Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Lavoro

22/02/12

“AMIANTO: IL DANNO NON PATRIMONIALE DA LUCIDA AGONIA VA PERSONALIZZATO” – Cass. 2251/12 – Matteo BARIZZA

Il lavoratore, negli anni settanta, aveva prestato la propria attività lavorativa in una nota azienda veneziana di costruzione ed allestimento delle navi, la quale faceva largo uso nei propri cantieri dell’amianto.

Il dipendente, a causa dell'inalazione delle fibre di amianto presenti nell'ambiente di lavoro, era deceduto per una neoplasia polmonare (mesotelioma) ed i figli avevano convenuto in giudizio l’ex datore di lavoro del padre, chiedendo al Giudice il risarcimento dei danni iure hereditario dallo stesso patiti.

La domanda veniva accolta in primo grado ed agli eredi veniva riconosciuto, a ...

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21/02/12

“IL DATORE DI LAVORO CAMBIA LA PASSWORD DEL PC? E’ MOBBING” – Trib. Bologna, 15.12.2011 – Matteo BARIZZA

La sezione lavoro del Tribunale di Bologna ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno da mobbing ad una lavoratrice che era stata licenziata disciplinarmente mentre si trovava assente per malattia (per una ricostruzione, anche in chiave storica, del fenomeno mobbing, cfr. Natalina FOLLA, QUANDO IL MOBBING INTEGRA IL DELITTO DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA?, nota a Cass. penale n. 685 del 13 gennaio 2011, in Lav.Giur., 10/2011, p. 1025 e ss.).

Secondo il giudice felsineo la condotta lesiva del datore di lavoro risulterebbe configurabile ogni qual volta siano riscontrabili:

1. una molteplicità ...

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19/02/12

“ARTIGIANO MUORE RECANDOSI DAL CLIENTE: NEGATO IL RISARCIMENTO DEL DANNO” – Cass. 2016/2012 – Matteo BARIZZA

Un falegname artigiano rimane vittima di un incidente stradale, mentre è intento a recarsi da un cliente per verificare lo stato di un edificio di cui ha assunto l’incarico di ristrutturazione.

La moglie agisce in giudizio, chiedendo il riconoscimento del diritto ad una rendita permanente per i superstiti, secondo quanto disposto dal D.P.R. n. 1124 del 1965, ed ottiene ragione in primo grado.

La sentenza viene, però, riformata in grado di appello, su gravame proposto dall’INAIL.

La cort ...

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16/02/12

“LICENZIAMENTO, SUPERAMENTO DEL COMPORTO: IL CALCOLO DEVE ESSERE ESATTO” – Cass. 1885/2012 – Matteo BARIZZA

La lavoratrice era stata licenziata dal Ministero della Giustizia a causa di una assenza prolungata. Secondo il datore di lavoro la dipendente aveva superato il periodo di tempo massimo previsto dal c.c.n.l. di settore a fini della conservazione del posto di lavoro, dal momento che, richiamata in servizio per il giorno 1 novembre 2003, ella aveva ripreso, invece, il lavoro il successivo 3 novembre (essendo l’1 ed il 2 festivi).

In ogni caso, si era affermato, la lavoratrice, dopo essere stata posta obbligatoriamente in ferie successivamente al suo rientro in servizio, si era assentata anche a partire dal giorno 14 genna ...

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14/02/12

“LICENZIAMENTO DISCIPLINARE INTIMATO PRIMA DEI 5 GIORNI DALLA CONTESTAZIONE” – Cass. 1884/2012 – Matteo BARIZZA

L’articolo 7, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori afferma che “in ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa”.

Nel caso deciso dalla Suprema Corte il lavoratore aveva impugnato il licenziamento che gli era stato intimato per assenza ingiustificata, sostenendone l’illegittimità dal momento che il provvedimento espulsivo gli era stato notificato prima del decorso dei cinque giorni di cui all’articolo citato.

La Cassazione, però, confe ...

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13/02/12

"INFORTUNIO SUL LAVORO E MOBBING" - App. Venezia n. 792/2011

Segnaliamo la sentenza in allegato per la significativa ricostruzione effettuata in tema di infortunii sul lavoro e in tema di mobbing.
Si sottolinea come il collegio difensivo di secondo grado sia completamente cambiato rispetto a quello di primo grado.

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13/02/12

“DECRETO BRUNETTA E PART-TIME” – M.B.

Riceviamo dalla lettrice Corinna Largo e pubblichiamo un articolo già comparso nella rivista on line Infermieri Informatizzati (http://www.proterin.net/infermieri/part-time-le-infermiere-vincono-la-causa-5158.html), relativo ad una pronuncia del Tribunale di Belluno, sezione lavoro, in tema di part time e decreto c.d. Brunetta.

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10/02/12

“DANNO MORALE: NON SOLO RIPARAZIONE DELLE SOFFERENZE PSICHICHE” – Cass. 1716/2012 – Matteo BARIZZA

L’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori sono beni costituzionalmente protetti. In caso di loro lesione, pertanto, l’autore dell’illecito è obbligato a risarcire tutti i danni, ivi compreso il danno non patrimoniale, che da tale lesione siano discesi.

Il caso deciso dalla sezione lavoro della Suprema Corte riguarda un’azione per risarcimento del danno non patrimoniale intentata dalla moglie di uno sfortunato lavoratore infortunatosi in azienda e rimasto in stato vegetativo, azione intrapresa in qualità di amministratrice di sostegno dello stesso e quale titolare della potestà parentale sul fi ...

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09/02/12

“LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO: L’ACCUSA AL LAVORATORE E’ SENZA MOTIVAZIONE” – Cass. 1632/2012 – Matteo BARIZZA

Ancora una volta la sezione lavoro della Suprema Corte è intervenuta in tema di licenziamento disciplinare; ed ancora una volta l’intervento è stato mosso in chiave prettamente garantista dei diritti del lavoratore (per una breve disamina in tema di procedimento disciplinare, sia consentito il rinvio a: Matteo BARIZZA, Il potere ed il procedimento disciplinare, in questa rivista, 27.1.2012).

Il caso è quello di un architetto comunale al quale era stata mossa una contestazione nell’ambito di un procedimento disciplinare. Il la ...

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08/02/12

“LICENZIAMENTO PER SCARSO RENDIMENTO: LA MALATTIA SCUSA” – Cass. 1404/2012 – Matteo BARIZZA

Il lavoratore era stato licenziato per giustificato motivo oggettivo, determinato dall’impossibilità del datore di lavoro di utilizzarne proficuamente la prestazione, risultando, egli, di frequente assente dal lavoro per malattia.

La sezione lavoro, nel confermare la pronuncia della Corte di Appello, ha annullato il recesso de quo, reputandolo non connesso ad assenze ingiustificate, né determinato dal superamento del periodo di comporto.

La S.C. ha, inoltre, appurato come l’azienda datrice di lavoro non avesse provveduto ad accertare l'eventuale inidoneità fisica sopravvenuta del lavoratore, né aves ...

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