19/04/12
La Corte di Cassazione, Sesta Sezione Civile – L, con ordinanza n. 3560/2012, ha statuito che:
la domanda amministrativa per astensione facoltativa dal lavoro risulta adeguatamente indicata, nel ricorso innanzi al G.L., anche solo con riferimento alla nascita del figlio, non rilevando l’indicazione della data di presentazione ed il destinatario della stessa;
l’INPS, essendo in possesso della domanda amministrativa, è in grado di esaminarla e contraddire e, comunque, di verificare la sua esistenza;
la mancata presentazione della domanda amministrativa di indennità per astensione facoltativa non ...
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11/03/12
Con il D. Lgs. n. 119 del 18 luglio 2011, entrato in vigore l'11 agosto 2011, il Governo ha posto mano alla complessa normativa dei congedi, delle aspettative e dei permessi, innovando, in parte, la disciplina relativa ai congedi ed ai permessi per l’assistenza alle persone in situazione di disabilità grave.
Essendo sorti alcuni contrasti interpretativi in merito al decreto de quo, l'INPS, al fine di fornire delle linee interpretative chiarificatrici della normativa, ha emanato lo scorso 6 marzo la circolare n. 32. ...
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25/01/12
Il 13 maggio 2009 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Assolavoro e le Organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un accordo che prevedeva, per i lavoratori in somministrazione in possesso di determinati requisiti, una misura una tantum di sostegno al reddito, pari ad euro 1.300 al lordo delle ritenute di legge.
Tale erogazione riguardava, nello specifico, i sottoscrittori dei Patti di attivazione stipulati, presso le Agenzie per il lavoro, entro il 31 dicembre 2009.
Lo scorso 16 dicembre 2011, le stesse Parti hanno riaperto i termini per la presentazione delle domande di sostegno al reddito. ...
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26/04/10
Qualora la cartella presenti vizi di forma e/o di notifica deve essere proposta opposizione agli atti esecutivi e non opposizione alla cartella.
Questa è la tesi prospettata da una considerevole parte della giurisprudenza sia di merito che di legittimità.
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15/11/11
Il Fondo di garanzia dell’Inps paga anche se non è conclusa la procedura esecutiva esperita nei confronti del datore di lavoro.
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05/10/11
Non esiste il diritto alla liquidazione degli interessi e della rivalutazione monetaria richiesta per le somme corrisposte semplicemente come atto di liberalità.
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10/07/11
Per il consolidato orientamento del Cons. Stato, sez. VI, 10 novembre 1999 n. 1777; Cosn. Stato, Sez. VI, 20 novembre 1998 n. 1577, qualora il fondo integrativo gestito dall'INPS abbia erogato somme non dovute ai suoi dipendenti cessati dal servizio non si applica la normativa di sanatoria prevista dall'art. 52 della legge 9 marzo 1989 n. 88 (per la quale, tranne l'ipotesi del dolo del percettore "non si fa luogo a recupero" quando si tratti "di pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia o di pensioni obbligatorie sostitutive o comunque integrative della medesima".
Infatti, la pensione integrativa erogata dall'INPS al dante causa dell'appellata era volta ad attribuire un trattamento pensionistico complessivamente superiore a quello spettante sulla base della normativa generale e non aveva carattere obbligatorio per l'ordinamento generale: essa, pertanto, soggiaceva al principio della normale ricuperabilità delle somme indebitamente percepite.
Con riferimento alle pensioni integrative, il medesimo art. 52 ha testualmente disposto la sanatoria solo ove l'erogazione indebita delle somme abbia riguardato le gestioni "obbligatorie".
Tale conclusione è avvalorata anche dal testo della legge 30 dicembre 1991 n. 412, che - con una interpretazione autentica - ha richiamato l'art. 52 nel senso che la sanatoria da essa disposta ha riguardato le somme "corrisposte in base a formale e definitivo provvedimento del quale sia fatta espressa comunicazione all'interessato" e cioè un sistema nel quale la contrapposizione al provvedimento "provvisorio" ha riguardato il sistema pensionistico obbligatorio in senso stretto. In tal senso la Sezione si è anche recentemente pronunciata (Cons. stato, Sez. VI, n. 1888 del 2003), e dalle indicazioni già fornite con la citata pronuncia, il Collegio nella presente sentenza non ha ragione di discostarsi.
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26/11/10
Per quanto concerne, in particolare, le attestazione del direttore provinciale dell'ente richiedente, è stato notato che l'attestato scritto del direttore di una sede provinciale dell'Inps riguardo all'ammontare dei contributi previdenziali dovuto dal datore di lavoro all'istituto costituisce prova idonea per l'emissione della ingiunzione di pagamento ai sensi dell'art. 635 comma 2 c.p.c. e ciò in quanto il superiore gerarchico ha il potere di sostituirsi al funzionario incaricato nell'attestare l'effettività dell'accertamento eseguito e dei suoi risultati, a conclusione di un procedimento amministrativo interno.
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24/11/10
Per i crediti derivanti da omesso versamento, agli enti di previdenza e di assistenza, dei contributi relativi ai rapporti indicati nell'articolo 442 del codice di procedura civile, sono considerate dal legislatore (articolo 635, secondo comma, c.p.c.) prove idonee, all'ottenimento di un decreto ingiuntivo, gli accertamenti eseguiti dall'ispettorato del lavoro e dai funzionari degli enti.
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28/07/10
Norme impugnate: Art. 7 della legge 05/05/1976, n. 248.
Oggetto: Infortuni sul lavoro e malattie professionali - Provvidenze in favore delle vedove e degli orfani dei grandi invalidi sul lavoro deceduti per cause estranee all'infortunio sul lavoro o alla malattia professionale - Assegno speciale continuativo di cui all'art. 1 della legge n. 248/1976 - Onere di presentazione della domanda entro il termine di centottanta giorni dalla data del decesso dell'assicurato.
Dispositivo: illegittimità costituzionale parziale
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10/04/10
Il Tribunale, con la sentenza in commento, ha enunciato il principio secondo cui in relazione ai minori, ai fini dell'accertamento del diritto all'indennità di accompagnamento, occorre procedere alla valutazione dell'autonomia “per fasce di età”.
Occorre, quindi, relativizzare il giudizio e riconoscere rilevanza a quell'alterazione rispetto al parametro medio <<riconducibile ad una determinata fascia di età>> dell'ordinaria accudienza ed assistenza dovuta ai bambini sani.
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25/02/10
Non si può certo dire che le nuove generazioni si siano affacciate al mondo in un periodo semplice, professionalmente parlando. Prima hanno visto sciogliersi tra le loro mani la sicurezza del posto fisso, adesso assistono al progressivo sgretolarsi delle pensioni, quando sono ancor lontane dal mettersi in tasca il primo assegno con provenienza Inps.
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06/11/09
L’indennità di accompagnamento è una misura di sostegno del nucleo familiare e non è indirizzata direttamente al sostentamento del soggetto invalido.
Ai fini del periculum in mora è necessario documentare un’apprezzabile difficoltà economica del nucleo familiare dell’invalido, in considerazione in primo luogo del reddito non elevato.
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28/01/10
Ad una coppia di avvocati nasce un bambino.
E' noto che molte casse di previdenza, compresa quella forense, prevedono la corresponsione per la madre di un indennità di maternità per il periodo in cui questa dovrà rimanere a riposo.
Nel caso di specie, forte di una pronuncia della Corte Costituzionale n. 385/2005 ( a dir la verità emanata per una fattispecie radicalmene diversa...), invece che la madre era il padre a chiedere alla Cassa il detto indennizzo.
(La ragione è facilmente intuibile, poichè l' indennizzo viene calcolato in base a quanto dichiarato se il papà, circostanza ancor oggi frequente, dichiara di più della mamma sarà lui a stare a casa (almeno formalmente) percependo così un gruzzolo più cospicuo)
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09/01/10
Il Tribunale di Reggio Cal., g. l. Romeo, ha affermato il principio secondo cui, ai fini del rispetto del termine di decadenza stabilito dall'art. 22 del D.L. 3 febbraio 1970, n. 7, convertito nella L. 11 marzo 1970, n. 83, in materia di provvedimenti concernenti l’iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli, il ricorso amministrativo intempestivo avverso la decisione di cancellazione non è idoneo a spostare i termini del procedimento amministrativo, ritardando il tempo in cui la parte può agire giudizialmente, poiché il provvedimento dell'organo preposto alla gestione degli elenchi, decorsi i trenta giorni, acquisisce definitività. Ed è, dunque, da tale data che decorre il termine decadenziale di 120 giorni.
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04/12/09
Trib Reggio Cal., est. Romeo, 22.10.2009, enuncia il principio secondo cui ai fini della pensione di inabilità civile la nozione di redditi rilevanti comprende i redditi del pensionato e del coniuge, ma non anche il reddito di altri familiari anche se facenti parte del medesimo nucleo familiare.
L’assunto si fonda sul disposto della l. 30 marzo 1971, n. 118, art. 12, comma 1, secondo cui "ai mutilati ed invalidi civili di età superiore agli anni 18, nei cui confronti, in sede di visita medico-sanitaria, sia accertata una totale inabilità lavorativa, è concessa a carico dello Stato e a cura del Ministero dell'interno, una pensione di inabilità ..." e che (comma 2) "le condizioni economiche richieste per la concessione della pensione sono quelle stabilite dalla L. 30 aprile 1969, n. 153, art. 26, sulla revisione degli ordinamenti pensionistici".
L'art. 26 citato prevede la corresponsione della pensione sociale ai cittadini italiani che posseggano un reddito proprio assoggettato all'imposta sul reddito delle persone fisiche per un ammontare, cumulato con quelle del coniuge, non superiore ad un determinato limite.
L’unica eccezione a tale criterio riguarda l'assegno mensile.
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04/11/09
La mera richiesta da parte della Cassa Forense di pagamento dei contributi previdenziali con l'invio di un modulo per il pagamento non ha il valore di atto interruttivo della prescrizione in caso di omissione contributiva.
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09/10/09
Massima
“A seguito della soppressione, con D.L. n. 78 del 2009, sia della previsione della notifica degli atti introduttivi dei giudizi in materia di invalidità civile agli uffici dell’Avvocatura dello Stato, sia della previsione del litisconsorzio necessario, nei medesimi giudizi, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal 1° luglio 2009 l'INPS è l’unico legittimato passivo nei ricorsi proposti in materia di prestazioni di invalidità civile”.
Il Tribunale di Trani, con la sentenza in commento, facendo integrale applicazione della recente normativa introdotta in materia di invalidità civile, afferma la legittimazione passiva esclusiva dell'Inps nelle controversie aventi ad oggetto, appunto, il riconoscimento dello status di invalido civile e del consequenziale diritto alla prestazione assistenziale a carico del predetto Istituto.
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26/06/09
L' art. 28 l. 2 febbraio 1973 n. 12 così statuisce: i crediti degli iscritti verso l'ENASARCO non sono cedibili, né sequestrabili, né pignorabili».
Pertanto stando alla lettera della norma nessun azione esecutiva potrebbe essere utilmente intrapresa sul credito che l' iscritto gode nei confronti dell' istituto.
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12/05/09
La Corte di Cassazione, con tale sentenza, si sofferma – sia pur rapidamente – sulla nozione di “riduzione della capacità lavorativa”, contenuta nell'art. 13 della L. 30 marzo 1971, n. 118, così come sostituito dall'art. 1, co. 35, L. 24 dicembre 2007, n. 247 ai fini dell'assegno mensile di invalidità civile.
In proposito, si rammenta che tale provvidenza economica, a carico dello Stato ed erogata dall'INPS, come è noto, viene riconosciuta agli invalidi civili di età compresa fra il diciottesimo e il sessantaquattresimo anno nei cui confronti sia accertata una riduzione della capacità lavorativa, nella misura pari o superiore al 74 per cento, che non svolgono attività lavorativa e per il tempo in cui sussiste tale condizione, ed è subordinata al non superamento di determinati limiti di reddito annuo personale (e non riferito, dunque, al nucleo familiare), che sono rivalutati annualmente.
L'assegno, istituito dall'art. 13 della predetta Legge, nella formulazione originaria della norma, presupponeva una riduzione della capacità lavorativa nella misura superiore ai due terzi; successivamente, il D.Lgs. 23 novembre 1998, n. 509 ha elevato la percentuale di invalidità minima al 74%, ma tale innalzamento è decorso dall'entrata in vigore delle tabelle percentuali di invalidità di cui al D.M. 5 febbraio 1992 e, cioè, solo dal 1992.
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