Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Lavoro / infortuni, malattie professionali

03/05/12

"INFORTUNI: DANNO ESISTENZIALE META' DEL DANNO MORALE" - App. Venezia 21.7.2011

La Corte d’appello Venezia, nella pronuncia del 21.7.2011, si esprime su varie questioni concernenti il risarcimento del danno da infortuni sul lavoro. Tra i vari passaggi significativi, è da sottolineare quello in cui si aderisce all’assunto del giudice di primo grado secondo cui il danno morale, il danno biologico temporaneo e quello esistenziale esulano dalla copertura Inail.

Degna di nota anche la parte in cui la sentenza discorre del rapporto tra le tabelle milanesi e quelle veneziane.

Per quanto riguarda poi il danno ...

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27/04/12

“INFORTUNIO: CONDOTTA IMPRUDENTE DEL LAVORATORE E NESSO DI CAUSA” – Cass. 6337/2012 – Matteo BARIZZA

In ipotesi di infortunio sul lavoro, norma fondamentale di chiusura dell'intero sistema atto a tutelare l'incolumità del lavoratore ed a delimitare la responsabilità del datore di lavoro è l'art. 2087 c.c., disposizione fondata sul generico dovere di prudenza, diligenza, osservanza delle norme tecniche e di esperienze, parallela all'art. 43 c.p.

Attraverso l'importante pronuncia in commento, la sezione lavoro della S.C., facendo leva sulla norma de qua, nonché sugli articoli 41 e 42 c.p., in tema di nesso di causalità, ha an ...

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19/04/12

"ECCESSO DI ZELO DEL LAVORATORE: NESSUN RISARCIMENTO" - Cass. 6002/2012- Marialaura SOARDI

Con la presente pronuncia, la Suprema Corte ha negato il risarcimento del danno occorso al lavoratore che -  nell'adempimento delle proprie mansioni (nello specifico infermiere professionale presso una struttura ospedaliera)   ed esorbitando dalle stesse -  aveva scavalcato rumorosamente un cancello   nell'inseguimento di un paziente psicotico,   allontanatosi  dal reparto,  procurando  a sè una lesione personale.

Adito il Truibunale di Venezia, il lavoratore si vedeva negare il risarcimento del danno subito attesa l'estraneità della condotta posta i ...

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27/03/12

“INFORTUNIO SUL LAVORO, DELEGA DI FUNZIONI ED ESONERO DI RESPONSABILITA'” – Cass. 10702/2012 – Matteo BARIZZA

L'obbligo di vigilanza del delegante è distinto da quello del delegato. Esso riguarda precipuamente la correttezza della complessiva gestione del rischio da parte del delegato medesimo e non impone il controllo, momento per momento, delle modalità di svolgimento delle lavorazioni.

Lo ha stabilito la quarta sezione penale della S.C. relativamente ad un infortunio mortale sul lavoro, occorso ad un dipend ...

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02/03/12

“INFORTUNIO, ONERE DELLA PROVA, MISURE DI SICUREZZA NOMINATE ED INNOMINATE” – Cass. 3033/12 – Matteo BARIZZA

Un impiegato di Banca subisce un infortunio sul lavoro in conseguenza di una rapina perpetrata ai danni della filiale presso la quale svolge le proprie mansioni.

Adito il tribunale competente al fine di ottenere il ristoro del danno di cui ritiene essere responsabile la Banca, si vede rigettare la richiesta sia in primo grado, sia in grado di appello.

Secondo la Corte territoriale, infatti, il datore di lavoro ha pienamente adempiuto all'obbligazione sullo stesso incombente ai sensi dell'art. 2087 c.c., mentre, invece, il lavoratore, a corredo della propria richiesta, non ha allegato quali potevano essere gli ulte ...

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26/02/12

“INFORTUNIO IN ITINERE: NO AL RISARCIMENTO SE IL LAVORATORE CAMBIA TRAGITTO” – Cass. 2642/12 – Matteo BARIZZA

Il lavoratore aveva agito in giudizio nei confronti dell’INAIL per sentire accogliere la sua domanda di indennizzo del danno subito a causa di un incidente stradale che lo aveva visto protagonista sulla strada di ritorno alla propria abitazione.

Nello specifico, il dipendente si era recato a svolgere alcuni accertamenti sanitari richiesti dalla datrice di lavoro, terminati i quali, verso la metà della mattinata, anziché fare ritorno in azienda, aveva deciso di fruire di alcune ore di permesso per recarsi alla propria abitazione.

La domanda veniva accolta in primo grado, ma la sentenza veniva riformata in sede ...

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22/02/12

“AMIANTO: IL DANNO NON PATRIMONIALE DA LUCIDA AGONIA VA PERSONALIZZATO” – Cass. 2251/12 – Matteo BARIZZA

Il lavoratore, negli anni settanta, aveva prestato la propria attività lavorativa in una nota azienda veneziana di costruzione ed allestimento delle navi, la quale faceva largo uso nei propri cantieri dell’amianto.

Il dipendente, a causa dell'inalazione delle fibre di amianto presenti nell'ambiente di lavoro, era deceduto per una neoplasia polmonare (mesotelioma) ed i figli avevano convenuto in giudizio l’ex datore di lavoro del padre, chiedendo al Giudice il risarcimento dei danni iure hereditario dallo stesso patiti.

La domanda veniva accolta in primo grado ed agli eredi veniva riconosciuto, a ...

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19/02/12

“ARTIGIANO MUORE RECANDOSI DAL CLIENTE: NEGATO IL RISARCIMENTO DEL DANNO” – Cass. 2016/2012 – Matteo BARIZZA

Un falegname artigiano rimane vittima di un incidente stradale, mentre è intento a recarsi da un cliente per verificare lo stato di un edificio di cui ha assunto l’incarico di ristrutturazione.

La moglie agisce in giudizio, chiedendo il riconoscimento del diritto ad una rendita permanente per i superstiti, secondo quanto disposto dal D.P.R. n. 1124 del 1965, ed ottiene ragione in primo grado.

La sentenza viene, però, riformata in grado di appello, su gravame proposto dall’INAIL.

La cort ...

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30/01/12

"STRESS LAVORO, LA PROCEDURA DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO. LA LETTERA CIRCOLARE DI RECEPIMENTO" - Paola SIBANI


La procedura da seguire per svolgere la valutazione dello stress lavoro correlato è stata definitivamente chiarita con la pubblicazione della Lettera Circolare del 18 novembre 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro, che riporta in oggetto: “Indicazioni della Commissione consultiva per la valutazione dello stress lavoro correlato (articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma1-bis, dlgs 81/08 e successive modificazioni e integrazioni) e che, per brevità, da ora in poi definiremo semplicemente “indicazioni ...

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27/01/12

Cass. n. 856/2012 – “INFORTUNIO: IL DATORE DI LAVORO E’ SEMPRE RESPONSABILE” – Matteo BARIZZA

La Corte di Cassazione ritorna sul tema dell’infortunio, della responsabilità del datore di lavoro e del possibile regresso da parte dell’INAIL.

Nel caso di specie, i due gradi del giudizio del merito avevano rigettato la domanda di regresso da parte dell’INAIL nei confronti del datore di lavoro, dal momento che era stato accertato che l’infortunio del dipendente era accorso a seguito di un’azione autonoma del lavoratore.

La Corte di legittimità ha ribaltato, però, la pronuncia. Richiamando un proprio precedente (Cass. n. 14997 del 2011), si è, infatti, affermato che il datore di lavoro è sempre chi ...

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02/01/12

Cass. civ., sez. lav., n. 26879/11- “LA SCIA LETALE DELLE POLVERI D’AMIANTO” - Pisana RUOL RUZZINI

In tema di esposizione alle polveri di amianto come risponde il datore di lavoro nei confronti del lavoratore ammalatosi? La soluzione viene offerta dalla Cassazione con sentenza n. 26879/11 che si sostanzia nei seguenti punti salienti:

I congiunti del lavoratore deceduto debbono provare che la morte sia avvenuta a causa del mesotelioma pleurico maligno e che tra malattia e lavoro svolto vi sia un nesso di causalità. In tema di responsabilità per fatto illecito, infatti, spetta sempre al danneggiato l’onere di provare i fatti a fondamento del suo diritto al risarcimento.

Il datore di lavoro ha l’obbligo ex ...

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22/12/11

Cass., sez. lav., n.26879/11 - “DOVERE DEL DATORE DI LAVORO PER LA TUTELA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO” - Laura ANDRAO

Cass., sez. lavoro, 14 dicembre 2011, n.26879/11, pres. Inniello rel. Curzio.

Nel caso di specie I prossimi congiunti di un lavoratore, deceduto a causa di una neoplasia polmonare contratta durante ed a causa del pregresso rapporto di lavoro e nello specifico alla polverizzazione delle fibre d'amianto, convenivano in giudizio la l'azienda al fine di ottenere risarcimento, attribuendole responsabilità della malattia contratta dal loro comune dante mortis-causa, poiché il datore di lavoro non aveva adempiuto l’obbligo ex art.2087 c.c.

Il Tribunale rigettava la domanda, motiva ...

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19/03/11

Trib. Trieste, sez. lav., 6 ottobre 2010, g.l. Rigon - "DEMANSIONAMENTO COME MALATTIA PROFESSIONALE"

Il Trib. Trieste, con la sentenza del 6.10.2010, ha affrontato la complessa problematica della copertura assicurativa in caso di costrittività organizzativa e della determinazione del danno differenziale. Nella fattispecie il giudice ha accertato un demansionamento.

Tra l’altro il Tribunale ha affermato che “Le Sezioni Unite esaltano, in effetti, la centralità del danno biologico, quale lesione del diritto alla salute (art. 32 Cost.), nel quale sono compresi una serie di pregiudizi che costituiscono voci del danno biologico nel suo aspetto dinamico; tra essi vi sono anche i pregiudizi di tipo esistenziale concernenti aspetti relazionali della vita, quali, tra gli altri, la perdita o compromissione della sessualità e l’alterazione fisica di tipo estetico”.

Ha risarcito, il Tribunale, il danno biologico differenziale. 
Per quanto riguarda le altre voci del danno non patrimoniale (diverse dal danno biologico), <<vale a dire quella del danno morale, del danno esistenziale, del danno all’immagine professionale>>, premessa la loro valenza meramente descrittiva - anche se recentemente la Cassazione, ha rilevato il giudice, sembra, almeno in apparenza, recuperare una nozione di danno esistenziale quale autonoma categoria di danno, il Tribunale ha rigettato la domanda, considerando che <<sono state soltanto apoditticamente affermate dalla ricorrente, senza alcuna specifica allegazione, e senza che di esse sia stata fornita la prova, in violazione dei richiamati principi generali>>.

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12/03/11

"DANNO MORALE DA INFORTUNIO SUL LAVORO: DIFFERENZIALE O COMPLEMENTARE?" - Natalino SAPONE

Dopo la sentenza n. 26972/08 delle Sezioni Unite, è necessario riflettere sull’ambito di risarcibilità del danno morale in caso di lesione dell’integrità psicofisica; ancor più quando si tratta di un infortunio sul lavoro o di malattia professionale, dove è importante capire se la singola voce del danno rientri nell’area del danno differenziale (risarcibile solo nella misura in cui ecceda l’indennizzo previdenziale) o in quella del danno complementare (risarcibile integralmente).

Secondo la sentenza n. 26972/08 ogni “sofferenza, fisica o psichica, per sua natura intrinseca costituisce componente” del danno biologico. Dice anche che le sofferenze fisiche e psichiche, valutate nella loro effettiva consistenza (dunque al di fuori di automatismi probatori), determinano un’“adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico”.
Dire questo a mio avviso equivale a dire che il danno morale transita all’interno del danno biologico, con conseguente passaggio del danno morale dall’area del danno complementare a quella del danno differenziale.

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26/10/11

"GLOSSARIO: LE PAROLE PER PARLARE DI STRESS LAVORO CORRELATO (1 parte)" - Paola SIBANI

GLI ATTORI DELLA VALUTAZIONE - Modifiche significative introdotte dal D. Lgs. 81/2008 riguardanti il ruolo delle figure coinvolte.
Gli attori coinvolti nella valutazione dello stress lavoro correlato sono, in realtà, tutti i membri dell’organizzazione perché il D. Lgs. 81/2008 ha voluto introdurre prima ancora che una serie di nuove disposizioni e di eventuali sanzioni, una nuova forma mentis, un nuovo modo di pensare e di vivere il lavoro.
Cio’ è riscontrabile attraverso un’ attenta lettura delle definizioni riguardanti le figure professionali degli attori coinvolti a diverso titolo nel processo di valutazione.

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01/04/11

"GLI SPOSTAMENTI INTERNI O ESTERNI AL LUOGO DI LAVORO" – Trib. Trani 1 aprile 2011 - Antonio DE SIMONE

Massima

“L'occasione di lavoro che, a norma dell'art. 2 d.p.r. n. 1124 del 1965, condiziona l'indennizzabilità dell'infortunio, è ravvisabile nelle ipotesi di rischio specifico proprio della prestazione di lavoro, ma anche quando si concretizza in un rischio c.d. improprio, il quale, cioè, seppur non intrinsecamente connesso allo svolgimento tipico del lavoro del dipendente, sia comunque insito in un'attività prodromica o strumentale allo svolgimento delle mansioni; in particolare, l’occasione di lavoro è configurabile in ogni caso di incidente occorso al lavoratore durante gli spostamenti spaziali - interni o esterni al luogo di lavoro - che siano funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa, con l’unico limite del rischio elettivo”.

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28/06/11

"INFORTUNIO IN ITINERE E D.LGS. 38/2000" – Rocchina STAIANO

In tema di infortunio in itinere , nel regime previgente alla riforma adottata dal d.lg. 23 febbraio 2000 n. 38, perché si verificasse l'estensione della copertura assicurativa occorreva che il comportamento del lavoratore fosse giustificato da un'esigenza funzionale alla prestazione lavorativa, tale da legarla indissolubilmente all'attività di locomozione, posto che il suddetto infortunio meritava tutela nei limiti in cui l'assicurato non avesse aggravato, per suoi particolari motivi o esigenze personali, la condotta extralavorativa connessa alla prestazione per ragioni di tempo e di luogo, interrompendo così il collegamento che giustificava la copertura assicurativa. Inoltre, il rischio elettivo, che ne escludeva l'indennizzabilità, postulava un maggior rigore valutativo, rispetto all'attività lavorativa diretta, ed implicava tutto ciò che, estraneo e non attinente all'attività lavorativa, fosse dovuto a scelta arbitraria del lavoratore che avesse volutamente creato, ed affrontato, in base a ragioni ed impulsi personali, una situazione diversa da quella inerente la sua attività lavorativa e per nulla connessa ad essa.

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26/06/11

"INFERMITÀ PER CAUSA DI SERVIZIO ED EQUO INDENNIZZO CAUSA DI SERVIZIO" – Rocchina STAIANO

Deve riconoscersi come dipendente da causa di servizio l'infortunio di cui rimane vittima il dipendente che si rechi alla sua abitazione al termine del servizio, essendo esso ascrivibile alla categoria del c.d. infortunio in itinere, ravvisabile ogni qualvolta possa ritenersi esistente un nesso di causalità tra l'attività lavorativa in senso ampio e l'evento dannoso.

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06/05/11

Cass. civ. sez. lav., 21 aprile 2011, n. 9251, pres. Vidiri, rel. Arienzo - "PERDITA DI DUE DENTI, RINVIO DELLE NOZZE, DANNO ESISTENZIALE"

Cass. civ. sez. lav., 21 aprile 2011, n. 9251, pres. Vidiri, rel. Arienzo, ha confermato il verdetto dei giudici di merito che avevano risarcito il danno esistenziale derivato dal rinvio delle nozze, causato dalle perdita di due denti, conseguente a un infortunio sul lavoro.

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19/02/11

Cass. civ., sez. lav., 18 gennaio 2011, n. 1072, pres. Vidiri, rel. Zappia - "DANNI DA PERDITA DEL FIGLIO: CI SONO PIU' COSE TRA CIELO E TERRA ..." - Natalino SAPONE

Cass. Civ., sez. lav., 18 gennaio 2011, n. 1072, pres. Vidiri, est. Zappia, ha accolto il ricorso proposto dal datore di lavoro contro la sentenza del giudice di merito che aveva riconosciuto il risarcimento del danno esistenziale iure proprio in favore della madre di un lavoratore deceduto a causa di un infortunio sul lavoro; ciò sulla base dell’assunto che, una volta riconosciuto il risarcimento del danno morale, il risarcimento anche del danno esistenziale darebbe luogo a duplicazione risarcitoria.

La sentenza appare viziata da eccessiva semplificazione sul piano fenomenologico, trascurando l’ampia gamma di ipotesi in cui può concretarsi uno dei più gravi danni; e non è condivisibile nella parte in cui sembra sottintendere la piena fungibilità tra danno morale e danno esistenziale.

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