Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere i soggetti deboli, far respirare i nuovi diritti
Malpractice medica

21/02/12

“RICONOSCIUTO IL CALVARIO CAUSATO DALL’ERRORE MEDICO”- Trib. Prato 1.2.2012 - Pisana RUOL RUZZINI

Interessante sentenza del Tribunale di Prato, sez. unica civile 1.02.2012 che dichiara la responsabilità dei sanitari con condanna della locale Usl al pagamento di consistenti somme a titolo di risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali a causa di un errore da malpractice medica che ha reso una bimba invalida al 100% costringendola ad una vita totalmente inerte.

Una madre si reca all’ospedale per partorire evidenziando al personale sanitario al momento dell’accettazione la presenza di un tampone vaginale positivo allo streptococco, ma i sanitari dimenticano di menzionarlo nella cartella ostetricia. Conseguent ...

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15/02/12

"DIRITTO A SCEGLIERSI IL MEDICO DI BASE: QUALI LIMITI?" - Riccardo MAZZON

A "Tre minuti per la Tua salute", l'Avv. Riccardo Mazzon affronta brevemente il problema del diritto a scegliersi il medico di base:

http://it-it.facebook.com/photo.php?v=323391151040396

 

Ulteriori brevi interventi in materia di sanità hanno riguardato il diritto ad una diagnosi tempestiva (diritto che non può subire limitazioni),

 http://it-it.facebook.com/pages/Cronache-Venete/58926695946#!/ph ...

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10/02/12

“CONTATTO SOCIALE E STRUTTURA OSPEDALIERA” - Cass. 1620/12 - Ilaria BEDESCHI

La responsabilità della struttura ospedaliera, fondata sul "contatto sociale", ha natura contrattuale. Ne consegue che, in virtù del contratto, la struttura deve fornire al paziente una prestazione assai articolata, definita genericamente di "assistenza sanitaria”, che ingloba al suo interno, oltre alla prestazione principale medica, anche una serie di obblighi c.d. di protezione ed accessori.

 

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 gennaio – 3 febbraio 2012, n. 1620

Presidente Petti – Relatore D’Alessandro

Svolgimento del processo

J.P..T. , in proprio e quale tutore d ...

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09/02/12

"RESPONSABILITA' DELLA STRUTTURA E DUPLICAZIONI RISARCITORIE" - Trib. Milano 516/2012 - Massimiliano NASO

 

Il Tribunale di Milano, sezione quinta, dott.ssa Apostoliti,  si è recentemente pronunciato in una vicenda che vedeva coinvolte due Aziende Ospedaliere ed un paziente, il quale chiedeva l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato per due distinti procedimenti. Essenzialmente venivano incardinati due distinti atti di citazione nei confronti di due diverse Aziende Sanitarie in cui non veniva però rappresentato, negli stessi, l’avvenuta assunzione di analoga iniziativa nei confronti di altra Azienda Ospedaliera. Inoltre l’attore mancava di comunicare, nei due atti di citazione, qualsiasi tipo di riferimento al ...

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06/02/12

"IMPIEGO DI PERSONALE INFERMIERISTICO PRIVO DI TITOLO ABILITATIVO" - Cass. 17893/09 - RM

Implica concorso nel reato di abusivo esercizio di professione il consapevole impiego, in attività proprie della professione infermieristica (quali praticare terapie e dispensare medicinali), persone risultate prive di titolo abilitativo valido all'esercizio, in Italia, di tale professione:

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30/01/12

Cass. pen., n. 42588/2011 - "SOSPENSIONE DELL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI MEDICO" - Annalisa GASPARRE

In materia di misure cautelari interdittive la valutazione dell’esigenza cautelare ex art. 274 lett. c) c.p.p. (pericolo di reiterazione di delitti analoghi) deve essere pervasa dall’esame delle concrete modalità di commissione del fatto-reato e dai parametri idonei a valutare la personalità del soggetto autore di reato

 

La sentenza in commento si segnala perché il giudice di legittimità interviene all’esito di un’impugnativa cautelare che aveva visto il Pubblico Ministero presso la Procura di Pescara insistere ripetutamente per l’applicazione della misura interdittiva della sos ...

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25/01/12

Cass. Civ., sez. III, n. 27000/11 - “CONDANNABILE LA CONDOTTA OMISSIVA DEI MEDICI” - Pisana RUOL RUZZINI

La Corte d’Appello di Venezia riformava la sentenza del Tribunale dell’omonima città in merito alla richiesta di risarcimento danni da parte di un militare a seguito di quella che questi definiva una condotta colposa omissiva dei sanitari del Policlinico Militare in relazione all’omessa prescrizione di ulteriori accertamenti diagnostici che avrebbero potuto evitare il danno alla sua salute.

Il Tribunale aveva, infatti, accertato l’esistenza del nesso eziologico tra le condotte negligenti dei medici militari ed il successivo aggravamento della malattia con conseguente necessità di intervento chirurgico volto ad a ...

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24/01/12

Cass. Pen., sez. IV, n. 46961/11 - “LA COOPERAZIONE IN SALA OPERATORIA…PAGA!” - Pisana RUOL RUZZINI

Dottore endoscopista e suo aiuto causavano ad un paziente, a seguito di una biopsia, gravi lesioni al nervo accessorio spinale e in primo grado venivano condannati oltre al risarcimento del danno, a tre mesi di reclusione per il reato di lesioni colpose.

I giudici di merito ribaltavano il giudizio revocando anche le statuizioni civili e stabilendo che il fatto non costituiva reato dato che non era possibile stabilire ragionevolmente a quale dei due operatori fosse imputabile la condotta lesiva.

La Suprema Corte accoglie il ricorso di parte civile e del pubblico ministero censurando l’impostazione della decisione ...

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13/01/12

"LA DIFFICILE TUTELA IN CASO DI T.S.O" - Sara COSTANZO

In Italia il ricorso al TSO non ha la finalità di prevenire un danno alla persona o ad altri ne di “risolvere” problemi di gestione del paziente. Al di la di quanto previsto dalla legge l’applicazione “pratica” dell’istituto risente della complessità e della delicatezza delle situazioni coinvolte.

Queste in sintesi le questioni da evidenziare: a) a tutt’oggi il ricorso ai TSO risente della diversità con cui ogni regione gestisce la cura dei pazienti con problemi psichici. Questo aspetto ha un’immediata ricaduta non solo sulla quantità/qua ...

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03/01/12

Cass. Civ. n. 26993/11 - “OCCHIO ALLA PRESCRIZIONE MEDICA” - Pisana RUOL RUZZINI

Un giovane a seguito di un arrossamento agli occhi si reca dal suo oculista che gli prescrive un collirio. Velocemente la situazione si aggrava ma l’uso del collirio viene a lui nuovamente prescritto dallo stesso dottore senza ulteriori controlli specialistici.

Conclusione: disturbi visivi gravi, glaucoma, intervento chirurgico che però non riesce ad evitare una menomazione visiva permanente ad entrambi gli occhi.

Il giovane conviene in giudizio il medico.

Il tribunale di primo grado respinge la domanda non ravvisando alcuna responsabilità in capo al medico oculista.

Su gravame del giovane la C ...

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