante una dichiarazione solenne fatta dall'interessato davanti ad un'autorità giudiziaria o amministrativa, un notaio o un organismo professionale qualificato del Paese d'origine di provenienza.

E’ dunque evidente che l'art. 24, 2° co., della direttiva fonda l'obbligo del privato di dichiarare il vero, sì che non può negarsi la punibilità del falso ideologico commesso dal privato. La circostanza non esclude infatti la responsabilità del privato in ragione della sussistenza di un obbligo giuridico su di lui gravante, in forza della richiamata Direttiva, di rendere dichiarazione conforme a verità.

Enti bilaterali

Stampa
 
Joomla SEO powered by JoomSEF

Associazione Persona e Danno C.F. 90107070329 | Tutti i diritti riservati © 2013-2014 - Realizzazioni Web Altavista - Web Agency | admin

CSS Validity XHTML Validity