Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Internet, nuove tecnologie / generalità, varie

02/05/12

"PCT. NOTIFICHE VIA MAIL NULLE SE MANCA L'AVVENUTA RICEZIONE" -Deborah BIANCHI

Le comunicazioni processuali fatte per posta elettronica devono essere riscontrate dalla parte destinataria con la conferama di avvenuta ricezione a pena di nullità.

Questo il problema sotteso al caso preso in considerazione. Si tratta della notifica da parte del tribunale di Prato di un'Ordinanza resa fuori udienza in cui si comunica alle parti la decisione del Giudice e la data della nuova udienza. Da sottolineare che la vicenda attiene alla fase del PCT (Processo Civile Telematico) in cui non vi era ancora l'obbligo di adottare i biglietti di cancelleria con PEC.

La Cassazione (Cassazione, Seconda sezi ...

leggi tutto ›
 

24/04/12

"PM SEQUESTRA BLOG FONDAMENTALISTA SENZA ASPETTARE IL GIP" - Deborah BIANCHI

E' sempre la stessa storia tra diritto alla sicurezza pubblica e diritto alla libertà di espressione ma questa sembrerebbe una decisone del pm un po' affrettata almeno a quanto riporta Il Sole 24 Ore di oggi.

NORME E TRIBUTI Il Sole-24 Ore - 2012-04-24 - Pag. 24, Diritto & web- Alessandro Longo. Procura di Cagliari:il pm sequestra blog fondamentalista. ANTICIPATO IL GIUDICE. Gli inquirenti non hanno atteso il via libera del Gip Chiesti «chiarimenti» al ministro dell'Interno ...
leggi tutto ›
 

19/04/12

"CITIZEN JOURNALISM E WEB REPUTATION. VOLO ROMA-TUNISI REIMPATRIO SHOCK"- Deborah BIANCHI

ROMA - Nastro da pacchi a tappare la bocca e fascette di plastica ai polsi: così due immigrati algerini, scortati da due appartneneti alle forze dell'ordine in abiti borghesi, sono stati rimpatriati su un volo Alitalia Roma-Tunisi. Lo ha denunciato il regista Francesco Sperandeo sul suo profilo Facebook, allegando una foto di uno dei due espulsi.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=191610&sez=HOME_INITALIA

Il caso oltre a fare s ...

leggi tutto ›
 

18/04/12

“MOLESTIE, FACEBOOK, CYBERSTALKING E RISARCIMENTO DEL DANNO ESISTENZIALE”- Deborah BIANCHI

 

Molestie su Facebook e dal vivo fanno scattare la reclusione a due anni e quattro mesi per il persecutore di due ragazze. Lo dice la Cassazione, sez. V penale, 12 aprile 2012 n. 13878, Pres. Oldi, Rel. Zaza.

Sempre più spesso sentiamo casi di cyberstalking che poi hanno un seguito anche nella vita fisica delle persone offese. Si tratta secondo l’articolo 612 bis codice penale di condotte“reiterate (atte a minacciare o molestare) taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovve ...

leggi tutto ›
 

16/04/12

"ACCESSO ABUSIVO DEL DIPENDENTE CHE USA LA PASSWORD DEL CAPO" Cass. 13871/2012- Deborah BIANCHI

Corte di cassazione, Sezione III penale, Pres. Oldi, Rel. Zaza, 12 Aprile 2012 n.13871

PRINCIPIO. Si configura l’ipotesi di reato di accesso abusivo a sistema informatico per il dipendente dell’amministrazione che usa senza permesso la password del capo dell’ufficio, anche se la chiave di accesso era nota a tutti nella struttura, in quanto posto in essere da soggetto non abilitato

FATTO. Un agente della polizia penitenziaria si è introdotto abusivamente nel sistema informatico protetto della Casa circondariale di Livorno per ovviare a un improvviso malfunzionamento dell’impianto di ...

leggi tutto ›
 

16/04/12

"LEGITTIMO IL SEQUESTRO DEI SOFTWARES TAROCCHI DA PARTE DELLA GUARDIA DI FINANZA" Cass. 14026/12- D. BIANCHI

Cassazione Penale, sez. III,  Pres. Mannino, Rel. Ramacci, n. 14026 del 13 aprile 2012.

PRINCIPIO. È legittimo il sequestro probatorio dei software “tarocchi” da parte della Guardia di finanza che è autorizzata a ispezionare l’azienda nell’ambito di un’inchiesta per evasione fiscale.

FATTO. Nel corso di un'ispezione della Guardia di Finanza presso un'azienda per motivi di controllo fi ...

leggi tutto ›
 

05/04/12

“SEQUESTRO DEL PC DELL’INDAGATO. LA RESTITUZIONE E’ DOVUTA QUANDO…”Cass. pen. 12850/12- Deborah BIANCHI

Corte di cassazione - Sezione VI penale - Sentenza 4 aprile 2012 n. 12850

PRINCIPIO. Quando il provvedimento cautelare non spiega la relazione di immediatezza tra oggetto sottoposto a sequestro e reato non è valido e il pc sequestrato dev’essere restituito.

FATTO. Si ipotizza la truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione. Indagato un dipendente della P.A. per il reato di rivelazione di segreti professionali e d’ufficio si vede posto sotto sequestro il pc e l’hard disk esterno, oltre ad altri beni. Si va di fronte al tribunale del Riesame che non motiva in modo adeguato illustrand ...

leggi tutto ›
 

09/03/12

"PRIVACY TUTELATA ANCHE IN CASA ALTRUI. Cass. 9235/12" -Deborah BIANCHI

Corte di cassazione - Sezione V penale - Sentenza 8 marzo 2012 n. 9235

PRINCIPIO. È illegale riprendere gli ambienti interni anche se chi abita l'immobile ha prestato consenso alla telecamera.

FATTO. Un investigatore privato era stato condannato in primo e secondo grado per aver ripreso e registrato gli incontri amorosi di una signora nella casa dell'amante. E fin qui niente di strano. La peculiarità del caso sta nel fatto che l'amante-proprieatrio di casa ovvero proprietario del luogo degli incontri amorosi aveva conse ...

leggi tutto ›
 

05/03/12

“REATO DI DANNEGGIAMENTO CANCELLARE FILE DAL PC AZIENDALE” - Cass. 8555/2012 - Deborah BIANCHI

Corte di cassazione - Sezione V penale - 5 marzo 2012 n. 8555, Pres. A. Grassi, Rel. P.A. Bruno

PRINCIPIO. Commette il reato di danneggiamento ex art. 635-bis (Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici) e deve risarcire l’impresa il dipendente che cancella o compromette l’uso di file aziendali. Ciò anche se con un intervento a pagamento i contenuti del Pc possono essere recuperati.

Art. 635 bic c.p.-Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui è puni ...

leggi tutto ›
 

27/02/12

"MAIL AZIENDALI. ACCESSO LEGITTIMO DEL DATORE IN CASO DI ILLECITO. Cass. sez. lav. 23 febbraio 2012 n. 2722"- Deborah BIANCHI

Corte di cassazione - Sezione lavoro - Sentenza 23 febbraio 2012 n. 2722, Pres. Federico Roselli, Rel. Giovanni Mammone

PRINCIPIO. Il controllo della posta elettronica e degli accessi ad internet del dipendente da parte del datore di lavoro per verificare la corretta esecuzione della prestazione è vietato. Le cose cambiano quando l’accesso viene eseguito ex post a scopo di indagine istruttoria a seguito dell’emersione di elementi di fatto “tali da raccomandare l’avvio di una indagine retrospettiva”. Addirittura se in conseguenza dell’indagine si individuano delle violazioni gravi è possi ...

leggi tutto ›
 

13/02/12

“ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO DELL'AUTORIZZATO” - Cass. S.U. 4694/2012 - Deborah BIANCHI

Corte di cassazione - Sezione Unite - Sentenza 7 febbraio 2012 n.4694

PRINCIPIO. Commette il reato di accesso abusivo a un sistema informatico chi possiede la password del database ma la utilizza per scopi diversi, e quindi illeciti, da quelli consentiti e previsti dal titolare del sistema.

FATTO. Un carabiniere munito di regolare password per accedere al database investigativo riservato agli appartenenti dell’Arma (S.D.I. “Sistema di Indagine”) si è servito di queste credenziali di autenticazione, non al fine della conduzione di un’indagine ufficiale, bensì per meri scopi ...

leggi tutto ›
 

07/02/12

Cass. 4443/2012 - "ANNUNCI HOT SUL WEB: NON E' REATO. E' SOLO UN SERVIZIO" - Deborah BIANCHI

Corte di cassazione - Sezione III penale - Sentenza 12 gennaio-2 febbraio 2012 n.4443

PRINCIPIO. La pubblicazione degli annunci di una prostituta sul proprio sito web non è sfruttamento della prostituzione ma è soltanto l’esecuzione di un servizio.

FATTO. Un signore di Gorizia ospitava sul proprio sito web gli annunci delle “lucciole”. Un po’ quello che avviene anche per i quotidiani con analoghe inserzioni.

DIRITTO. Servizio analogo a quello dei quotidiani è quanto hanno sostenuto anche gli Ermellini. Il comportamento del gestore del sito web “incriminato” non era riconducibile agli estremi ...

leggi tutto ›
 

25/01/12

“LEGGE COMUNITARIA E CENSURA WEB. QUANDO I DIRITTI SONO UN LUSSO ”- Deborah BIANCHI

L’eterna battaglia tra proprietà e libertà che campeggia nell’Internet ci lascia indulgere in un angosciante pensiero: stiamo andando verso una società in cui i diritti vengono considerati sempre più un lusso.

L’ennesimo esempio ci giunge dall’emendamento all’art. 18 della legge comunitaria proposto dal leghista Giovanna Fava che prevede la responsabilità degli operatori di rete per le eventuali condotte illecite degli utenti. In pratica, si consente a qualsiasi soggetto interessato di chiedere a un provider la rimozione di un contenuto considerato illecito. Nata come proposta anticontraffazione in tema di ...

leggi tutto ›
 

23/01/12

"CORTE UE DICE NO ALLA CENSURA SULLE IDENTITA' DEI RESPONSABILI DEGLI ILLECITI BANCARI" - Deborah BIANCHI

FONTE: Il Sole 24 Ore 23 gennaio 2012

Strasburgo. Diritto di cronaca

Scandalo in banca: il nome del privato può finire sui media

NON SOLO VIP
In un caso austriaco ammessa la divulgazione dell'identità di un indagato anche se non era un personaggio pubblico


Marina Castellaneta ...

leggi tutto ›
 

16/01/12

PRIVACY: Le recentissime novità contenute nel L. 22 dicembre 2011, n. 214 - Massimo FARINA

Il Governo italiano, impegnato nella manovra cosiddetta “salva Italia”, ha emanato il Decreto-Legge 6 dicembre 2011, n. 201[1], successivamente convertito in Legge 22 dicembre 2011, n. 214 [2], il cui articolo 40, comma secondo, contiene importanti novità in materia di trattamento dei dati personali.

Si tratta di modifiche rilevanti dotate di forza dirompente e rivoluzionaria rispetto all’attuale assetto normativo. Questo il testo del secondo comma dell’art. 40 suddetto:

“Per la riduzione degli oneri in materia di privacy, sono apportate le seguenti modifiche al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. ...

leggi tutto ›
 

03/01/12

Cass. pen. sez.I, 21.12.2011, 47667 “E’ MOLESTIA DIFFONDERE SUL SITO WEB L’UTENZA CELLULARE ALTRUI”– Deborah BIANCHI

IL FATTO

La pronunzia in parola sottende il caso di una donna che ha pubblicato volontariamente su un sito web a sfondo sessuale l’utenza cellulare di un amico. Conseguenza: l’amico è stato sobissato di telefonate moleste.

IL DIRITTO

La Suprema Corte ha stigmatizzato a carico della donna il reato di molestie (reato che presuppone l’utilizzo del telefono) anche se l’autrice non ha mai eseguito nessuna chiamata molesta sul cellulare della persona offesa in quanto la sua condotta è stata seppur in modo mediato il fattore scatenante dei contatti lesivi.

“Ritiene invero questa Corte che ...

leggi tutto ›
 

21/12/11

'INTERNET E COSTITUZIONE' - Gaetano AZZARITI

Da qualche tempo si va diffondendo nel dibattito pubblico la richiesta di una “costituzione per internet”, ovvero si discute dei processi di “costituzionalizzazione della rete”. Mi sembra però che dietro queste formule si celino svariate prospettive, a volte tra loro confuse; come può dedursi dal fatto che si assegnino spesso a queste espressioni significati diversi o troppo generici.

Vale la pena cercare di fare un po’ di chiarezza, anzitutto sul piano linguistico, per poi valutare la possibilità di affidare a queste due espressioni, entro un contesto ...

leggi tutto ›
 

19/12/11

"DIRITTO D'AUTORE: NON E' INTANGIBILE. CORTE UE 24.11.11" -Deborah BIANCHI

Il diritto d'autore "sebbene sia sancito dall'art. 17, n. 2, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea non può desumersi né da tale disposizione né dalla giurisprudenza della Corte che tale diritto sia intangibile e che la sua tutela debba essere garantita in modo assoluto." (Corte di giustizia Ue - Sentenza 24 novembre 2011 - Causa C-70/10).

La tutela del diritto d'autore e della proprietà intellettuale dunque secondo il giudizio della Corte UE non può spingersi fino al punto di comprimere altri diritti fondamentali come la tutela dei dati pers ...

leggi tutto ›
 

30/03/11

"IL DIRITTO DEI NUOVI MEDIA DIGITALI: MISSION IMPOSSIBILE?"- Deborah BIANCHI

Digitalizzazione e convergenza fondano i tempi di vorticosa evoluzione tecnologica di cui siamo protagonisti. 

L’inventore di Amazon diceva che “noi cambiamo gli strumenti. Poi gli strumenti cambiano noi”.
Così è stato per l’invenzione dell’automobile che ha dato maggiore qualità alla nostra vita ma ha indotto anche ritmi più pressanti. Così è stato per la scoperta della penicillina che ci ha salvato dalle infezioni ma ci ha resi tutti un po’ meno resistenti alle aggressioni virali. Le scoperte dell’uomo migliorano sempre la vita ma contemporaneamente queste creazioni diventano dei piccoli tiranni della nostra quotidianità atti a condizionarci.

Non poteva sfuggire a questa logica l’assunzione della tecnologia digitale. L’applicazione della scienza numerica ci permette di veicolare tutto su tutto senza più distinzioni tra TV, cellulare, PC. Le possibilità trasmissive si moltiplicano, i contenuti digitali registrano un’ampiezza di offerta mai rilevata prima. Il mercato si deforma in una marea turbinosa che rischia di ingoiare i migliori aspetti di questa grande innovazione che deve portare buoni frutti per gli autori, per i produttori, per i distributori,per gli utenti.

Applicare il diritto a queste creature impertinenti e ubique che sono i nuovi media digitali è una sfida quotidiana.

Tuttavia la mission non è impossibile.
Anzi la mission è proprio quella di dimostrare che l’innovazione è una tigre da cavalcare a nostro favore grazie anche a un’equilibrata e attenta applicazione del diritto.




leggi tutto ›
 

07/03/11

"PRIVACY E LAVORO. I DATI SUL PC AZIENDALE DEL LAVORATORE LICENZIATO: DIRITTO AZIENDALE O DIRITTO PERSONALE?"- Deborah BIANCHI

Il Garante Privacy nella Newsletter 1 marzo 2011 rende noto il provvedimento 23/12/2010 con cui l’Authority ha preso posizione sull’annoso problema della tutela dei dati contenuti nel pc aziendale del lavoratore licenziato laddove nasca contenzioso sul diritto alla relativa utilizzazione da parte del datore di lavoro.

La questione
Un dipendente presenta ricorso al Garante nei confronti della sua ex azienda chiedendo di cancellare alcune cartelle personali presenti nel computer portatile restituito dopo il licenziamento, opponendosi ad ogni ulteriore uso dei suoi dati contenuti nel pc. Nelle cartelle personali erano infatti conservate e-mail, fotografie e altra documentazione di esclusiva valenza personale.
Nel corso dell'istruttoria, la società ha però affermato che proprio in quel materiale potevano essere presenti prove della concorrenza sleale posta in essere dal dipendente insieme ad altri colleghi. L'azienda intendeva quindi mettere l'hard disk del computer, senza alterazione alcuna, a disposizione dell'autorità giudiziaria al fine di far valere i propri diritti.

La decisione del Garante
Il Garante alla luce del Codice Privacy e dei valori costituzionali del diritto al controllo sul proprio patrimonio informativo e del diritto di difesa ha statuito che il diritto alla riservatezza dei lavoratori deve essere bilanciato con la possibilità per le imprese di tutelarsi nell'ambito di eventuali procedimenti penali.

Conseguentemente l’Authority non ha accolto la richiesta avanzata dall'interessato di far cancellare i dati, ma ha deciso di inibire alla società l'accesso alle cartelle private poiché il trattamento dei dati personali estranei all'attività lavorativa avrebbe violato i principi di pertinenza e non eccedenza previsti dal Codice della privacy. L'Autorità ha però riconosciuto il diritto dell'impresa di conservare i file del dipendente al fine di poterli eventualmente presentare come prova nell'ambito del contenzioso penale.
Di seguito il report del Garante Privacy contenuto nella Newsletter 1 marzo 2011

leggi tutto ›
 
Joomla SEO powered by JoomSEF

Associazione Persona e Danno C.F. 90107070329 | Tutti i diritti riservati © 2012 - Realizzazioni Web - Altavista Web Agency | admin

CSS Validity XHTML Validity