16/05/12
Il mandato fiduciario ai sensi della Legge 23/11/1939 n. 1966 è “trasparente”, nel senso che la titolarità dei beni fiduciariamente intestati al mandatario appartiene, in realtà, al mandante/fiduciante; conseguentemente, i beni intestati alla società fiduciaria possono essere aggrediti dal creditore del fiduciante, necessariamente attraverso le forme dell’espropriazione presso terzi, poiché il terzo è titolare di una situazione soggettiva idonea a limitare la libera disponibilità dei cespiti da parte del debitore.
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TRIBUNALE DI REGGIO ...
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15/05/12
La difesa del terzo, contro la minacciata attuazione di un provvedimento cautelare, va svolta nell'ambito del processo relativo alla domanda di merito:
“la difesa del terzo contro la minacciata attuazione di un provvedimento cautelare va svolta nell'ambito del processo relativo alla domanda di merito; sicché, nel caso di minacciata attuazione di un'ordinanza di reintegrazione nel possesso, tale difesa non va realizzata mediante un giudizio d'opposizione all'esecuzione, bensì nel procedimento possessorio, per conseguire in questo l'accertamento che la parte ista ...
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03/05/12
Precisato come la tardiva costituzione dell'opponente determini l'improcedibilità dell'opposizione (e legittimi, di conseguenza, la dichiarazione di definitiva esecutività del decreto opposto), v'è da aggiungere che non potendo, in tal caso, il giudizio di opposizione più proseguire, deve escludersi che, verificatasi tale situazione di improcedibilità, possa configurarsi un rapporto di necessaria pregiudizialità, ai sensi dell'art. 295 c.p.c., tra il giudizio di opposizione e la decisione di una diversa causa:
“...poiché nel giudizio di opposizione a decre ...
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06/04/12
Tribunale di Catanzaro, Sez. II - Presidente Filardo - Relatore Scalera
Pubblichiamo in calce il provvedimento collegiale del 6 marzo 2012 riguardante un reclamo ex 624 c.p.c..
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03/04/12
E' necessario, in argomento, precisare che
“...il decreto ingiuntivo non opposto acquista efficacia di cosa giudicata solo in relazione al diritto consacrato e non con riguardo alle domande o ai capi di domanda non accolti (ovvero alle pretese ricollegabili alla domanda monitoria ma non specificamente dedotte), dato che la regola contenuta nell'art. 640, ultimo comma, c.p.c. - secondo la quale il rigetto della domanda di ingiunzione non pregiudica la riproposizione della domanda, anche in sede ordinaria - trova applicazione sia in caso di rigetto totale della do ...
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21/02/12
L'8 settembre scorso, con l'augurio che la data sia scaramanticamente irrilevante, è stata presentata dai deputati CAVALLARO + altri una proposta per l'attribuzione agli avvocati del potere di autenticazione delle scritture private.
Per il futuro scatterebbero imponenti novità anche in tema di titolo esecutivo.
Desideriamo sottoporre all'attenzione dei visitatori della Rivista online tale proposta e daremo conto in futuro anche degli sviluppi parlamentari.
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18/02/12
Il Tribunale di Ravenna, con la decisione in commento, ribadisce i limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioni.
In materia si scontrano due principi: la tutela del credito dall'inadempimento, la tutela della dignità della persona, che deve poter contare su un introito da lavoro o pensione quantificato in un minimo vitale .
Le norme che disciplinano la pignorabilità degli stipendi e pensioni sono state precisate nell ...
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17/02/12
L'attuazione e la regolarità formale della esecuzione del provvedimento possessorio possono essere contestate solo nell'ambito dello stesso giudizio instaurato per l'attuazione del provvedimento medesimo,
“l'esecuzione di un provvedimento possessorio è inseparabile dal procedimento nel quale esso fu pronunciato, e deve, pertanto, svolgersi nell'ambito dello stesso giudizio, senza dar luogo alla serie procedimentale della esecuzione forzata, onde garantire il conseguimento delle finalità che gli sono proprie, in relazione alle esigenze cautelari e conservative ...
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10/02/12
L'esecuzione dei provvedimenti predetti deve avvenire omettendo l'osservanza delle formalità dell'ordinario processo di esecuzione e, quindi, senza preventiva notificazione del precetto, bastando, nei confronti dell'intimato, che il provvedimento sia notificato in forma esecutiva, con la conseguenza che le spese del precetto, ove intimato, non sono ripetibili:
“i provvedimenti interinali di reintegrazione hanno il carattere della esecutività, ma non danno luogo ad esecuzione forzata, atteso che, con essi, non si realizza ad un'alternativa tra adempimento sponta ...
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09/02/12
L’atto di pignoramento sottoscritto dal difensore del creditore che sia munito di procura è legittimo e la sottoscrizione ha validità per tutto il procedimento esecutivo.
Afferma la Cassazione, riportata in allegato, che "In linea di principio e orientamento da ultimo ribadito, quello secondo il quale l’atto di pignoramento a norma del comb. disp. art. 170 disp. att. c.p.c. e 125 c.p.c. deve essere sottoscritto dal creditore pignorante (se sta in giudizio personalmente) o dal suo difensore, munito di procura ...
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03/02/12
L'attuazione del provvedimento emesso a definizione della prima fase del procedimento possessorio, a differenza dell'esecuzione della (eventuale) sentenza che chiuda il c.d. merito possessorio,
“nella disciplina anteriore alla novella del codice di procedura civile del 1990 l'attuazione dei provvedimenti interinali di reintegrazione del possesso è improntata ad una estrema semplicità e speditezza e non è soggetta alle forme del processo di esecuzione, ma questa regola non si applica alla sentenza conclusiva del procedimento possessorio, che deve essere eseguit ...
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27/01/12
Prime ricadute correlate al Decreto del Governo Monti sulle liberalizzazioni.
Il Giudice dell'Esecuzione del Tribunale di Cosenza, sciogliendo una riserva relativa alla conversione di un pignoramento immobiliare, non ha liquidato le spese legali!
In buona sostanza, ha deciso di non decidere, rimanendo in attesa di lumi, vale a dire i parametri contemplati in un decreto del Ministro che prima o poi verranno varati.
Si è al cospetto di una pronuncia che ha dato alla vicenda giudiziale un'applicazione retroattiva, quantunque la procedura risalisse ad epoca remota (anno 2003) ...
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11/01/12
La determinazione dell'area di applicabilità del rimedio di cui all'art. 644 del codice di procedura civile e di quello dell'art. 650 dello stesso codice deve avvenire tenendo conto che quest'ultima norma, là dove prevede che l'ingiunto è legittimato a fare opposizione al decreto ingiuntivo anche dopo scaduto il termine in esso fissato, cioè a proporre l'opposizione tardiva, "se prova di non averne avuto tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione", comprende nell'ipotesi dell'irregolarità della notificazione tutti i vizi che inficiano quest'ultima e, quindi, anc ...
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12/04/11
Allorché il debitore abbia pagato per intero la somma indicata nel decreto ingiuntivo, comprensiva degli interessi e delle spese processuali liquidate nel decreto stesso, il creditore non può, successivamente a tale pagamento, intimare precetto, ponendo a titolo il decreto medesimo, per il pagamento delle spese processuali sostenute dopo l'emissione del decreto e necessarie per la notificazione di questo; per recuperare tali spese, è invece necessario esperire azione cognitoria ordinaria.
Cfr., amplius, "Il procedimento di ingiunzione", Cedam, Padova 2010
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24/11/11
Nel caso in cui la nullità di notifica del decreto ingiuntivo (cfr., amplius, "Il procedimento di ingiunzione", Cedam, Padova 2010) abbia impedito alla parte intimata di avere tempestiva conoscenza del decreto e di proporre opposizione nel termine ordinario, il solo rimedio idoneo a far valere detto vizio e la conseguente inefficacia del decreto, quale titolo per l'esecuzione forzata, è l'opposizione tardiva prevista dall'art. 650 del codice di procedura civile e non quella contemplata dagli artt. 615 e 617 c.p.c..
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21/11/11
Con la sentenza sopra indicata la prima sezione della Corte di giustizia ha esaminato un caso di trasferimento di sede statutaria da parte di una società, in relazione alla disciplina della giurisdizione in materia fallimentare dettata dal regolamento n. 1346/2000 relativo alle procedure di insolvenza.
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14/11/11
La nullità della notificazione del decreto ingiuntivo (cfr., amplius, "Il procedimento di ingiunzione", Cedam, Padova 2010) non solleva l'ingiunto dall'onere di proporre opposizione (eventualmente tardiva) al provvedimento monitorio, non essendogli consentito di far valere il vizio mediante opposizione all'esecuzione od agli atti esecutivi.
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06/11/11
Con la sentenza sopra riportata la Corte Cost. dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 85, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), nella parte in cui prevede che, se il terzo incanto ha esito negativo, l'assegnazione dell'immobile allo Stato ha luogo «per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede», anziché per il prezzo base del terzo incanto.
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17/10/11
La copia del decreto ingiuntivo (cfr., amplius, "Il procedimento di ingiunzione", Cedam, Padova 2010) da notificare deve essere autentica, ove l'elemento essenziale dell'autenticazione è l'attestazione della conformità del documento all'originale.
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30/06/11
In data 2.12.2010 i Fr.lli F. notificavano alla cooperativa S.P. atti di precetto con contestuale lodo arbitrale passato in giudicato e munito di formula esecutiva apposta con decreto presidenziale.
Provvedevano successivamente a pignorare beni di valore cospicuo, in grado di soddisfare il credito.
La controparte, provvedeva a notificare un generico atto di citazione, chiedendo in tale sede: 1) la nullità del precetto, 2) la dichiarazione di inesistenza del credito indicato in precetto, 3) la dichiarazione di estinzione del credito indicato in precetto in virtù di compensazione con un presunto credito risalente al 2004, ovvero ad un periodo precedente al procedimento arbitrale.
In uno stesso atto, la cooperativa S.P. ha perciò formulato azioni riguardanti il merito (il riconoscimento di un proprio credito), di opposizione all'esecuzione od al precetto e di impugnazione del lodo passato in giudicato (dichiarazione di inesistenza del credito !!).
veniva così introdotta una causa di merito dal contenuto ambiguo.
Con un successivo ricorso, la cooperativa S.P. otteneva un decreto di sospensione dell'esecuzione emesso inaudita altera parte, sul presupposto che i genitori dei fr.lli F. risultavano insolventi e che pertanto vi fosse timore che anche gli stessi non potessero soddisfare il presunto credito (contestato in sede di merito e comunque non fondato su un titolo esecutivo nè tantomeno su prova scritta) asseritamente vantato dalla cooperativa S.P.
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