Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Danni / danni non patrimoniali, disciplina
11/03/07

"SESSO E PSICHE" – Artemisia LIRA

La sessualità femminile. Il tema è decisamente intrigante. Per una donna il sesso può essere
un fatto solo biologico? o è sempre anche un fatto esistenziale? E che significato dare agli aggettivi biologico ed esistenziale? 

Non ho mai pensato alla mia sessualità o meglio a questo aspetto disgiunto da me stessa.
Forse in questo assunto sta la risposta alle domande. La sessualità è una componente viva e vitale di una donna. Per le donne, quelle vere, quelle non contraffatte, quelle che non si adeguano ai clichet, non androgine, non anoressiche, per le donne, madri ed amanti, non è possibile distinguere nessuna parte di loro e della loro anima. Le donne sono tutte anima e corpo, ragione e sentimento, amore e odio, passione e intelligenza. Secondo la tradizione indiana nel coccige giace Kundalini la dea della sessualità, rappresentata come un serpente arrotolato ... e addormentato. Il suo risveglio è provocato da agenti esterni ma può essere gestito anche volontariamente. Si può allontanare il desiderio, non reprimendolo, ma condizionandolo e conducendolo in altre regioni, come forza vitale, o lo si può richiamare alla luce consentendo al serpente di allungarsi lungo la spina dorsale raggiungendo così ogni parte del corpo e della mente. Per vivere intensamente le sensazioni.
La componente biologica del sesso potrebbe risiedere nelle sensazioni corporee provocate durante l'amplesso. Ma la sessualità per una donna non ha mai una componente unicamente biologica. Il piacere investe tutta la persona, per giungere alla sua anima. Il piacere è un sentimento, e un sentimento complesso, che proviene da numerosi stimoli. I ricordi, le parole, il desiderio appagato, il dono di sé. 

Per la donna il sesso non è mai solo un'esigenza biologica. Anche quando si lascia andare, quando vive un incontro di una sola notte, l'esperienza innanzi tutto lascia un segno. Lascia il ricordo del profumo, delle carezze, degli abbracci. Ma anche e soprattutto delle sensazioni provate. Il piacere
per una donna è tutto nella testa. Volgarmente si dice che la donna pensa con l'utero. In realtà fa l'amore con la testa. Non con la ragione ma con i pensieri. Il ricordo, le parole più dell'appagamento
momentaneo, i pensieri, anche erotici, sono importanti se non essenziali. E' per questo che le donne idealizzano il loro partner e dunque, nell'idealizzarlo, restano deluse, dalla realtà. E' per questo che inventano gli amori, coinvolgendo nella loro invenzione anche l'uomo prescelto che spesso si lascia
coinvolgere senza desiderarlo veramente. E così le storie si trasformano in tragedie, quando l'uomo non ama più o scopre di non aver mai amato, quando si innamora nuovamente. Le tragedie da Basic instic. Storia per nulla irreale, anche se esagerata nelle conseguenze. 

Il sesso per la donna è il complesso di effusioni, di intense emozioni e non solo il rapporto sessuale. E' sempre un fatto esistenziale. Si dice che una donna che ama ha le labbra più turgide e ben disegnate. Vi è una trasformazione fisica perché una donna che ama e che è amata è più bella, più intensa, e nello stesso tempo biologicamente diversa. Gli ormoni lavorano ad un ritmo diverso e provocano reazioni fisiche ed emotive. In questo l'essere esistenziale della sessualità per una donna, nel senso che permea tutta la sua vita, insieme all'amore, dal quale difficilmente riesce a distinguerla.
Raccontavo ad una psicoterapeuta di come vedevo, nella mia infanzia, mia madre estremamente felice. E di come riconducevo la sua felicità alla frequentazione nella nostra casa di molte amiche, di molti conoscenti o colleghi di lavoro di mio padre invitati a pranzo, quando erano soli per passare la domenica, la domenica degli anni '60 da trascorre in famiglia. Alla fine del chiacchierata la dottoressa mi propose un'altra chiave di lettura <<e se mia madre fosse stata felice, ( e a dire il vero lo era ancora), se cantava mentre sbrigava le faccende domestiche, se era una adorabile confidente così da invogliare le amiche ad andarla a trovare anche dopo i cambi di residenza, o a telefonarle dal paese natio, se tutto questo accadeva perché mia madre era amata e desiderata sessualmente da mio padre?>> O mio Dio! E chi ci avrebbe mai pensato. E poi ho visto mio padre ottant'enne tornare a casa il 14 febbraio con un mazzo profumatissimo di fiori. E ho capito. E poi ho colto il suo piacere nel constatare che mio padre la considerava ancora bellissima. E non ho più avuto dubbi. 

Come dicevo prima è difficile disgiungere, sezionare, catalogare. Per una donna l'amore e la passione fisica sono un tutt'uno. Anche la gelosia che altro non è se il desiderio di esclusività. Mia suocera a novant'anni si è inalberata offendendosi molto, rossa in volto di rabbia, quando suo marito ha proposto di recarsi in una certa località così da poter riallacciare anche per pochi giorni una relazione di amicizia con una sua ex fidanzata. Mia suocera quell'intelligente e colta vecchia signora era gelosa come una ragazzina. 

E' possibile rispondere ad un'altra domanda: per una donna è diverso che per un uomo perdere la
capacità sessuale?
Secondo me, se si intende la sessualità in termini di potenzialità all'atto sessuale è un evento drammatico per una donna. La donna deve sentirsi desiderabile, più che desiderata, per questo ricerca la bellezza esteriore. Una donna desiderata è sempre una donna profondamente appagata.
Prima ho detto che la donna fa l'amore con la testa e dunque sembrerebbe impossibile per lei perdere la capacità sessuale. In realtà non è così proprio perché la donna percepisce se stessa in modo unitario. Se, per esempio, la donna per un intervento chirurgico sbagliato non può più avere rapporti sessuali, potrebbe appagare il suo desiderio con le affettuosità, le carezze, le frasi gentili, il sentirsi amata. Ma la consapevolezza di non poter più appartenere all'uomo che ama determina sofferenza profonda anche se il piacere potrebbe essere raggiunto in altro modo, sarebbe sempre insoddisfacente. Subentrerebbe anche la paura di perdere il proprio amore, di non essere più amate, o che il partner cerchi l'appagamento ai suoi desideri sessuali altrove. Atavicamente si teme sempre che l'uomo cerchi presso altre ciò che la compagna non può offrirle. Del resto è presente, anche se superata, in molte culture la bigamia e la poligamia (anche in quella ebraica dalla quale sicuramente in qualche modo dipendiamo. Abramo che cerca un'altra donna perché la moglie non riesce a dargli un figlio, il re Saul sono gli esempi più immediati). 

Dunque è ancora una questione di testa.
Una donna esprime la propria sessualità meglio in famiglia? Forse. Difficilmente una donna cerca un amante solo perché le questioni di letto non vanno bene con il marito. E' quel complesso di sentimenti e ragione, doveri e pensieri che limita la donna nella ricerca semplice e immediata del piacere fine a se stesso. In questo caso i sentimenti si risolvono nella necessità di svuotarsi. Solo quando il cuore di una donna è libero dall'amore che prova per il marito, (o compagno), riesce a provare altri sentimenti a riempire nuovamente il suo cuore e a provare desiderio e perciò a ricercare l'appagamento, anche e non solo con l'amplesso.

Dicevo ragione e dovere. Perché la donna, e non è solo un fatto culturale, sente dei doveri, pensa di avere il dovere di mantenere unita la famiglia. Come dicevo non è solo un fatto culturale è anche un fatto strettamente biologico strettamente connesso al suo essere madre e all'istinto, che è anche sentimento e ragione, di protezione dei figli. Alcuni ricercatori americani sostengono che le donne sono potenzialmente più indotte a <<portar via>> il partner alle altre donne. Come se avessero un oscuro piacere a veder soffrire le rivali. Vi sarebbe però una spiegazione biologica e di preservazione della specie. Le donne ricercherebbero nel compagno le qualità di miglior padre e non di miglior marito o amante. E sarebbe più facile riconoscere queste qualità in colui che è già spostato o è già padre.
Si giunge così alla conclusione che la donna è sempre indissolubilmente madre. Anche se si comprende tale condizione solo quando madre si diventa, come si entra in sintonia con la propria madre solo dopo il proprio parto. 

Essere madre è molto più viscerale che amare il proprio uomo. Non vi è ragionamento che possa modificare lo sconvolgimento emotivo che si prova quando dentro di te senti nascere una nuova vita. Quello è il momento più intenso e più coinvolgente. A me sembrava un volo di farfalle. Mi sembrava che splendide leggere farfalle si muovessero dentro di me lasciandomi un piacere sottile ed intenso. La sensazione del distacco e della perdita del figlio dopo la nascita è sconvolgente.
Prima avevi la sensazione di essere finalmente completa e poi sei spezzata, povera, sola. Il pianto non riesce ad esprimere la sensazione di vuoto.

Il sesso è strettamente legato, che lo si voglia o no, alla maternità. E' legato non solo culturalmente e biologicamente, lo è emotivamente.
Ho vissuto una delle esperienze più dolorose che una donna possa vivere. Io e il mio attuale marito desideravamo un figlio. Io forse più di lui. (il suo essere padre di un ragazzo nato dal precedente matrimonio era stato traumatico e angoscioso. Forse non voleva più soffrire.) Dopo lunghe riflessioni solitarie e a due ci rendemmo conto che la gioia di avere qualcuno che assomigliasse ad entrambi da poter amare, coccolare e veder crescere era una gioia della quale non volevamo fare a meno. Purtroppo non andò così. Io non restavo incinta. Un ritardo fece fremere di gioia Ernesto, ma io sapevo che non vi era la vita dentro di me. Non so come dire ti rendi conto di quando accade. La scintilla della vita si accende in quel preciso istante. E tu lo sai nonostante le storie che ti raccontano, a dispetto dei laici abortisti. La vita è li in quel preciso istante e tu la percepisce. A me è successo una sola volta con Elvira in Andalusia.
Sono trascorsi quasi diciannove anni e mi ricordo ancora la sensazione.
Il nostro stare insieme, mio e di Ernesto durante i mesi di trepida attesa, si era modificato, era diventato teso, non spontaneo. Sia il desiderare un figlio quanto non desiderarlo genera lo stesso problema a letto. Manca spontaneità. Si dovrebbe avere tempo e lasciare che tutto accada nella normalità.

La sessualità è una parte dell'essere donna e come tale è del tutto naturale, potremmo dire normale, provare piacere, avere desideri sessuali ed appagarli. La memoria non mi aiuta ma tempo fa avevo letto la recensione di un libro che raccoglieva un diario segreto di una donna vissuta agli inizi del '900. Quanta attualità in quelle pagine e quanto sconvolgente rendersi conto che quella donna semplice e non troppo istruita aveva i tuoi stessi pensieri in quell'epoca bigotta e piccolo borghese!
Per una donna fare l'amore non è importante è importante sentirsi donna. e cioè desiderabili, vitali, capaci di procreare. Altro momento drammatico per la donna è la menopausa. Accettare di non essere più capaci di generare la vita è doloroso, determina incertezza, frustrazione, mancanza di gioia. Anche il sesso diviene per così dire <<triste>>. una donna si sente normale quando è in grado di fare l'amore e quando è potenzialmente madre, anche se non desidera la gravidanza.

L'appagamento sessuale dipende dal partner. O meglio dalla sintonia emotiva che si raggiunge con il partner. Sentire insieme. Ricordo un bellissimo racconto breve, letto in una raccolta di fantascienza. Era privo di dialoghi, la scena illustrata nei minimi particolari. I due personaggi, un uomo e una donna, descritti con precisione. Il finale, carico di aspettative: lui desiderava bere e lei si versò un Martini! Ecco tale sintonia lascia immaginare una bellissima notte sotto le lenzuola.

Sicuramente dipende anche dalle circostanze, dal momento, dall'umore, dalle preoccupazioni, dalla presenza di altre persone in casa, dal cibo che hai mangiato (penso che il cibo sia altamente erotico. Chi ha letto "Ricette Immorali" di Vazquez Montalban? si potrebbe provare a realizzarne alcune di quelle ricette), dal luogo, se hai litigato, se sei stanco, se hai problemi sul lavoro. Per la donna vuol dire rimanere priva di sensazioni. Non raggiungere l'orgasmo è la tristezza che ti assale, e non ti lascia per molto tempo. Anche piangere dopo l'amore è normale per una donna.
Se prima vi sono stati problemi, se si è dubitato del partner, se si è dubitato del proprio sentimento d'amore.

Sinceramente non so cosa significa avere un rapporto sessuale senza amore non mi è mai capitato.
Forse perché ho amato poche volte ma così intensamente da consumarmi. Il mio primo marito sosteneva che io ero troppo per un uomo solo. Non ho mai capito cosa volesse dire. Sono profondamente convinta che l'amore debba essere monogamo, esclusivo anche se non possessivo.
Fedelmente amorevole, simpaticamente espansivo, vivacemente altruista. Tanti amici (possibilmente uomini) un unico vero amore.

Erotismo senza sesso è sicuramente possibile. Anzi alcune volte totalmente indispensabile per una donna. Una serata speciale e l'amore raccontato ed immaginato in due. Solo raccontato, ricordato e immaginato. Estremamente erotico. Estremamente poetico.

E' poi possibile l'amore senza né il sesso, e senza l'erotismo. Ricordo ancora con una punta
di nostalgia Armando, amico di famiglia, rivisto dopo molti anni, affetto da una malattia incurabile che gli aveva portato via progressivamente la vista.
Quell'estate appena laureata trascorsi con lui e con i suoi amici alcuni giorni.
Mi promise che sarebbe passato a salutarmi prima della mia partenza. Trascorsi gli ultimi due
giorni in compagnia di parenti ma non riuscivo a distogliere il pensiero da lui. L'ultima notte fu
tremenda.
Decisi che se mi fosse venuto a salutare avrei lasciato tutto (lavoro,
carriera, famiglia, amici e soprattutto il mio fidanzato che poi
divenne mio marito e padre di mia figlia), e sarei rimasta lì. Completamente avvolta
in una nuvola di piacere e di dolci sensazioni. Non venne (quanti pensieri mi assalirono).
Seppi poi a un malinteso in realtà era passato dopo la mia partenza.
La sofferenza fu atroce. Pensai sul momento ad un colpo di sole, tornando a casa mi sembrò tutto così irreale. Solo dopo molto tempo quando il mio primo matrimonio naufragò miseramente, mi resi conto di quello che mi era successo.

Stampa
 
Joomla SEO powered by JoomSEF

Associazione Persona e Danno C.F. 90107070329 | Tutti i diritti riservati © 2013 - Realizzazioni Web Altavista - Web Agency | admin

CSS Validity XHTML Validity