15/05/12
Il Tribunale pronunciava la separazione dei coniugi, disponeva l’affidamento condiviso della figlia minore e individuava la madre quale genitore collocatario. Altri provvedimenti “educativi” erano stati assunti dal Tribunale: obbligo di intraprendere un percorso di mediazione familiare per i genitori, miglioramento dei rapporti genitori – figlia e la sospensione del diritto di visita per il padre, dato il rifiuto opposto dalla figlia.
Ma il Tribunale pronunciava provvedimenti anche di carattere economico: a fianco della quantificazione dell’assegno di mantenimento, condannava, ex art. 709 ter c.p.c., la m ...
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17/04/12
Il Tribunale dei Minori prima, l’Appello poi, pronunciavano decisione favorevole in merito al riconoscimento del minore infrasedicenne a favore del padre naturale nonostante la madre, che per prima lo aveva riconosciuto, si fosse opposta.
Le pronunce avevano escluso che le condotte maltrattanti, caratterizzanti il rapporto tra i genitori del minore, costituissero motivo ostativo al suo riconoscimento. La situazione violenta, come accertato dalla Corte, riguardava unicamente il rapporto di coppia, mentre il minore era soltanto uno spettatore. Tali elementi avevano condotto i giudici a stabilire che tali atteggiamenti vio ...
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06/04/12
Nel caso di conflitto di interessi tra i genitori e la figlia minore, in quanto l’audizione della minore è un suo preciso diritto garantito da norme nazionali e sovranazionali, i genitori non possono disporne, trattandosi di un diritto del terzo; alla eventuale rinuncia al diritto della minore di essere ascoltata dal giudice che deve prendere decisioni che la riguardano, può, eventualmente, provvedere soltanto la minore stessa, adeguatamente supportata da un curatore speciale.
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05/04/12
I ripetuti ritardi agli incontri con il figlio fissati dal giudice possono compromettere la possibilità della continuazione di tali visite, e ciò in considerazione del "principio di diritto secondo cui è onere del genitore non affidatario di farsi carico di rispettare giorni e orari fissati nel provvedimento del giudice, posto che detto provvedimento che stabilisce che il coniuge non affidatario ha diritto di vedere e tenere con sé i figli a partire da una certa ora di certi giorni fino ad una determinata scadenza temporale, non autorizza il medesimo a scegliere "ad libitum" in quale ora presentarsi, essendo egli - invece ...
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14/03/12
Allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento. Le misure cautelari penali. A margine della sentenza Cass. pen. n. 5649/2012 – Pres. Mannino Est. Gazzara
Se ne parla ancora troppo poco, anche se hanno più di un decennio di vita. D’altra parte, dopo i giubili – a volte eclatanti – per le nuove leggi, si rimane, nella prassi, sempre un po’ conservatori nell’utilizzo degli strumenti legislativi. A volte la ragione è che calpestare un terreno vergine intimorisce, altre volte perché non si sa bene se tutti gli interlocutori del sistema giustizia saranno pronti a recepirle o meno.
Oggi van ...
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08/03/12
Trib. Varese, Ufficio Vol. Giur., decreto 17 febbraio 2012 (G.T. G. Buffone)
Genitori non uniti da matrimonio – Litigio in ordine alle modalità di visita del bambino – Rischio di pregiudizio – Processo pendente dinanzi al Tribunale per i Minorenni – Competenza del Giudice tutelare, in sede di vigilanza ex art. 337 c.c., in attesa dell’udienza fissata dal giudice dei minori – Sussiste – Poteri - Limiti
La pendenza del procedimento minorile giustifica l’inammissibilità del ricorso ex art. 337 c.c., solo in caso di già esistenti condizioni che regolino, trai ...
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05/03/12
IL GIUDIZIO
Il Tribunale di Milano ha sollevato, in riferimento agli articoli 2, 3, 27, terzo comma, 30 e 31 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’articolo 569 del codice penale, nella parte in cui prevede «l’applicazione automatica della pena accessoria della perdita della potestà genitoriale a seguito della commissione del reato di cui all’art. 567 c.p.».
Il rimettente premette di essere chiamato a giudicare una donna imputata del reato di cui dall’art. 567, secondo comma, c. p., per avere alterato lo stato civile della figlia neonata, nella formazione dell’atto di nascit ...
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19/02/12
Verso gli inizi/metà degli anni ’90, a Roma, un calciatore di buon livello intreccia una love story con una modella; “ e dopo nove mesi è nato un bel bambino”, come dice la famosa canzone di montagna (che prosegue, ma non è il nostro caso: “invece di latte beveva vino ed era figlio del vecchio alpin”).
La storia d’amore finirà presto, l’uomo va poi a vivere a Milano, continua a giocare in un club illustre, più tardi inizierà a fare l’allenatore, guadagnerà un sacco di soldi: si rifà una famiglia, legittima, ha altri cinque figli. In tutto questo tempo non si occupa praticam ...
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16/02/12
Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo il contributo dell'Autore su una significativa pronuncia del Tribunale di Roma, depositata in data 13 settembre 2011; Estensore del provvedimento è la Dott.ssa Anna MAURO della Prima Sezione Civile, che ha liquidato un danno non patrimoniale "da intendersi nella sua accezione più ampia di danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica"; nel ringraziare per l'invio, invitiamo tutti i visitatori del Portale a fornirci materiale, anche ...a grezzo! (Paolo M. STORANI)
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11/02/12
Il tribunale con la sentenza di separazione dei coniugi, affida al padre il figlio minore.
La Corte di Appello di Catania accoglie parzialmente l’appello, e affida il figlio al Comune.
Adesso è il padre a promuovere ricorso per Cassazione. che fa proprie le risultanze di una consulenza tecnica, e ordina l’allontanamento del minore stesso per inidoneità di entrambi i genitori e il suo inserimento temporaneo in idonea struttura.
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01/02/12
Sto leggendo un libro, solo per dare una ragione all'impossibile affermazione che il meno è meglio del più. Per un operatore del diritto, questo pensiero e la sua applicazione appaiono una stravaganza. Ed anche un'incomprensibile perdita di tempo. Invece non è così. C'è un senso in ogni cosa che cerca una risposta . Ci sono delle sensazioni, anche nelle carte dei processi, tanto nette da essere più dello scritto. Non puoi con queste argomentare una difesa, né ritenere che possano esaurire il tuo lavoro, però ne sono la gran parte. Fin dall'inizio, questa scelta mi si è riassunta nella difficoltà di ...
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22/01/12
1. Ho riflettuto molto sul titolo del mio scritto. Ero alla ricerca di qualcosa che comunicasse il mio affanno, ma anche l'indecenza. Quando sei entrata nel mio studio pensavo non avessi neanche diciotto anni. Eri esile, piccola, con un viso grazioso ed infantile, gli occhi scuri nei quali trattenevi le lacrime fino ad allora versate. Ed esprimevi rabbia, ogni gesto del tuo corpo - scosso dallo sforzo di non mostrare quello che si agitava dentro - mi comunicava il tuo rancore per la vita.
2. Avevi messo al mondo da sola un figlio, scoprivo che avevi più di ventici ...
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22/01/12
Lettera al governo tecnico: La famiglia avrà un domani, se oggi le verrà data l'opportunità di crescere in consapevolezza.
Separarsi oggi rappresenta un evento con risvolti troppo spesso inaspettati, manca una cultura separativa pur nonostante le separazioni raggiungano numeri “grandi”. Manca una cultura introiettata del dovere e del diritto separativo, soprattutto in presenza di figli, ancora molti confondono coniugalità e genitorialità, ed impropriamente nella visione della maggior parte delle persone che trattano le separazioni nel nostro paese, i due ruoli hanno un solo abito, ma non è affatt ...
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02/01/12
In ragione di un atteggiamento di forte chiusura circa l’ammissibilità della tutela risarcitoria per gli illeciti cagionati da un componente della famiglia, è parso ardito, in passato, l’accostamento dei termini “famiglia” e “responsabilità civile”. Il costume sociale portava a ritenere sussistente, in questo luogo privilegiato degli affetti, una sorta di immunità rispetto agli strumenti propri della responsabilità civile, finalizzata ad evitare le tensioni che si sarebbero potute verificare consentendo l’ingresso ad uno strumento conflittuale, potenziale moltiplicatore dei dissidi ...
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15/12/11
Cass., sez. I civ., 13 dicembre 2011, n.26772 “ I DOVERI DEI GENITORI INIZIANO CON LA NASCITA”
La Cassazione riafferma l’orientamento oramai consolidato, secondo il quale l’obbligo genitoriale sorge dal momento della nascita e non dal riconoscimento del figlio naturale. È ancora tuttavia presente una confusione, che rispecchia quella del legislatore, tra nascita e procreazione.
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27/11/11
La corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 245 del codice civile, nella parte in cui non prevede che la decorrenza del termine indicato nell’art. 244 cod. civ. è sospesa anche nei confronti del soggetto che, sebbene non interdetto, versi in condizione di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, sino a che duri tale stato di incapacità naturale.
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16/11/11
La questione di legittimità costituzionale, sollevata dalla Corte di appello di Brescia, si riferisce all’art. 250 cod. civ., in tema di riconoscimento del figlio naturale.
Nei fatti, il tribunale per i minorenni, aveva accolto la richiesta di riconoscimento, promossa dal padre naturale del figlio minore infrasedicenne, nonostante il dissenso della madre. Il “divenuto padre”, infatti, risultava incensurato con il riscontro, tuttavia, di propositi autolesivi derivanti da ansia ed instabilità emotiva.
La madre, pertanto, impugnava la sentenza chiedendone la riforma, poiché il minore considerava “vero” padre l’ormai marito di lei.
La questione che rileva si riferisce all’istituto giuridico dell’ascolto del minore, previsto e garantito sia da norme internazionali sia, per la procedura di adeguamento, da norme nazionali.
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23/09/11
L’eccesso di protezione che ha come conseguenza l’isolamento del bambino dal contesto sociale fa scattare il reato di maltrattamenti in famiglia. La Suprema Corte, infatti, con la sentenza che si qui si annota brevemente, ha confermato la condanna a carico di un nonno e di una madre che, iperprotettivi verso il minore medesimo, gli avevano impedito di frequentare tanto i coetanei quanto (seppure saltuariamente) la scuola, addirittura cancellando la figura paterna.
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23/10/11
Uno degli argomenti di diritto oggi maggiormente all'attenzione degli addetti ai lavori è certamente l'applicazione della legge 54 del 2006 sull'affidamento condiviso. Secondo alcuni si tratta di una normativa le cui disposizioni sono largamente ignorate sul piano sostanziale e che incontrano dei limiti perfino su quello puramente nominalistico (nelle separazioni giudiziali i dati Istat disponibili segnalano ancora il 50% circa di affidamenti esclusivi).
È indubbio che i rilievi dei sostenitori di questa tesi siano stati ritenuti fondati, atteso che sono state accolti nei disegni di legge 957, 2454 e 2800, attualmente in discussione presso la commissione giustizia del Senato. Ciò non toglie che un'altra corrente di pensiero, che vanta l'adesione di prestigiosi esponenti del diritto di famiglia e che trova consenso amplissimo tra le fila dell'avvocatura e della magistratura, sostenga la tesi contraria, ovvero che il modello bigenitoriale, introdotto nel 2006 come prioritario dalla legge 54, trova rigorosa applicazione e sostegno da parte della giurisprudenza sia di merito che di legittimità. A ciò segue che questo secondo gruppo di opinione richieda con grande enfasi che non sia toccata la legge attuale. A proposito di ciò vale la pena di osservare immediatamente quanto sia apparentemente bizzarro lo scambio di posizioni tra conservatori e innovatori, atteso che difendono la legge 54 nella sua attuale formulazione esattamente quei soggetti che non volevano che fosse introdotta, mentre ne vuole la revisione il movimento di opinione che promosse la riforma del 2006. Occorrerà, quindi, cercare anche di questo una possibile spiegazione.
Rammentato che il dibattito tra queste due posizioni ha già colto l'attenzione del CSM (Fiorella Buttiglione, all’interno di un evento formativo del CSM, ha sollecitato alcuni mesi fa un'apposita indagine nei tribunali italiani per verificare quale tesi sia corretta), può fornire, intanto, preziose indicazioni sul reale stato dei fatti prendere in considerazione alcune recenti pronunce della giurisprudenza di legittimità.
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20/10/11
Pubblichiamo estratto dalla audizione resa dall’associazione Crescere Insieme presso la Commissione Giustizia del Senato nell'ambito dell’ Indagine conoscitiva sull'applicazione concreta della legge n. 54 del 2006 in materia di affido condiviso.
Nell’estratto vengono ripercorse e contrastate, con dovizia di argomentazioni, le molteplici voci che da più parti continuano a difendere strenuamente visioni monoparentali della genitorialità, in un’ottica anacronistica, che resiste orami soltanto nel nostro ordinamento e – forse – in paesi in via di sviluppo. (r.r.)
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