17/04/12
Una sentenza che presenta luci e qualche ombra. Le luci riguardano lo sforzo creativo compiuto per eliminare talune residue disparità di trattamento tra figli legittimi e figli naturali; la maggior parte della motivazione è dedicata a questo e per questo francamente ammirevole. Le ombre riguardano la deviazione operata dal giudicante rispetto a principi univocamente affermati dalla giurisprudenza (di legittimità e di merito) in materia di obbligo alimentare e di mantenimento a carico degli ascendenti.
Ma, procediamo dalla vicenda. La madre di un minore conveniva in giud ...
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14/04/12
La Cassazione, confermando la pronuncia dell’appello, ritiene causa di azzeramento dell’assegno di mantenimento la ripetuta effettuazione della moglie di viaggi e soggiorni all’estero dipesi dalla nuova relazione sentimentale intrapresa dalla moglie. Questo elemento sarebbe sufficiente ad escludere il presupposto della indisponibilità di mezzi economici adeguati.
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23/03/12
Sebbene l’ex moglie risultava priva di mezzi economici, non è plausibilmente ritenuta pure priva, per ragioni oggettive, di qualsiasi residua capacità lavorativa lucrativa, essendo oltretutto dotata di specifica qualifica professionale. Dunque, l’assegno di mantenimento a carico del marito deve essere ridotto.
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23/03/12
La Corte ha stabilito che il decreto di chiusura del procedimento di modifica delle condizioni di separazione (consensuale e giudiziale) è immediatamente ed automaticamente esecutivo per quanto si desume all’interno dello stesso art. 710 c.p.c., restando esclusa la sua soggezione alla disciplina della norma generale del procedimento camerale di cui all’art. 741 c.p.c..
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16/03/12
Decisioni come queste lasciano perplessi e sollevano un interrogativo: se i giudici siano chiamati a decidere disinteressandosi totalmente delle sorti delle persone o se sia questa l'epoca in cui, finalmente, il diritto si costruisce dal basso.
Un padre che afferma e prova di avere perduto il lavoro, come fa – domanda quasi retorica – a mantenere il figlio? Il diritto al mantenimento del figlio è sacrosanto: vero! Ma rimane da rispondere all'interrogativo: come fa quel padre, privo di reddito, a provvedere? Il nostro ordinamento prevede che le regole della separazione – comprese dunque quelle sul mantenim ...
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14/03/12
Il miglioramento delle condizioni economiche del coniuge obbligato, derivante da un evento imprevisto, come nel caso di specie la vincita al Superenalotto, è preso in considerazione, al fine di valutare se le condizioni patrimoniali dell’obbligato consentano di corrispondere l’assegno divorzile che sia stato determinato in relazione al tenore di vita goduto durante il matrimonio.
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09/03/12
Il Tribunale per i Minorenni di Trieste con il decreto sotto riportato riprende un principio consolidatom in giurisprudienza: il mantenimento di un figlio non dipende solo dalle contingenze economiche del momento ma , in generale dalla capacità di lavoro professionale o casalingo di ciascun genitore. Non è possibile quindi richiedere continue modifiche alla quantificazione dell'assegno esclusivamente in relazione alle diverse vicende lavorative dell'obbligato, in specie se questi sia persona ancora giovane e se l'assegno è già stato quantificato in termini minimali.
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24/02/12
Quale rilevanza assume la nuova convivenza del coniuge separato o divorziato in relazione alla misura dell'assegno di mantenimento del quale gode?
La giurisprudenza sul punto si è assestata assumendo una "rilevanza condizionata". Infatti, la convivenza è vista ancora anche sotto il suo aspeto di precarietà, dato il recesso ad nutum azionabile da ambedue i conviventi. Si cerca, quindi, nella fattispecie concreta, l'elemento cardine della (tendenziale) stabilità: solo esso è in grado di rassicurare sul miglioramento delle condizioni economiche del coniuge beneficiario dell'assegno di mantenimento, così da incidere non ...
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17/02/12
Nonostante le plurime pronunce di merito e di Cassazione, la questione relativa alla ripartizione della competenza tra giudice ordinario e giudice minorile circa la debenza e la misura dell’assegno di contributo al mantenimento a favore del figlio naturale, non pare sopita.
Il Tribunale Ordinario di Savona, con la decisione in commento, nega la propria competenza per via di una precedente pronuncia del tribunale per i minorenni in punto. Nel caso di specie veniva richiesta la revoca del contributo al mantenimento a carico del padre già per l’innanzi stabilita dal tribunale per i minorenni, che aveva all’epoca con ...
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14/02/12
L'obbligo del genitore separato di concorrere al mantenimento del figlio non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di quest'ultimo, ma perdura finché il genitore interessato non dia prova che il figlio abbia raggiunto l'indipendenza economica. L'età sola dunque non esclude in modo automatico il diritto al mantenimento.
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13/02/12
La S.C. con sentenza , sez. I Civile, sentenza 28 novembre 2011 – 2 febbraio 2012, n. 1518 si è occupata della qualificazione giuridica del sequestro ex art. 156 c.c. e , di conseguenza, delle impugnazioni contro il provvedimento stesso.
Dispone l'art 146 c.c (Allontanamento dalla residenza familiare).
. Il diritto all'assistenza morale e materiale previsto dall'articolo 143 è sospeso nei confronti del coniuge che, allontanatosi senza giusta causa dalla residenza familiare [144], rifiuta di tornarvi [570 c.p.].
[II]. La proposizion ...
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02/02/12
Trib. Roma 27.10.2011, con la sentenza già pubblicata su questa Rivista, si è occupato di una fattispecie in cui il padre non aveva riconosciuto le figlie e non aveva adempiuto agli obblighi di genitore.
Dopo aver richiamato la sentenza delle Sez. Un. dell’11.11.2008, il Collegio così motiva: ...
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27/01/12
La Corte mantiene inalterato il principio secondo il quale sono considerati invalidi per illiceità della causa gli accordi intercorsi tra i coniugi, con i quali fissano in sede di separazione personale il regime giuridico patrimoniale in vista del divorzio futuro.
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 10 - 25 gennaio 2012, n. 1084
Presidente Luccioli – Relatore Didone
Ritenuto in fatto e in diritto
1.- Con sentenza del 16.1.2003 il Tribunale di Rimini ha dichiarato la cessazione degli effetti civili del matrimonio tra L.L. e M.E. , rimettendo le parti dinanzi al G.I. per la tra ...
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27/01/12
Repetita iuvant.
L'art. 211, della Legge 19 maggio 1975, n. 151, dispone che “il coniuge cui i figli sono affidati ha diritto in ogni caso a percepire gli assegni familiari per i figli, sia che agli stessi abbia diritto per un suo rapporto di lavoro, sia che degli stessi sia titolare l’altro coniuge”. Inoltre, gli assegni familiari non debbono essere conteggiati in sede di liquidazione dell’assegno di mantenimento.
"Ritenuto in fatto
- che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione, in applicazione dell’art. 380-bis cod. proc. civ.: La Corte d’appello di Napoli con decreto eme ...
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25/01/12
All'indomani dell'entrata in vigore della riforma sull'affidamento condiviso sembrava sufficientemente chiaro a tutti che la nuova regola per il mantenimento dei figli fosse quella del cd. "mantenimento diretto", salva la possibilità per il giudice di prevedere un assegno cd. perequativo, in presenza di una sostanziale disparità reddituale tra padre e madre, allo scopo evidente di rispettare la regola di proporzionalità, già presente nel nostro ordinamento (v. art. 148 c.c.). Pareva sufficientemente chiara, del resto, la previsione contenuta nel nuovo art. 155 quarto comma c.c. che evidentemente vale la ...
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23/01/12
La Corte rilancia il principio del potere discrezionale affidato al giudice, in sede di determinazione dell’assegno di mantenimento.
Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 26 settembre 2011 – 20 gennaio 2012, n. 785
Presidente Luccioli – Relatore Dogliotti
Svolgimento del processo
Con ricorso depositato in data 15-4-2008, C.P. chiedeva modificarsi il regime di separazione personale consensuale dal marito D.G.P. , chiedendo un aumento dell'assegno di
mantenimento per sé e per i figli.
Costi ...
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23/01/12
L'assegno di mantenimento va revocato per la figlia che si rifiuta di lavorare con il padre.
Fatto e diritto
Il Collegio, all’esito dell’adunanza in camera di consiglio del 24.11.2011, svoltasi con la presenza del Sost. Proc. Gen. dr F. Sorrentino, osserva e ritiene: - che il relatore designato, nella relazione depositata ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., ha formulato la proposta di definizione che di seguito interamente si trascrive: “Il relatore, cons M.C. Giancola, esaminati gli atti, osserva ...
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06/01/12
La sentenza commentata pone due principi:
1) Le condizioni economiche ed affettive derivanti dalla stabile convivenza , unitamente ai risparmi di spesa per effetto degli oneri economici assunti dal convivente (ad es. per il per il mantenimento dei figli) , possono essere tali da comportare il mancato riconoscimento (o l’annullamento o la riduzione ) dell’assegno di mantenimento
2) La convivenza con altra persona da parte del coniuge separato titolare di un assegno di mantenimento non rientra nel campo delle eccezioni in senso proprio, ma costituisce uno degli argomenti di cui il giudice, sulla base dei dat ...
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28/03/11
La revisione dell’ammontare dell’assegno sul quale ha già statuito ex artt. 155 e 317 bis c.c. il competente giudice minorile non va chiesto al tribunale ordinario ma allo stesso giudice che ha determinato il contributo al mantenimento del figlio naturale, in virtù del principio di concentrazione delle tutele.
Massima e commento già pubblicati in Fam. Pers. Succ., 2011, 3, 235
Sommario:
1. Il problema - 2. Il caso concreto - 3. La decisione - 4. Altri riferimenti – 5. Un caso diverso.
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13/10/11
Una decisione equilibrata e compiutamente motivata.
Una risposta in certo senso originale alla questione che sempre più spesso approda al tavolo del giudice: c’è un’età oltre la quale l’ obbligo di mantenimento del figlio maggiorenne cessa?
Quale può essere la scelta ragionevole allorquando al centro del dibattito sia un figlio che ha già compiuto i trent’anni e che lavora, percependo tuttavia un reddito modesto ?
Quesiti sempre più ricorrenti, in misura proporzionale al prolungarsi dell’età in cui i figli decidono di spiccare il volo e di allontanarsi dal focolare domestico d’origine.
Una laurea in Scienze della Comunicazione e un Master nel 2005; poi, assunzioni come ad-detto ufficio stampa per una società con contratti a tempo determinato; quindi, dopo fasi alterne, un lavoro part-time di tipo impiegatizio con una retribuzione di circa 900,00 euro mensili.
Dalle risultanze dell’istruttoria emergeva questo quadro: la giovane trentenne era stata posta in grado di raggiungere l’indipendenza economica che in effetti aveva raggiunto, ma, per circostanze indipendenti dalla sua volontà, non era pienamente autonoma.
Nel procedimento di divorzio, il padre chiede – con l’opposizione della ex coniuge - la revoca del proprio obbligo di corrispondere alla moglie il mantenimento per la figlia.
La domanda viene accolta riguardo al mantenimento ordinario, fermo restando, però, l’obbligo di entrambi i genitori di concorrere alle spese straordinarie; e ciò in quanto il reddito percepito dalla giovane non potrebbe consentirle di sostenere spese straordinarie, quali spese mediche non coperte dal SSN, o spese per viaggi o per attività sportive.
70% delle spese straordinarie a carico della madre e 30% a carico del padre: questa la misura dell’obbligo di mantenimento residuato in capo ai due genitori, con una differenziazione giustificata e spiegata in ragione della diversa condizione reddituale e patrimoniale degli obbligati.
Una decisione apprezzabile anche perché sorretta da una valutazione della condizione dei due genitori lucida e imparziale, con l’abbandono di preconcetti che vedono nell’appartenenza di genere la condizione di debolezza economica per antonomasia.
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